RIFORMA PENSIONI/ Il richiamo Ecofin su Quota 100 (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Anche l’Ecofin, dopo l’Ue, richiama l’Italia sulla riforma pensioni con Quota 100, ricordando che essa aumenta la spesa pensionistica già elevata

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Image by Steve Buissinne from Pixabay

IL RICHIAMO ECOFIN SU QUOTA 100

Se da un lato l’Ecofin ha confermato che non ci sarà una procedura d’infrazione contro l’Italia per debito eccessivo, dall’altro ha ribadito una posizione sulla riforma pensioni con Quota 100 che l’Ue aveva già manifestato in passato. Come riportato da eunews.it, infatti, nelle raccomandazioni del consiglio Ecofin al nostro Paese si chiede di “attuare pienamente le riforme pensionistiche precedenti al fine di ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica e creare spazio per altre spese sociali e di crescita”. In buona sostanza, quindi, viene ricordato che il livello della spesa pensionistica nel nostro Paese è alto e che quindi occorre fare in modo che non ci siano cambiamenti rispetto alla Legge Fornero per fare in modo che tale spesa rimanga sotto controllo. Il Governo, come noto, ha però confermato che Quota 100 sarà in vigore anche nel 2020 e 2021, quindi non sembra per il momento voler prendere in considerazione le raccomandazioni europee. Anzi, almeno a livello di dichiarazioni da tempo si parla di varare Quota 41 a partire dal 2022.

LA GUERRA DEI VITALIZI

Se il Movimento 5 Stelle esulta per la decisione della Corte di Cassazione di respingere il ricorso presentato contro la riforma pensioni che riguarda i vitalizi degli ex parlamentari, Paolo Armaroli, il ricorrente, non alza di certo bandiera bianca: “È vero che viene ribadito il principio dell’autodichia delle Camere, in base al quale Camera e Senato sono giudici legittimati in materia”, dice l’ex onorevole commentando la sentenza, “ma se sono giudici, e non un plotone di esecuzione, allora qualsiasi ricorrente potrà adire la Corte Costituzionale in via incidentale”. Proprio per questo, riporta giornalettismo.com, gli avvocati di Armaroli stanno già pensando di “trovare le leggi del regolamento interno a Camera e Senato che possono essere impugnate e per le quali si possa fare ricorso alla Corte Costituzionale”. Il Sole 24 Ore riporta le parole del Presidente dell’Associazione degli ex Parlamentari, Antonello Falomi, secondo cui “la Cassazione si è limitata a stabilire chi è il giudice che ha la competenza a giudicare”, mentre “sul merito, invece, ha ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il vitalizio, come l’indennità parlamentare, non è un privilegio, ma una garanzia”.

IL MESSAGGIO DEL CODS

In tema di riforma pensioni sembra urgente fare qualcosa per le donne, penalizzate da un sistema dove non c’è uguaglianza tra i generi. Orietta Armiliato ha quindi postato sulla pagina Facebook di Claudio Durigon un messaggio a nome del Comitato Opzione donna social, facendo riferimento alla proposta di legge di Elena Murelli per prorogare Opzione donna al 2020 e varare misure a favore della platea femminile. “Abbiamo accolto con vero piacere questo annuncio e siamo liete che si apra il dibattito parlamentare su questi fondamentali temi dunque, apprezzando, stiamo seguendone l’iter ansiose di leggerne i contenuti nel dettaglio, in modo da poter poi presentare le nostre istanze a sostegno e/o a variazione, una su tutte quella di chiudere la misura dell’Opzione Donna portandola direttamente al 2023 senza lo stillicidio mortificante del ‘di anno in anno’, interagendo tramite la commissione di riferimento”, ha scritto Armiliato, chiedendo anche una conferma sull’avvio dell’iter parlamentare della proposta di legge in questione.

