Riforma pensioni/ Assegni invalidità a 516 euro: M5s “risultati concreti”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, assegni invalidità passano a 516 euro: approvato all’unanimità. Per il Governo Quota 100 rimarrà anche nel 2021

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La Camera dei deputati (LaPresse)

PENSIONI INVALIDITÀ A 516 EURO

Dopo l’approvazione dell’emendamento nel Dl Rilancio sulle pensioni d’invalidità presentato da Fratelli d’Italia le persone con riconosciuta invalidità civile avranno nuovo assegno a 516 euro come somma minima garantita dallo Stato. «Tra le misure del Decreto Rilancio  è stato approvato in Commissione, all’unanimità, un emendamento che innalza l’assegno per le pensioni di invalidità da 285 a 516 euro.Una risposta sostanziale alle tante richieste che in questi anni erano giunte. Un risultato raggiunto in maniera unanime e trasversale», spiega la presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera, Marialucia Lorefice del Movimento 5 Stelle. Secondo la deputata, l’impegno del Governo nei confronti di chi ha maggiore necessità «è la via per portare avanti delle misure che permettono di ottenere risultati concreti per la sostenibilità delle famiglie e di quanti ne hanno bisogno, soprattutto di coloro i quali si trovano in particolari difficoltà. Siamo da sempre convinti che la politica si possa definire tale quando lavora a stretto contatto con i cittadini, e a loro risponde, per poter rendere la società a misura del singolo e delle famiglie permettendo a tutti una vita dignitosa». (agg. di Niccolò Magnani)

CGIL RILANCIA SU CONTRATTO DI ESPANSIONE

Alla conferma del Governo sulla riforma di Quota 100 anche per il 2021, i sindacati chiedono però un ulteriore passo in avanti sul fronte pensioni in attesa della svolta preannunciata da Baretta per l’anno 2022: «serve rilanciare il contratto di espansione. Oggi vale solo per le aziende sopra i 1.000 dipendenti. Si potrebbe estendere a tutte le altre, fermo restando i comparti già protetti dai loro fondi di categoria (banche, trasporti, elettrici)», spiega Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil con delega all’area previdenza. Per il sindacalista, conclude nella nota pubblica, la possibile novità del Governo sul contratto di espansione potrebbe portare all’anticipo di un tempo per la pensione dei lavoratori«previo accordo sindacale, in cambio dell’assunzione di giovani: ad esempio 3 anni di cui due coperti da Naspi e uno pagato dall’azienda, magari incentivato». (agg. di Niccolò Magnani)

BARETTA “QUOTA 100 RESTA ANCHE NEL 2021”

Come di fatto già anticipato nei mesi scorsi da diversi esperti in materia, non da ultimo il Presidente di itinerari Previdenziali Alberto Brambilla, la riforma pensioni targata Lega-M5s potrebbe rimanere anche per tutto il 2021. Al netto della volontà del Pd di eliminare la Quota 100, pare ormai che il Governo sia comunque intenzionato ad utilizzarne i benefici in aggiunta agli altri ammortizzatori sociali anti-Covid messi in campo in questi mesi. «Quota 100 la facciamo finire oramai», spiega a Repubblica il sottosegretario Pd all’Economia Pier Paolo Baretta. I dem spingono da tempo per chiudere anticipatamente l’esperienza non pienamente di successo della riforma gialloverde, con in particolar modo Italia Viva di Renzi che l’ha messa più volte sul piatto come urgenza da attuare per iniziare a rinnovare il piano previdenziale per il prossimo futuro. Baretta però, riportando la posizione di Palazzo Chigi, ribadisce «In questo contesto di crisi profonda anzi può considerarsi un ammortizzatore sociale. La prossima legge di bilancio sarà dedicata alla riforma fiscale, quella successiva alla riforma previdenziale che entrerà in vigore l’1 gennaio 2022, sciogliendo il nodo dello scalone che si verrà a creare per la fine di Quota 100: l’età pensionabile che sale di cinque anni dai 62 ai 67», conclude il Sottosegretario. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CATALFO

Nunzia Catalfo ha preso parte al Consiglio nazionale della Uil pensionati, che ha nominato Carmelo Barbagallo nuovo Segretario generale. La ministra del Lavoro, in un post su Facebook, ha spiegato come ritenga importante, e soprattutto necessario, “intervenire sulla questione delle pensioni basse. Un tema che, in parte, abbiamo già affrontato con la Pensione di cittadinanza e su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in vista della legge di Bilancio. Inoltre, dobbiamo riprogettare il sistema degli ammortizzatori sociali al fine di renderli più semplici, snelli, concretamente orientati alla formazione e all’accrescimento delle competenze dei lavoratori”.

LE PAROLE DI BOMBARDIERI

Catalfo ha anche evidenziato che “grande attenzione sarà posta agli interventi per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e, allo stesso tempo, alle tutele di quelli che hanno maturato una maggiore anzianità lavorativa, attraverso un rafforzamento della flessibilità in uscita, della staffetta generazionale e dei contratti di solidarietà espansiva”. Il posto di Barbagallo alla guida della Uil è stato invece preso da Pierpaolo Bombardieri, che, come riporta il sito di Repubblica, ha rilanciato alcune priorità anche in campo previdenziale durante il Consiglio confederale nazionale: “una legge quadro sulla non autosufficienza, la riduzione delle tasse sulle pensioni e l’estensione della quattordicesima ai pensionati con redditi fino a 1.500 euro lordi al mese. Cantiere delle pensioni che presto sarà riaperto”.

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