Riforma pensioni/ Opzione donna a 57 anni, la modifica chiesta dalla Cisl

- Lorenzo Torrisi

Ignazio Ganga spiega che durante l’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni di ieri è stata chiesta una modifica a Opzione donna

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RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA SU OPZIONE DONNA

L’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni di ieri ha dato la certezza, come spiega Ignazio Ganga, che Quota 100 non verrà toccata fino alla sua scadenza naturale a fine 2021 e non verranno nemmeno introdotti dei meccanismi penalizzanti per disincentivarne l’utilizzo. Il Segretario confederale della Cisl evidenzia che per quanto riguarda la proroga di Opzione donna “abbiamo chiesto di ripristinare il requisito anagrafico di 57 anni a fronte degli attuali 58”. Il Governo, aggiunge, “ha manifestato la volontà di rafforzare gli strumenti di accompagnamento dei lavoratori delle aziende in crisi tramite la revisione dei limiti dimensionali previsti dal contratto di espansione”. Tuttavia, secondo la Cisl, “la maggiore difficoltà è rappresentata dagli oneri in capo alle imprese, ed è su questo aspetto che bisognerebbe intervenire prevedendo l’alleggerimento degli oneri a loro carico”. Per Ganga, quindi, l’incontro è stato positivo, “ma ancora interlocutorio perché sarà indispensabile scendere nel dettaglio delle proposte del Ministro”.

RIFORMA PENSIONI, IL TEMA DELLA STAFFETTA GENERAZIONALE

Domenico Proietti ci tiene a evidenziare che dal confronto tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni tenutosi ieri è emerso l’impegno dell’esecutivo a “equiparare il part-time verticale a quello orizzontale per l’accesso alla pensione, situazione annosa che danneggiava pesantemente i lavoratori e le lavoratrici. Riteniamo altresì positiva la proposta di varare una misura che sostenga la staffetta generazionale, prevedendo anche meccanismi di part-time per i lavoratori più anziani, così come quella di intervenire per potenziare, con alcuni correttivi, il contratto di espansione utile per la gestione delle crisi aziendali”. Intervistato da pensionipertutti.it, il Segretario confederale della Uil sottolinea anche che al Governo è stata ribadita “la necessità di porre la parola fine sul tema degli esodati, che a distanza di quasi 10 anni resta ancora aperto”, oltre che la richiesta che nella Legge di bilancio “vi sia un’estensione della quattordicesima ai pensionati ed alle pensionate con redditi fino a 1.500 €, un intervento importante per il sostegno al reddito di queste persone”.

CATALFO, I 4 STEP-PENSIONI VERSO LA MANOVRA

Come aveva già preannunciato il segretario confederale Cgil Ghiselli, saranno 4 i “round” del Governo in vista della Manovra di Bilancio 2021 sul tema riforma pensioni: primo step tra Ministero del Lavoro e sindacati si avrà sull’ape social, gli esodati e l’opzione donna; il secondo annunciato dalla ministra Catalfo avverrà su isopensione e i contratti di espansione; il terzo sulla previdenza complementare, mentre il quarto sulle pensioni in essere. Partiranno poi 2 commissioni tecniche già istituite nei mesi scorsi ma bloccate per l’emergenza Covid: la prima riguarda previdenza e assistenza mentre la seconda su speranza di vita e lavoratori gravosi. Non solo, i 4 nuovi appuntamenti del Governo serviranno ad una delegazione ristretta tra sindacati e Ministero per iniziare a scrivere un testo da inserire nella prossima ‘finanziaria’ tra autunno e inverno.

RIFORMA PENSIONI, GOVERNO APRE SU QUOTA 41

Nonostante alla vigilia dell’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni fonti del ministero del Lavoro abbiano definito prive di fondamento le misure ipotizzate dalla stampa nelle scorse settimane per sostituire Quota 100 alla sua scadenza, sul Messaggero di oggi viene spiegato che i tecnici stanno lavorando da mesi su questo tema e l’ipotesi preferita sembrerebbe essere quella di Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) “accettando un taglio del 2,8-3% della quota contributiva” per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 previsti per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Questa misura costerebbe allo Stato 8 miliardi di euro e in alternativa si starebbe pensando a una flessibilità più ampia, ma con il ricalcolo contributivo pieno dell’assegno. Secondo il quotidiano romano, infine, il Governo sarebbe ora pronto a discutere anche di Quota 41, non più limitata, come ora ai “lavoratori precoci che all’età di 19 anni avevano alle spalle almeno un anno di contributi versati”. Non resta che aspettare per capire se si tratta solo di ipotesi o di qualcosa di più.

NESSUN IMPEGNO SUGLI ESODATI

Dalla Cgil arriva un commento sull’incontro tra Governo e sindacati relativo alla riforma pensioni svoltosi ieri. Secondo il Segretario confederale Roberto Ghiselli, “sono emerse alcune prime importanti disponibilità del Governo a cui ora occorre dare concretezza”. Il sindacato di corso d’Italia fa anche sapere che “per quanto concerne gli esodati il Ministro ha comunicato che l’Inps ha effettuato un approfondimento relativo alla platea, ma non si è impegnato nel dare risposte concrete se non la disponibilità a proseguire il confronto. Inoltre, accogliendo una richiesta del sindacato, ha comunicato che si sta esaminando in sede tecnica il problema della rivalutazione del montante nel periodo di Pil negativo, per non compromettere i rendimenti futuri delle pensioni”. Si apprende anche che “sono stati programmati, in data da definirsi, quattro incontri tematici di approfondimento: il primo su Ape sociale, precoci, esodati e Opzione donna, il secondo su contratti di espansione e isopensione, il terzo sulla previdenza complementare e il quarto sulla rivalutazione delle pensioni in essere”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PROIETTI

Ieri si è tenuto un incontro tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni che ha portato a dei passi avanti rispetto agli interventi in materia previdenziale che l’esecutivo inserirà nella prossima Legge di bilancio. Come spiega Domenico Proietti, infatti, “la Ministra Catalfo si è impegnata a prorogare l’ape sociale con un ampliamento della platea dei beneficiari e a prorogare opzione donna. C’è stata un’apertura volta a facilitare l’accesso a quota 41 per i lavoratori precoci. C’è l’impegno a equiparare il part-time verticale a quello orizzontale per l’accesso alla pensione”. Inoltre, è arrivata una proposta, giudicata positivamente dal Segretario confederale della Uil, “della staffetta generazionale e la gestione delle crisi aziendali con alcuni correttivi al contratto di espansione”.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Proietti evidenzia anche che “sulla rivalutazione delle pensioni, noi abbiamo chiesto di estendere la quattordicesima ai pensionati con redditi fino 1500 euro mensili. Abbiamo poi proposto che il 2021 diventi l’anno del rilancio delle adesioni alla previdenza complementare, attraverso una campagna istituzionale di informazione e un semestre di silenzio assenso”. Tuttavia, “sull’insieme di questi temi è necessario procedere ad approfondimenti per definire nel dettaglio i provvedimenti da proporre”. Il sindacalista spiega infine che “pur dando atto alla Ministra Catalfo dell’impegno per istituire le commissioni istituzionali per separare la spesa assistenziale da quella previdenziale e quella per individuare le mansioni gravose o usuranti, che sembrano in dirittura di arrivo, abbiamo sottolineato l’imbarazzante ritardo provocato dai vari passaggi burocratici amministrativi”.

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