Riforma pensioni/ Il libro di Durigon e Garavaglia su Quota 100

- Lorenzo Torrisi

Domani verrà presentato il libro di Claudio Durigon e Massimo Garavaglia dedicato alla riforma pensioni con Quota 100. Interverrà anche Matteo Salvini

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Claudio Durigon (Lapresse)

IL LIBRO DI DURIGON E GARAVAGLIA

Come rende noto agenpress.it, domani, via youtube, sarà presentato il libro, scritto da Claudio Durigon e Massimo Garavaglia, dal titolo “La libertà di andare in pensione. Come ‘Quota 100’ ha cambiato il sistema previdenziale italiano”. Oltre agli autori, interverrà anche Matteo Salvini. Sarà quindi interessante ascoltare le parole in tema di riforma pensioni dei tre esponenti della Lega. “Il saggio, dati alla mano, ha il desueto coraggio di esaminare la materia delle pensioni come una risorsa non solamente per i pensionati, ma anche per i giovani che, anche grazie alla riforma ‘Quota 100’, possono affrontare con meno ansie il proprio avvenire lavorativo. In prospettiva futura, tale riforma rappresenta quindi una sfida a cui le classi dirigenti sono chiamate per avviare un concreto ricambio generazionale sconosciuto al nostro Paese e indispensabile per risolvere il problema della produttività e dell’obsolescenza delle competenze”, si legge nel testo dell’agenzia. Occorre però ricordare che Quota 100 resterà in vigore fino alla fine del 2021.

LE PAROLE DI DE LUCA

Vincenzo De Luca ha annunciato che domani andranno in pagamento le pensioni integrate a 1.000 euro in Campania, come deliberato dalla Giunta da lui guidata. Il Governatore parla di “giornata storica”, spiegando, come riporta ilroma.net, che “riceveranno il complemento a 1.000 euro, 170.317 pensionati titolari di assegni sociali, pensioni sociali e pensioni di vecchiaia integrate al minimo. Coloro che ricevono la pensione mediante accredito su libretti postali, conti correnti e carte ricaricabili, complessivamente, quasi il 92% degli interessati, riceveranno l’integrazione della Regione Campania della mensilità di maggio con valuta 29 maggio. Coloro che, invece, ritirano la pensione per cassa allo sportello postale (poco più dell’8% degli interessati) potranno recarsi presso gli uffici postali a partire dal 4 giugno. In quest’ultimo caso, i pensionati che dovranno andare a ritirare il bonus regionale presso gli sportelli postali riceveranno, entro il 4 giugno, apposita comunicazione da parte di Poste Italiane”.

EFFETTO QUOTA 100 NELLA PA

Commentando i dati dell’Osservatorio Inps relativi alle Gestioni dei dipendenti pubblici, Il Messaggero evidenzia come vi si stato un importante utilizzo di Quota 100 l’anno scorso.”In tanti hanno deciso di non perdere l’opportunità di lasciare il lavoro a 62 anni di età (e 38 di contributi) così come consente la norma voluta dal primo governo Conte sotto la spinta della Lega di Salvini”. Infatti, nel 2019 hanno “chiuso la loro carriera lavorativa nel settore statale ed enti locali 165.327 persone, contro le 149.905 del 2018. Per il 58% si è trattato di pensioni di anzianità/anticipate, quelle in cui rientra quota 100 appunto. Hanno impegnato il 66% dell’importo totale erogato per le nuove pensioni, ovvero quasi tre miliardi di euro (2 miliardi e 938 milioni, per la precisione). Le pensioni di vecchiaia (oltre i 67 anni di età) sono state solo il 14% (il 16% come importo)”. Nell’articolo viene anche evidenziato che a livello di distribuzione geografica le pensioni sono andate per il 40,9% al nord.

