RIFORMA PENSIONI/ Cavallaro (Cisal): rimuovere calcolo contributivo

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, secondo Francesco Cavallaro, Segretario generale della Cisal, bisogna prevedere la rimozione del calcolo contributivo

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LaPresse

RIFORMA PENSIONI, CISAL CONTRO CALCOLO CONTRIBUTIVO

Secondo Francesco Cavallaro “è necessario un cambio generazionale nel mondo del lavoro con salario minimo garantito, ma associato ad una revisione delle pensioni che preveda la rimozione del calcolo contributivo. Non possiamo dimenticare che con l’esaurimento delle pensioni miste retributive/contributive, le riforme Dini e Fornero creeranno pensionati poveri. Una bomba sociale che andrebbe ad aggiungersi alla condizione secondo cui, leggendo gli ultimi dati, nel nostro Paese si è poveri anche lavorando. Senza una retribuzione adeguata, senza tutele, senza stabilità, non può esserci futuro”. Secondo il Segretario generale della Cisal, “contestualmente non si può immaginare che l’adozione del salario minimo garantito possa conferire una sorta di ‘patente di congruità’ delle retribuzioni derivanti dai contratti, aprendo così nuovi e prevedibili, nonché preoccupanti, orizzonti”. Per Cavallaro è poi necessaria “una fiscalità di vantaggio ben coordinata con tutti i settori impositivi, nessuno escluso, che preveda una revisione profonda dell’attuale impianto dell’Irpef”.

PENSIONI INPS 2021: I PRIMI DATI

Nei primi 6 mesi del 2021 i dati Inps indicano come le nuove pensioni liquidate agli uomini abbiamo un importo medio di 1.429 euro, superiore di 498 euro all’importo medio delle pensioni liquidate nello stesso periodo alle donne (931 euro): il report presentato nel Monitoraggio sui Flussi di Pensionamento dei primi 6 mesi 2021 sottolinea come per entrambi i generi vi sia ancora un alto numero di pensioni anticipate. 79.935 per 2.104 euro medi agli uomini, 44.204 per 1.609 euro medi alle donne: in totale, le nuove pensioni con decorrenza nel periodo gennaio-giugno 2021 sono state 389.924 in totale, per un importo medio mensile di 1.155 euro. In attesa di una riforma strutturale sulle pensioni dal 2022 in poi, i dati dell’Istituto nazionale registrano «prevalgono per numero le pensioni femminili, 215.124 contro le 174.800 maschili, a fronte però di un importo medio mensile più basso: 931 euro contro i 1.429 euro degli uomini». Questi stessi “valori” si riferiscono, conclude l’Inps, «alle pensioni di vecchiaia, compresi i prepensionamenti per il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (Fpld) e gli assegni sociali, alle pensioni anticipate, a quelle di invalidità e a quelle ai superstiti di tutte le gestioni». (agg di Niccolò Magnani)

DAMIANO: NO RITORNO ALLA LEGGE FORNERO

Secondo Cesare Damiano, in tema di riforma pensioni, “in vista del superamento di Quota 100 bisognerà trovare una misura di flessibilità alternativa più efficace e meno discriminante perché sarebbe assurdo tornare alla rigidità antistorica della legge Monti-Fornero. La forza del Pnrr è basata sulle scelte di investimento, non di rigore; di rilancio ed espansive e, quindi, popolari: sulla transizione ecologica, digitale, infrastrutturale e sociale. Sarebbe inimmaginabile muoversi in senso contrario sul Welfare, attuando misure impopolari e restrittive che colpirebbero i più deboli: no grazie, abbiamo già dato”. Le parole dell’ex ministro del Lavoro sono riferite anche alla nomina di Elsa Fornero tra i consulenti di palazzo Chigi e infatti l’esponente dem aggiunge che “le 8 salvaguardie degli esodati, con le quali dopo il 2012 abbiamo mandato in pensione 150mila lavoratori, sono la dimostrazione di quanto fossero sbagliate le scelte effettuate sulle pensioni al tempo del Governo Monti. Adesso si tratta di scrivere una pagina completamente diversa”.

LE PAROLE DI NANNICINI

Tommaso Nannicini, come riporta editoria.tv, ha detto di essere “dell’idea che procrastinare i termini del commissariamento di fronte a una situazione così grave come quella dell’Inpgi abbia allontanato la risoluzione del problema. Prendiamo comunque atto della creazione della commissione tecnica. Seguiremo con attenzione i suoi lavori e avvieremo l’attività che consenta alla commissione parlamentare le necessarie verifiche istituzionali con i referenti politici competenti”. Il Presidente della commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti previdenziali privatizzati ha quindi evidenziato, rivolto al comitato “Salviamo la previdenza dei giornalisti” che “l’obiettivo prioritario è quello di tutelare le pensioni e le prestazioni previdenziali dei giornalisti. Mi sembra opportuno avere sottolineato nella vostra lettera l’appello a tutte le istituzioni affinché sia confermata la garanzia pubblica dello Stato sul sistema pensionistico, come già avvenuto in passato per altri enti previdenziali, considerando che il vostro è un sistema a ripartizione”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI ELSA FORNERO

Si sta parlando molto della nomina di Elsa Fornero tra i consulenti di palazzo Chigi. L’ex ministra del Lavoro, in un’intervista al Messaggero, ha specificato che il gruppo di cui fa parte “si occuperà di politica economica in senso molto ampio, su tanti argomenti”. Non è quindi detto che debba dire la sua sulla riforma delle pensioni, anche se in merito ammette che “ora un po’ di flessibilità si può recuperare, a differenza del 2011, quando c’era la pressione di una crisi finanziaria. I tempi sono diversi, non ci sono priorità uguali per tutte le stagioni. Ma la flessibilità non deve andare a scapito delle giovani generazioni, quelle che hanno meno voce in capitolo. Bisogna sempre chiedersi chi paga”. La linea sembra essere dunque quella di una flessibilità pensionistica, ma senza aggravio eccessivo per la casse dello Stato.

LA CRITICA A QUOTA 100

Fornero ha espresso anche un commento su Quota 100 spiegando che “chi ha avuto la possibilità di sfruttarla l’ha fatto e va bene, però bisogna dire che Quota 100 nell’insieme non è stata un successo. Non è servita a creare occupazione e, come ha evidenziato il recente rapporto dell’Inps, è stata usata principalmente da dipendenti pubblici, maschi, con redditi medio-alti”. La flessibilità pensionistica, invece, dal suo punto di vista dovrebbe andare a beneficio principalmente delle “categorie più deboli”, ovvero “coloro che hanno perso il lavoro” o “che svolgono mansioni più gravose”. L’ex ministra valuta positivamente anche il metodo della condivisione con i sindacati, che sono stati convocati da Orlando per settimana prossima: “È bene discutere e bisogna farlo con impegno prima di arrivare a ridosso della scadenza di fine anno”.

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