RIFORMA PENSIONI/ Ghiselli su Ape contributiva: non ci convince (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Roberto Ghiselli commenta la proposta di Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps, ribattezzata Ape contributiva

Pasquale Tridico, presidente INPS
Pasquale Tridico, presidente INPS (Lapresse, 2020)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GHISELLI

Oggi è in programma a Roma una manifestazione sindacale, una risposta ai fatti di una settimana fa che hanno riguardato la Cgil, ma che hanno richiamato in piazza anche le altre due confederazioni in maniera unitaria. In piazza San Giovanni, come spiega Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, si parlerà anche di riforma delle pensioni: “Riproporremo con forza i punti della Piattaforma unitaria: flessibilità in uscita dopo 62 anni o con 41 anni di contributi, riconoscimento del lavoro di cura e delle donne, dei lavori gravosi, possibilità di andare in pensione per chi a una certa età è disoccupato, pensione di garanzia per chi fa lavori poveri e discontinui, come tantissimi giovani e non solo”, evidenzia il sindacalista in un’intervista a pensionipertutti.it.

IL COMMENTO ALL’APE CONTRIBUTIVA

Ghiselli viene chiamato anche a commentare la proposta di Pasquale Tridico ribattezzata Ape contributiva: “Non ci convince, sarebbe una finta flessibilità perché l’importo della pensione che verrebbe anticipata sarebbe troppo bassa. Una proposta insufficiente e anche inefficace per superare lo scalone di Quota 100, pochi la potrebbero utilizzare. L’unica cosa che possiamo cogliere in positivo è comunque che si riconosca l’esigenza di trovare una strada per anticipare per tutti la possibilità di uscita prima dei 67 anni previsti per la vecchiaia e di prevedere un numero basso di contributi per accedervi, 20 anni. Ma noi pensiamo che la pensione debba essere liquidata per intero, quando la persona decide secondo le sue esigenze di andare in pensione, ovviamente entro i limiti di cui parlavo prima”.

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