Riforma pensioni 2023/ Landini: chiediamo cose precise, il Governo evita confronto

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le parole di Maurizio Landini, Segretario generale della Cgil, alla vigilia di una nuova mobilitazione unitaria

landini Maurizio Landini, Segretario generale Cgil (LaPresse, 2022)

LE PAROLE DI LANDINI

Intervistato dalla Stampa, Maurizio Landini spiega: “Noi parliamo con tutti perché siamo autonomi. Al congresso della Cgil abbiamo invitato anche la premier Meloni. Ora c’è una piattaforma sindacale unitaria che chiede cose precise: una riforma fiscale vera, un aumento strutturale dei salari, la riduzione della precarietà, la fine della flat tax, gli investimenti nella sanità, il diritto allo studio, la riforma delle pensioni. Giudichiamo il governo e il Parlamento per quello che approveranno. A tutte le forze politiche chiediamo di sostenere le nostre posizioni e poi ognuno farà il proprio mestiere. Non c’è nulla di nuovo. Salvo che c’è un esecutivo che non si confronta con noi e viola la Costituzione”. Il Segretario della Cgil aggiunge: “Noi chiediamo da sei mesi un contributo di solidarietà straordinario su tutti i profitti. Non s’è visto. Il governo ha piuttosto fatto cassa con i poveri tagliando il Reddito di cittadinanza e la rivalutazione delle pensioni. Non contrasta l’evasione fiscale e concede nuovi condoni”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PRINCIPE (CGIL)

Oggi a Milano si terrà la manifestazione unitaria sindacale e Mario Principe, Segretario generale della Cgil del comprensorio Ticino Olona, come riporta sempionenews.it spiega che “sulle pensioni, dopo le promesse della campagna elettorale al riguardo, ci aspettiamo che si vada nella direzione che il sindacato sta sollecitando unitariamente da tempo, ovvero dei quarantun anni di contributi per andare in pensione, per altro parte di quelle stesse promesse, quando invece non si dedica nemmeno un euro al piano della riforma previdenziale”. “Vogliamo coniugare il cambiamento del Paese e dell’Europa con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, dei giovani e delle donne”, aggiunge il sindacalista.

LE PROCEDURE AGGIORNATE PER QUOTA 103

Intanto, come ricorda Adnkronos, l’Inps ha aggiornato le procedure per la definizione delle domande di pensionamento anticipato con Quota 103, che può avvenire “in qualsiasi momento successivo all’apertura della cosiddetta finestra: dopo un periodo di tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi dalle Pubbliche amministrazioni e per i lavoratori autonomi; la decorrenza della pensione non può comunque essere anteriore al 1° aprile 2023; dopo sei mesi dalla maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni; la decorrenza della pensione non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2023. Restano confermate, spiega ancora l’Inps, le modalità di accesso alla pensione per il personale Afam e della scuola, rispettivamente al 1° novembre e al 1° settembre dell’anno di raggiungimento dei requisiti”.

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