QUOTA 100, SALA: COLPO BASSO AI GIOVANI

Non usa giri di parole Beppe Sala per criticare la riforma pensioni con Quota 100. L’edizione milanese dei sito di Repubblica riporta infatti le parole del Sindaco meneghino pronunciate durante la presentazione del libro di Anna Ascani, “Senza maestri, storia di una generazione fragile”. “Le politiche di questo governo sfavoriscono i giovani è evidente”, e per noi di centrosinistra 2è importante invece lavorare su di loro. Ad esempio Quota 100 è un colpo basso per i giovani e noi dobbiamo continuare a dire loro ‘guardate che questi vi stanno fottendo’, e più volte bisogna dirlo, come fa Salvini”, ha detto Sala, aggiungendo che “anche la flat tax è una solenne fregatura e invito la mia parte politica a smettere di dire che non è sostenibile o a dire che l’Europa non ce la fa fare, ma se mai a rivendicare che la progressività nella tassazione è una conquista della sinistra e va difesa e bisogna parlarne ai giovani. Loro hanno meno capacità di produrre ricchezza e quindi diciamogli che anche la flat tax li frega, è una nostra responsabilità”.

QUATTORDICESIMA, L’ANALISI UECOOP

È già stata chiesta una riforma pensioni per aumentare l’importo delle minime o per ampliare la platea di chi riceve la quattordicesima. Una riforma che sembra urgente considerando che, secondo un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, un pensionato su 4 in Italia vive con assegno mensile inferiore ai 500 euro. Come se non bastasse l’importo della quattordicesima finisce fondamentalmente a pagare spese medice e bollette. Come riportato da agenziastampaitalia.it, per Uecoop “esiste una oggettiva situazione di difficoltà e di malessere che incide in particolare sulle fasce più deboli come i 4,2 milioni di grandi anziani che superano gli 80 anni di età. Una problematica che tocca una fascia importante di pensionati, nonostante in Italia ci sia una nicchia di 150mila fortunati che ogni mese incassano una pensione dai 4mila ai 5mila euro e oltre. Con una speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni mentre per le donne supera gli 85 anni, la sfida del futuro sarà continuare a garantire alti livelli di cure e assistenza con un sistema misto dove pubblico privato dovranno sempre più sostenersi a vicenda”.

BOCCIATO RICORSO SU VITALIZI

Festeggia il Movimento 5 Stelle per la sentenza con cui la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso, presentato dall’ex onorevole Paolo Armaroli, contro la riforma pensioni degli ex parlamentari. “Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell’autodichia, a garanzia dell’autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui. Con l’eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani”, ha scritto Luigi Di Maio in un post su Facebook.

RIFORMA PENSIONI, L’ANTICIPO TFS PER GLI STATALI

Riguardo l’arrivo del decreto che dovrebbe sbloccare l’anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici previsto dalla riforma pensioni, Domenico Proietti, Segretario Confederale della Uil, evidenzia, in una dichiarazione rilasciata a pensionipertutti.it, che il provvedimento “risolve solo in parte il problema ricorrendo a procedure macchinose”. Più dura la posizione di Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, secondo cui “dopo l’Ape volontaria siamo di fronte ad un altro esempio di ‘ingegneria finanziaria’ in previdenza. Il parziale anticipo bancario di un diritto del lavoratore non rappresenta una risposta vera all’esigenza di garantire sempre, tempestivamente e a tutti i lavoratori pubblici il pagamento in tempi celeri del Tfs/Tfr dopo la cessazione dell’attività lavorativa”.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI

“Comunque sarei anche prudente nel considerare l’iter completamente perfezionato, vista la complessità di mettere in piedi un sistema così architettato che coinvolge gli istituti di credito”, aggiunge il sindacalista. Restando nell’ambito sindacale, va registrata la richiesta fatta da Annamaria Furlan in un’intervista ad Avvenire. Per la Segretaria generale della Cisl, infatti, più che varare la flat tax “occorre rendere più ‘pesanti’ le buste paga dei lavoratori e le pensioni. Per ragioni di equità e per far ripartire i consumi interni. Insomma, guardare prioritariamente a lavoratori e famiglie con figli. Spero che nei confronti annunciati se ne possa discutere concretamente”. Vedremo se effettivamente sarà possibile farlo.

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