FELTRI CONTRO L’INPS “TRUFFA PENSIONI SUGLI ANZIANI”

Non è certo oggi che scopriamo i modi “diretti” del direttore di Libero Quotidiano Vittorio Feltri, ma su tema pensioni l’attacco sferrato ieri nei confronti del direttore Inps Pasquale Tridico è di quelli molto pesanti: «Leggo qua e là che tra poco le pensioni saranno commisurate in base all’andamento economico. Ci mancherebbe solo questo. I vecchi sono stati già abbastanza strapazzati in questo periodo di pandemia, parecchi di essi sono stati curati come pazienti di serie B nella convinzione che tanto dovevano morire». Ma è sul fronte pensioni che Feltri fa un passo in più: «qualche genio di questo governo invece di rifugiarsi in una bettola e di stordirsi con mezzo litro, se sta dietro una scrivania per studiare come fregare i vegliardi indifesi. I quali, se il progetto andrà in porto, avranno un assegno mensile proporzionato al Pil e roba del genere. Trattasi di truffa». Per il direttore di Libero, l’Inps è finanziata dai contributi dei lavoratori e imprenditori ma «Da notare che l’istituto in questione se si limitasse a soddisfare i pensionati sarebbe in attivo. Invece è in deficit perenne poiché usa i quattrini di operai e impiegati per pagare gente che non ha mai scucito un euro per le marchette, per sopportare gli oneri della Cassa integrazione e addirittura per sovvenzionare i redditi di cittadinanze».

LE PAROLE DI MELICCHIO

“È incredibile e indecente quello che è successo nell’ultima seduta del Consiglio regionale calabrese. Mentre l’intero Paese sta attraversando una terribile situazione emergenziale, i politici della regione pensano soltanto alle loro tasche e hanno approvato, all’unanimità, una legge che consente loro di prendere il vitalizio anche nel caso la loro elezione venga annullata e il loro mandato da consigliere regionale finisca anticipatamente”. Così Alessandro Melicchio, come riporta lacnews24.it, commenta la norma approvata dal Consiglio regionale. “Già a maggio dello scorso anno i consiglieri regionali della passata legislatura avevano reintrodotto all’unanimità i vitalizi. I neoeletti calabresi continuano sulla stessa linea e invece di pensare ai tanti problemi della nostra terra, hanno ritenuto urgente occuparsi del proprio tornaconto”, aggiunge il deputato del Movimento 5 Stelle, secondo cui “nella Regione più povera e peggio amministrata d’Italia dobbiamo ancora occuparci dei vitalizi di tutti questi pessimi politicanti attaccati solo ai soldi e alle poltrone.

RIFORMA PENSIONI, L’EDITORIALE DEL FOGLIO

In un editoriale senza firma del Foglio, dall’eloquente titolo “Salvini meglio processarlo su quota 100”, si legge critica il Partito democratico reo di voler “battere il salvinismo per via giudiziaria anziché archiviano definitivamente le leggi volute da Salvini e dalla sua cerchia personale, che oggi forse non coincide più con l’ala ragionante della Lega. In cima alla lista c’è quota 100, che sul Foglio il vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe ha definito ‘un’aggressione alla previdenza pubblica’, giudizio confermato dalle casse dell’Inps stressate dal ricorso monstre alla cassa integrazione”. Secondo il quotidiano romano, “quando l’Italia potrà accedere al Recovery fund, e magari alla quota del Mes ‘senza Troika’, si tratterà di mostrare ai creditori alcune cose piuttosto ovvie: che l’eventuale credito Mes andrà effettivamente ala sanità, alla ricerca e alle misure di sicurezza; che i miliardi per la ripresa verranno investiti per rilanciare il paese e non per coprire buchi elettorali di cassa; e che l’Italia intende restare stabilmente in Europa, per il proprio bene”.

LA CANCELLAZIONE DI QUOTA 100

Per ottenere tutto questo, secondo l’editoriale del Foglio, bisognerà anche cancellare la misura di riforma pensioni varata dal Governo Conte-1, anche perché “abbandonare quota 100 sarebbe di per sé in grado di rassicurare i mercati prima ancora che Bruxelles. Basta non presentarla come ‘ce lo chiede l’Europa’”. Non sembra però facile per l’attuale esecutivo rinunciare a una misura che potrebbe tornare utile nel momento in cui la crisi potrebbe lasciare senza lavoro anche persone over 60.

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