RIFORMA PENSIONI/ Bombardieri (Uil): Quota 102-104 è una presa in giro

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le parole di Pierpaolo Bombardieri su Quota 102 e Quota 104 prima dell’incontro tra Governo e sindacati

Pierpaolo Bombardieri
Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale Uil (LaPresse)

BOMBARDIERI SU QUOTA 102-104

Pierpaolo Bombardieri, ospite della trasmissione 24 Mattino in onda su Radio 24, ha spiegato che nell’incontro con Draghi che prenderà il via tra circa un’ora “andremo a chiedere una riforma strutturale delle pensioni, per noi la legge Fornero è una legge sbagliata”. Il Segretario generale della Uil ha anche evidenziato che occorre “una riforma strutturale che dia delle risposte ai giovani, alle donne e ai lavori usuranti e agli ultimi esodati, quindi una riforma più equa che non può essere il ritorno alla legge Fornero”. Dal suo punto di vista, “Quota 102-104 è una presa in giro, riguarderebbero 20 mila persone e sarebbe un compromesso politico ed è l’errore che si fa durante queste riforme, condizionarle alle campagne elettorali”. “Ovviamente la mobilitazione e lo sciopero non sono termini che noi abbiamo eliminato dal nostro vocabolario. Sono termini democratici, che dimostrano e sottolineano la necessità di una risposta democratica a scelte sbagliate da parte del governo”, ha aggiunto Bombardieri.

LE PAROLE DI SALVINI

Prosegue il confronto all’interno del governo sulla riforma pensioni, Matteo Salvini a colloquio con il premier Draghi. Intervenuto in conferenza stampa, il leader della Lega ha spiegato: «Il confronto è costruttivo e propositivo. Sulla riforma delle pensioni, non abbiamo offerto un’alternativa, ma tre, quattro, cinque. Il nostro obiettivo è scongiurare il ritorno della legge Fornero».

Matteo Salvini ha aggiunto: «A noi interessa evitare il ritorno alla legge Fornero, che dopo un anno e mezzo di Covid sarebbe un sacrificio impossibile da chiedere agli italiani. In Draghi ho trovato ascolto e interesse, stiamo presentando proposte ragionevoli e sostenibili: contiamo di trovare una soluzione nell’interesse di milioni di lavoratrici e lavoratori. Partendo da opzione donna, dai lavoratori precoci e tenendo il più basso possibile il limite d’età anagrafico per accedere un diritto che è la pensione». La Lega ha le idee chiare: «Il nostro obiettivo era e rimane quota 41, ma siamo in un governo in cui qualcuno vorrebbe il ritorno alla Fornero domattina: ci stiamo impegnando per evitarlo». (Aggiornamento di MB)

SBARRA (CISL): PRONTI A MOBILITAZIONI

Oggi Draghi vedrà i sindacati per discutere della Legge di bilancio e uno dei temi sul tavolo sarà quello della riforma delle pensioni. Luigi Sbarra, intervistato da Repubblica, evidenzia che per questo capitolo “le risorse attuali sono assolutamente insufficienti, le pensioni non possono essere considerate solo un costo economico, ma c’è anche un tema di sostenibilità sociale. E comunque la riforma Fornero ha realizzato risparmi importanti, così come il finanziamento di Quota 100 non è stato interamente utilizzato. Noi chiediamo che parte di questi risparmi vengano reinvestiti per cambiare il sistema pensionistico, introducendo elementi di equità, flessibilità e sostenibilità”. Il Segretario generale della Cisl ritiene che occorra “un metodo di confronto centrato sul dialogo e sulla responsabilità. In caso contrario non resteremo certo con le mani in mano. Se troveremo un muro davanti a noi, o se le nostre rivendicazioni e proposte saranno ostacolate o non prese in considerazione, le mobilitazioni saranno inevitabili nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

LE PAROLE DI CAPONE (UGL)

Paolo Capone, Segretario generale dell’Ugl, contesta le affermazioni di Enrico Letta, Segretario del Pd, secondo cui Quota 100 avrebbe discriminato le donne. “La difficoltà per le donne di andare in pensione non può evidentemente essere imputata a una misura come ‘Quota 100’ che ha introdotto un meccanismo di scivolo agevolando l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. È impensabile smantellare una misura di giustizia sociale di cui hanno beneficiato 340 mila persone considerato, peraltro, che con l’aumentare dell’età sale il rischio di infortuni mortali sul lavoro, in particolare per quanto riguarda i lavori usuranti, spiega il sindacalista, secondo cui occorre “mantenere un meccanismo di flessibilità in uscita incentivando, al contempo, il turnover generazionale. In tal senso, auspichiamo quanto prima l’apertura di un tavolo per discutere di soluzioni come Quota 41. Il Governo dica chiaramente se intende ascoltare le proposte delle parti sociali oppure limitarsi a subire i diktat di Bruxelles”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Secondo Cesare Damiano, gli interventi di riforma pensioni che si stanno ipotizzando in queste ore, ovvero Quota 101, Quota 102, Quota 103 e Quota 104, non rappresentano “la soluzione ideale”. Anche perché “porteranno comunque alla Legge Fornero”. Per esempio, Quota 104 “significa che un lavoratore per andare in pensione dovrà avere 38 anni di contributi e almeno 66 anni di età, cioè un anno meno della Fornero”. Dal suo punto di vista bisognerebbe invece “andare in pensione a 63 anni e prevedere, per ogni anno di anticipo, una penalizzazione del 3% sulla parte retributiva”. L’ex ministro del Lavoro, intervistato da Tiscalinews, spiega di essere cosciente che questo “costa molto di più di quanto il Governo è disposto a mettere sul piatto”. Per questo “le risorse devono essere aumentate”.

LA QUOTA 100 ROVESCIATA

In quanto esponente del Pd, specifica poi che il suo partito sta chiedendo di “intervenire almeno sull’Ape sociale e di includere anche Opzione donna” nella Legge di bilancio. Per Damiano, occorrerebbe anche fare un ragionamento lavorando “su una Quota 100 rovesciata: 64 anni di età e 36 di contributi. Abbassare insomma gli anni dei contributi perché sono il criterio più difficile da rispettare”. Anche il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, come riporta l’Ansa, esprime contrarietà a sistemi come Quota 102 e Quota 104, “perché guardiamo i numeri da imprenditori e ci dicono che non hanno avuto gli effetti che ci aspettavamo. Non c’è l’effetto sostitutivo: pensioniamo chi un lavoro ce l’ha e non assumiamo i giovani, riteniamo invece che si debba lavorare sui lavori usuranti”.

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