Riforma pensioni/ La critica a Salvini su Quota 100 e assegni di invalidità

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, su Avvenire viene ricordato che la Lega di Salvini ha preferito varare Quota 100 piuttosto che alzare gli assegni di invalidità

salvini
Matteo Salvini in Senato (LaPresse, 2020)

LA CRITICA A SALVINI SU QUOTA 100 E PENSIONI DI INVALIDITÀ

Commentando la sentenza della Consulta sugli assegni di inabilità, Francesco Riccardi su Avvenire ricorda che la politica in passato “ha utilizzato la leva delle pensioni di invalidità – anche finte – per risolvere situazioni di povertà estrema e costruirsi bacini elettorali con il voto di scambio. Più di recente, nessun governo – né di centrodestra né di centrosinistra – ha dedicato attenzione e messo mano allo scandalo degli assegni troppo bassi. Per la verità, il leader della Lega, Matteo Salvini, era stato l’unico nell’ultima campagna elettorale a sollevare meritoriamente il tema, promettendo un consistente aumento. Quando è stato al governo, però, ha preferito spendere decine di miliardi nella cosiddetta ‘Quota 100’ e lasciare l’assegno di invalidità al palo, senza neppure battersi perché anche agli invalidi fosse assicurato l’importo fissato per il Reddito di cittadinanza”. Dal giornalista arriva quindi l’invito a Governo e Parlamento per predisporre “norme attuative della sentenza che assicurino a tutti gli invalidi senza altri redditi quel minimo vitale riconosciuto ad altre categorie di cittadini”.

LA RICHIESTA DI TAGLI ALLE TASSE

In tema di riforma pensioni vanno segnalate le parole di Francesco Cavallaro, secondo cui “se si vuole dare una spinta ai consumi, si devono mettere direttamente risorse nelle tasche dei cittadini. Seppur apprezzando l’idea di una riduzione dell’Iva, ad oggi, per come annunciata, ci appare di difficile realizzazione. Valuteremo la proposta quando sarà formulata ufficialmente nel suo complesso, ma occorre un più deciso ed immediato intervento di alleggerimento del prelievo fiscale sui redditi da lavoro e pensioni, agendo sull’Irpef. La sola riduzione dell’Iva potrebbe non portare agli effetti sperati”. Alle parole del Segretario generale della Cisal sembrano far da contraltare i risultati del rapporto dell’Osservatorio Censis-Tendercapital “La silver economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19” riportati da Adnkronos, secondo cui  “il 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) è convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, dalle pensioni alla salute, a danno dei giovani”.

PATTO SOCIALE SULLE PENSIONI

«Peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla», il Ministro della Salute Roberto Speranza nell’intervista di ieri a La Stampa ha citato Papa Francesco per lanciare il nuovo “patto sociale” su pensioni, sanità e giovani post-Covid. «Serve un patto sociale su sanità e pensioni senza giochi di Palazzo», spiega ancora il leader di LeU. Sul fronte delle pensioni, occorre una riforma che possa trovare uno strumento di tutela per il futuro di chi vive «condizioni di fragilità lavorativa», ma senza per questo «ingaggiare una guerra tra generazioni». Per Speranza in attesa che il coronavirus possa concludersi per davvero, «il nuovo Patto Sociale aprirà la strada a una stagione di investimenti senza precedenti sia sul piano sanità che su quello delle pensioni». (agg. di Niccolò Magnani)

RISCATTO LAUREA NON DEDUCIBILE CON REGIME FORFETTARIO

Chi riscatta la laurea ai fini pensionistici, ma gode del regime fiscale agevolato forfettario, non può dedurre gli oneri sostenuti per il riscatto. Non si tratta di un effetto di una qualche recente misura di riforma pensioni, ma di un chiarimento fornito dal sottosegretario del ministero dell’Economia Alessio Maria Villarosa nel corso di un’interrogazione alla commissione Finanze della Camera tenutasi ieri. Come riporta Italia Oggi, solamente chi oltre al regime forfettario risulta titolare di altri redditi Irpef può contare sulla deducibilità degli oneri sostenuti per il riscatto della laurea, altrimenti “non è ammessa nessuna deduzione o detrazione dell’onere contributivo sostenuto”. Un chiarimento importante che può aiutare a ponderare meglio una decisione che comporta, in taluni casi, un esborso non indifferente in cambio della possibilità di poter aumentare il proprio monte contributivo, oltre che l’anzianità necessaria ad avvicinare il traguardo pensionistico.

SALTA IL TAGLIO DEI VITALIZI AL SENATO

Salta la riforma pensioni riguardante i vitalizi dei Senatori. Inoltre, come spiega Repubblica, “Palazzo Madama dovrà anche restituire quanto tagliato dall’ottobre 2018 a oggi”. Ieri c’è stato infatti il voto “alla Commissione Contenziosa del Senato: su cinque componenti, tre hanno votato a favore – sarebbero il presidente della commissione Giacomo Caliendo (Fi), e due membri tecnici: i professori Gianni Ballarani e Giuseppe Della Torre – e due si sono detti contrari: Simone Pillon della Lega e Alessandra Riccardi, ex M5s da poco passata al gruppo di Salvini”. Maurizio Paniz, che rappresenta 300 ex senatori e 700 ex deputati, spiega che la delibera che imponeva i tagli ai vitalizi è stata annullata “perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto Ue, che richiedono 5 requisiti per gli interventi di riduzione degli importi, nessuno dei quali era stato rispettato”. Ora “il Senato può impugnare l’annullamento all’organismo di secondo grado, al Consiglio di giurisdizione dello stesso Senato”.

RIFORMA PENSIONI, NUOVE CRITICHE A QUOTA 100

In un articolo sul Foglio, Luciano Capone ricorda che la Corte dei Conti non è l’unica ad aver evidenziato il fallimento della misura di riforma pensioni voluto dal governo giallo-verde, ovvero Quota 100, per quel che riguarda il turnover nel mercato del lavoro, che avrebbe dovuto creare, secondo Lega e M5s, tre nuovi posti per ogni pensionato. Anche l’Osservatorio dei consulenti del lavoro era infatti giunto a conclusioni simili poche settimane fa ed è fresco uno studio dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani che evidenzia come la crisi economica renderà sostanzialmente impossibile la staffetta generazionale nel settore privato. Dunque Quota 100 ha avuto un costo non indifferente, spiega Capone, e non ha raggiunto uno degli obiettivi più sbandierati dal Governo Conte-1.

LE PAROLE DI SALVINI

Il giornalista fa però notare che solamente Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps, durante un’audizione in Parlamento, ha parlato di “effetti lievemente positivi” di Quota 100, senza però citare dati circostanziati. Senza dimenticare che non si sta facendo alcuna valutazione sulla misura che andrà a scadenza alla fine dell’anno prossimo. Si avrà quindi una misura sperimentale che si chiuderà senza risultato, aggiunge Capone. Intanto, come riporta Askanews, Matteo Salvini, in una diretta video con il sito money.it, ha detto: “Mi auguro che nessuno tocchi quota 100, prima di toccare il tema pensioni bisogna essere assolutamente chiari. E io di questo governo non mi fido. Non vorrei che i lavoratori pensionati ci andassero nuovamente di mezzo”.

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