Riforma pensioni/ Contratti di espansione post-Quota 100: la situazione

- Niccolò Magnani

Riforma pensioni, le ultime notizie e novità sulle discussioni in merito alla fine della Quota 100: contratto di espansione, Ape Social e lo scontro tra Renzi, Salvini e Conte

Tridico, Inps
Pasquale Tridico, Presidente Inps (LaPresse, 2021)

CONTRATTI DI ESPANSIONE, LE NOVITÀ SULLE PENSIONI

Non solo l’Ape Sociale e l’Opzione Donna vedranno una più che probabile proroga nella prossima riforma pensioni inserita in Manovra di Bilancio: come vi abbiamo più volte raccontato in queste settimane, il contratto di espansione potrebbe prevedere un allargamento della platea e delle sue funzioni già nei prossimi mesi.

Come ricorda il focus del “Sole 24 ore”, la misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per imprese con almeno 100 dipendenti potrebbe vedere una prossima proroga: non solo, con un prepensionamento dei lavoratori che si trovino a non più di 5 anni per maturare la pensione di vecchiaia o anticipata, è possibile che si possa abbassare il tetto minimo per le aziende per poter accedere allo strumento. Da legge, dopo la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è l’Inps a versare al nuovo pensionato «un’indennità pari alla pensione maturata, fino alla decorrenza della stessa».

LA LITE SU QUOTA 100 TRA RENZI-CONTE-SALVINI

Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, insiste sulla permanenza e allargamento di Ape Sociale come unica riforma pensioni sostenibile al termine della Quota 100: nella sua ultima Enews, l’ex Premier risponde a distanza a Salvini e Conte che nelle ultime ore si erano sfidati a colpi di interviste dalla Puglia, «Per superare Quota 100, torneremo al nostro progetto dell’Ape Social. Per superare il Reddito di Cittadinanza, torneremo al REI. Quello che sta emergendo, insomma, è che dopo cinque anni si torna alle nostre leggi. Abbiamo solo buttato via un po’ di tempo e denaro, ma grazie al Governo Draghi ci rimettiamo in carreggiata». La Lega insiste sulla permanenza invece della Quota 100, con i soldi che si risparmierebbero dall’abolizione del Reddito di Cittadinanza (su questo è d’accordo anche Renzi), mentre dal leader M5s Giuseppe Conte arriva un secco no: «Le pensioni sono un problema molto urgente. A dicembre scadrà quota 100. Avremo uno scalone di 5 anni. Si parla molto di quota 41, ossia di consentire la pensione a chi ha 41 anni di contributi, ma sarebbe molto onerosa. Avviamo piuttosto un confronto per ampliare la lista dei lavori gravosi ed usuranti sulla base dell’indice Istat di speranza di vita. Sarebbe un percorso razionale ed equo. L’alternativa è il pensionamento anticipato a 63 anni in base alla sola quota contributiva, con la possibilità a 67 anni di una integrazione in base alla quota retributiva».

RIFORMA PENSIONI, IL FOCUS SULL’APE SOCIALE

Con la Quota 100 in scadenza, la Quota 41 che non piace a MEF (ed Europa) e con i contratti d’espansione che assieme all’Opzione Donna non possono rappresentare una riforma pensioni a tutto tondo, il focus del Governo si concentra sull’estensione e il miglioramento dell’Ape Sociale. L’istituto nato sotto i Governi Pd, che prevede l’anticipo pensionistico a 63 anni di età per diverse attività di lavoratori, potrebbe essere esteso con la prossima Manovra di Bilancio, rappresentando al momento l’urgenza più importante per il Ministero del Lavoro in ottica previdenziale.

Il Governo teme il capitolo “spesa” e la bocciatura eventuale dell’Europa in pieno programma PNRR, ma allo stesso tempo i partiti non intendono riproporre tout court la riforma Fornero: per questo motivo un indirizzo comune sembra al momento l’estensione della platea prevista per l’Ape, con alcuni vincoli contributivi illustrati oggi dal “Sole 24 ore”. Ad oggi, l’ultima proroga dell’Ape Sociale scade il 31 dicembre 2021 ma sembra chiaro a tutti che sarà estesa ancora nel tavolo di discussione Ministero-sindacati: l’indennità, ricordiamo, completamente a carico dell’Inps, potrebbe trovare con la finanziaria 2022 nuovi fondi stabili (risparmiati dalla fine della Quota 100) per allargare la platea, al momento “ferma” a «Disoccupati non più “coperti” da strumenti di sostegno al reddito dopo il licenziamento, invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74%, “caregiver famigliari” in particolari condizioni e lavoratori dipendenti rientranti in un elenco di “riferimento” di 15 attività considerate particolarmente usuranti o pericolose».

L’ELENCO DI ATTIVITÀ GRAVOSE PREVISTE DALL’APE

L’elenco completo delle attività gravose previste dall’Ape Sociale potrebbe vedere un ampliamento seguendo i tre criteri fissati dalla Commissione tecnica nominata dal Ministro Orlando la scorsa primavera, ovvero frequenza infortuni, gravosità infortuni e gravosità delle malattie professionali. In attesa di capire quali saranno le “aggiunte”, ecco un breve recap delle 15 attività gravose che già oggi ottengono l’accesso alla riforma delle pensioni con Ape Sociale: operai dell’industria estrattiva, edilizia, manutenzione edifici, conduttori di gru, macchinari mobili per perforazione costruzioni, conciatori di pelle, conduttori di convogli ferroviari, personale treni viaggiante, autorità mezzi pesanti, autisti camion, infermieri, sanitari con lavori in turni, addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza, insegnanti scuola infanzia, educatori asili nido, facchini, addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici, operai dell’agricoltura e della pesca, lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature, personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

© RIPRODUZIONE RISERVATA