Riforma pensioni: ultime notizie/ Tria “aumento Iva? No, risparmi in Quota 100 e..”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Tria sull’aumento dell’Iva “disinnescata con i risparmi su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza”: le ultime notizie

Ministro Tria alla Camera
Giovanni Tria (Lapresse)

PARLA TRIA SU QUOTA 100

Intervistato dal Corriere della Sera, parla il Ministro dell’Economia Giovanni Tria in merito al prossimo futuro della Finanziaria tutt’ora in bilico non sapendo quale Governo e quando potrà essere approvata: il titolare del Mef prova però a “rassicurare” sul possibile aumento dell’Iva ribadendo come la riforma delle pensioni di Quota 100 e il reddito di cittadinanza con i loro risparmi dovrebbe scongiurare gli “allarmi” sui conti pubblici. «Il contributo per un minore indebitamento sarebbe anche più dello 0,3%»; non solo, per Tria quei 5 miliardi di euro risparmiati potrebbero anche essere di più. «sarebbero frutto delle minori spese legate al reddito di cittadinanza e quota 100, che insieme alle maggiori entrate ed i minori interessi sul debito, porterebbero il tesoretto a 6-8 miliardi di euro». Per il Ministro dell’Economia questi calcoli però «Dipendono da noi, se sapremo conservare la calma sui mercati e quindi uno spread fra titoli italiani e tedeschi sui livelli attuali o poco più bassi». (agg. di Niccolò Magnani)

RISCATTO LAUREA: I PRIMI RISULTATI

Secondo uno studio del Sole 24 ore sui primi risultati del piano di riscatto laurea sulle pensioni, il trend analizzato è positivo e sono bastati 4 mesi per superare l’intero anno 2018 come domande pervenute: il riscatto viene particolarmente gradito dunque da tutti quegli italiani lavoratori che stanno utilizzando la possibilità introdotta dal decreto Pensioni Quota 100-Reddito di Cittadinanza (il numero 4 del 2019, il “Decretone”). «Da marzo a luglio sono arrivate 32.479 domande, il 51% (16.603) seguendo le nuove regole che permettono di accedere a un riscatto low cost», spiega l’analisi del quotidiano economico su dati Inps. Ricordiamo che per poter scegliere il riscatto “agevolato” servono due unici requisiti: il corso di studi deve collocarsi nei periodi di competenza del metodo contributivo (ovvero dall’inizio del 1996 in poi, ndr) e soprattutto il lavoratore deve aver almeno un contributo versato nella gestione Inps dove intende riscattare. (agg. di Niccolò Magnani)

LANDINI (CGIL): “CANCELLARE QUOTA 100? NON BASTA..”

In una lunga intervista al Corriere della Sera nel pieno della crisi di Governo è Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a porre l’accento su cosa dovrà fare il prossimo governo, qualunque esso sia, in merito al tema cruciale del lavoro e della riforma pensioni. Il leader di sinistra non hai mai nascosto la sua contrarietà alla Quota 100 ma secondo lui cancellarla non può essere l’unico provvedimento da adottare: «cancellarla o confermarla, non è questo il problema. Cgil, Cisl e Uil sono per una riforma complessiva che assicuri una pensione di garanzia per i giovani, tuteli le donne, garantisca una flessibilità in uscita per chi ha 62 anni di età o 41 di contributi, separi la previdenza dall’assistenza e riconosca che non tutti i lavori sono uguali e che quindi ci sono diverse aspettative di vita». Ancora Landini, sempre ai colleghi del CorSera «ribadiamo l’urgenza di rinnovare i contratti per milioni di lavoratori e di recepire per via normativa gli accordi interconfederali sulla rappresentatività. Debbono aumentare i salari e le pensioni e per questo serve una riforma fiscale che, oltre a combattere l’evasione, riduca la tassazione a pensionati e dipendenti e introduca la detassazione degli aumenti salariali dei contratti nazionali».

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

Cesare Damiano è intervenuto recentemente sulla crisi di Governo e ha anche citato gli ultimi dati che sono arrivati in tema di riforma pensioni. “Mentre è giusto rendere più flessibile il sistema previdenziale, il promesso ricambio generazionale rimane nel libro dei sogni. L’Osservatorio dei Consulenti del lavoro stima un magro turnover nei settori privati, al 30%. Mentre non si sbloccano le assunzioni nel Pubblico Impiego e il Governo si ostina a non utilizzare le graduatorie di vincitori e idonei di concorso”, ha segnalato l’ex ministro del Lavoro, per il quale è importante “attingere dalle graduatorie di concorso per sopperire alle gravi carenze organiche che stanno indebolendo le pubbliche amministrazioni”.

IL PARERE SULL’ALLEANZA PD-M5S

“È evidente che il Governo, o chi ne ha decretato la fine, non ha a cuore le sorti di questo Paese e dei servizi pubblici che quotidianamente eroga ai cittadini/utenti, al di là di tutte le parole e di tutte le promesse. La mancata proroga della vigenza delle graduatorie, conferma che non è mai esistito un Governo del cambiamento e che molti lavoratori, idonei e vincitori di concorso, verranno sacrificati da meschini calcoli elettorali”, ha aggiunto l’esponente dem, che ha dato anche un giudizio sul possibile accordo tra il suo partito e il Movimento 5 Stelle, ricordando che il salario minimo “è stato la ‘bandierina’ del Movimento 5 Stelle e la posizione del Pd, contenuta nella proposta di legge di Nannicini, è agli antipodi rispetto a quella di Di Maio”. “Noi privilegiamo la contrattazione, i 5 Stelle pongono le basi per un suo indebolimento. Ci andrei dunque cauto”, ha poi detto.

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