RIFORMA PENSIONI/ Schirò (Pd) lancia l’allarme: “Assegni troppo bassi”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, la denuncia della Cigl su Quota 100: “Una sciocchezza abolirla, farebbe solo altri problemi”. Le parole di Roberto Ghiselli

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Pensioni troppo basse, specialmente in un periodo come questo di emergenza coronavirus: questa la denuncia di Angela Schirò, esponente del Partito Democratico. Ecco le sue parole in una nota: «Sono basse milioni di pensioni italiane e decine di migliaia di pensioni erogate all’estero ai nostri connazionali. I motivi sono storici e variegati ma la causa principale è il sistema previdenziale italiano da sempre caratterizzato da privilegi e da iniquità, da un sistema di calcolo ingiusto, da un’evasione contributiva diffusa e ignorata (quanti sono gli italiani all’estero ai quali il datore di lavoro, soprattutto negli anni ’50 e ’60 non ha versato i contributi?); sistema al quale solo le recenti riforme hanno dato una connotazione più equa, soprattutto con il passaggio dal calcolo con il sistema retributivo a quello con il sistema contributivo che valuta più obiettivamente i contributi versati».

La dem ha poi aggiunto: «Una volta risolto, auspichiamo tutti al più presto, il problema del coronavirus bisognerà occuparsi delle categorie più svantaggiate tra le quali, come i sindacati stanno facendo notare da diverse settimane, rientrano sicuramente i pensionati che percepiscono assegni minimi, per i quali si continua a chiedere a gran voce una riforma, e lo dovremo fare anche noi per le pensioni degli italiani all’estero». (Aggiornamento di MB)

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RIFORMA PENSIONI, CIGL CONTRARIA A ABOLIZIONE QUOTA 100

La riforma pensionistica voluta dalla Lega, Quota 100, ha sempre spaccato in due il paese: da una parte chi l’ha approvata, dall’altra, chi invece l’ha condannata a spada tratta. Sulla questione si è espressa ultimamente anche la Cigl, che attraverso il segretario nazionale Roberto Ghiselli, ha fatto chiaramente capire che la misura deve restare in vigore: “Sarebbe una sciocchezza abolirla, che aggiungerebbe problemi a problemi. In attesa di una vera riforma – ha proseguito Ghiselli – obiettivo a cui non vogliamo rinunciare, non possiamo modificare le legittime aspettative di chi il prossimo anno potrebbe utilizzare questo strumento che è già in essere”. Per quanto riguarda coloro che potranno usufruire delle misura pensionistica per il prossimo anno, si parla di “poche decine di migliaia di lavoratori, poco più di 50 mila, che hanno lavorato almeno 38 anni e hanno superato i 62 anni di età”. Ghiselli ha comunque ricordato che la riforma del sistema previdenziale, in stand-by quando scoppiata l’epidemia, verrà affrontata a fine emergenza. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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RIFORMA PENSIONI, LA POSIZIONE DI SINISTRA ITALIANA

Sinistra Italiana di Verona critica le scelte fatte dalla Regione Veneto che ora mostrano le loro conseguenze, come “i numeri chiusi delle facoltà di Medicina e dei corsi di specializzazione regionali erano totalmente inadeguati a coprire le necessità sanitarie venete, in quanto inferiori di molto a quelli dei medici ed infermieri che dagli ospedali e dal territorio sarebbero andati in pensione. Questo disastro è particolarmente sentito nella attuale fase emergenziale, al punto di essere costretti a ‘richiamare’ al lavoro medici e infermieri in pensione”. Me nel testo del comunicato riportato da verona-in.it non manca una critica alle scelte fatte dai governi “che, come risposta alla crisi economica, hanno pensato di tagliare salari e pensioni, introducendo feroci criteri di precarietà”.

LA POSIZIONE DEL PCI

Concetto espresso anche dalla Federazione di Varese del Partito comunista italiano in un comunicato riportato da malpensa24.it in cui si evidenzia che gli interventi economici per contrastare l’emergenza coronavirus non faranno altro che portare a “ulteriori ‘riforme strutturali’: nuovi tagli sul welfare, sulle pensioni, sulla Sanità Pubblica”. “Gli effetti di un blocco ad oltranza delle attività avrebbero conseguenze devastanti per la già fragile struttura economica del Paese e, consci dei rapporti di forza sia interni (di classe) che esterni (nella ‘catena globale del valore’) non ci facciamo illusioni: il conto sarà salato e verrà presentato ai lavoratori, ai pensionati e alle loro famiglie”, si legge ancora nel comunicato.

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