RIFORMA PENSIONI/ Anief chiede Quota 96 nella scuola

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, per il Presidente nazionale dell’Anief è importante che per gli insegnanti ci sia una sorta di Quota 96

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Scuola (LaPresse)

ANIEF CHIEDE QUOTA 96 NELLA SCUOLA

Dal Rapporto Ocse Education at Glance 2021 emerge che il 62% degli insegnanti della scuola secondaria ha più di 50 anni. Un dato che secondo Marcello Pacifico deve far riflettere anche sul fatto “che insegnare è logorante e non si possono tenere in servizio per 40 anni delle persone a svolgere la stessa professione, mentre il burnout avanza andando a determinare disturbi per la salute che poi sfociano in patologie, purtroppo non di rado anche maligne”. Come riporta orizzontescuola.it, in tema di riforma pensioni per il Presidente nazionale dell’Anief è quindi importante che per gli insegnanti ci sia “una sorta di Quota 96 che permetta di lasciare la cattedra penalizzazioni come i carabinieri o le forze di polizia dello Stato. Inoltre, è giunta l’ora di prevedere una diaria mensile legata al rischio biologico, da collocare nella parte tabellare dello stipendio così da avere riflessi diretti anche sull’assegno di pensione che con le ultime riforme a perdere per i lavoratori si è sempre più avvicinato a quello sociale e allontanato dagli importi di fine carriera”.

DELLA VEDOVA: SU QUOTA 100 SALVINI SARÀ SMENTITO

Come riporta Adnkronos, secondo il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, “dopo essere stato smentito dalla realtà sul green pass, Salvini torna oggi a minacciare le barricate contro l’abolizione di Quota 100. Anche in questo caso, la realtà e i numeri avranno la meglio sulla propaganda leghista: Quota 100 va abolita perché è costata moltissimo e ha trasferito risorse dai giovani agli anziani, dalle donne agli uomini e dai redditi bassi ai redditi alti. Si è rivelata una misura iniqua sotto tutti i profili”. In un intervento su formiche.net, l’economista Giuseppe Pennisi evidenzia invece che “le pensioni sono un filo elettrico scoperto. E chi le tocca rischia di prendere la scossa se non peggio. Vie d’uscita dal labirinto pensionistico ci sono. Ma richiedono tempo e meditazione per mettere a punto un sistema simile a quello di altri Paesi”. Secondo Pennisi, il ministro del Lavoro Andrea Orlando dovrebbe quindi mettersi “l’animo in pace. Non sono tempi di riforme delle pensioni a lui intitolate”.

LANDINI: RICONOSCERE DIFFERENZE DI GENERE

Intervistato da Repubblica, Maurizio Landini spiega che in tema di riforma pensioni “serve flessibilità per uscire a partire da 62 anni. E poi tre questioni: uscita anticipata per coloro che svolgono lavori gravosi, pensione di garanzia per i giovani con vuoti contributivi e periodi di non lavoro, riconoscere le differenze di genere a favore delle donne che hanno pagato di più la crisi, penso ad un anno di contributi per ogni figlio”. Come riporta piacenzasera.it, intanto il Segretario della Fnp-Cisl Parma Piacenza Aldo Baldini ricorda che rischia di esserci a fine anno “un passaggio brusco dai requisiti previsti da Quota 100, alle regole generali della legge Monti-Fornero”che “comporterebbe per molti lavoratori e lavoratrici uno scalone di 5 anni e sarebbe socialmente insostenibile”. Oltre alla flessibilità, per il sindacalista è anche importante che si correggano “gli aspetti più iniqui del sistema contributivo”, anche sostenendo “la previdenza delle donne, particolarmente penalizzate dalle riforme pensionistiche di questi decenni”.

LE URGENZE PER CONTE

È troppo presto, secondo Giuseppe Conte, per parlare della sua eventuale candidatura a Premier e per fare un nome sul successore di Mattarella. Il leader del Movimento 5 Stelle, secondo quanto riporta Italpress, in un evento elettorale in provincia di Foggia ha specificato che siamo in un periodo “in cui dobbiamo concentrarci sulle tante misure abbiamo le pensioni, gli ammortizzatori sociali, il fisco e la concorrenza. Abbiamo tantissime misure, tutte le forze politiche devono mantenere massima concentrazione perché queste misure che ci attendono queste riforme sono fondamentali”. Intanto grafici e poligrafici si oppongono alla misura di riforma pensioni per ora solo ipotizzata che li vedrebbe confluire nell’Inpgi, in modo da allargare la platea degli iscritti dell’istituto nazionale di previdenza dei giornalisti che sta attraversando un momento critico e rischia di essere commissariato. I sindacati, come spiega Il Sole 24 Ore, hanno già scritto al Premier Draghi per esprimere il loro dissenso.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SALVINI

Il Partito democratico “stoppa” i tentativi della Lega di portare il Governo verso una proroga di Quota 100. Matteo Salvini, come riporta Adnkronos, ha ribadito che “Quota 100 non si tocca, portare da 62 a 67 anni l’età pensionabile dal primo gennaio è impensabile dopo il Covid. Se a sinistra qualcuno pensa di tornare alla legge Fornero la Lega farà le barricate, 5 anni di vita non si rubano”. Pronta è arrivata la replica di Debora Serracchiani, capogruppo alla Camera del Pd: “Quota 100 sarà abolita con il nuovo anno e Salvini lo sa bene, non vada in giro a ingannare cittadini ed elettori. La misura che lui ha voluto è stata un flop, come mostrano tutti i numeri. E sono chiacchiere anche le barricate contro il ritorno della Fornero, su cui dobbiamo invece lavorare insieme a Draghi per evitare l’ingiustizia dello scalone”.

LO “STOP” DI LETTA

In aggiunta anche il Segretario dem, Enrico Letta, durante un’intervista al programma “e-Venti” in onda su Sky Tg24, è intervenuto in tema di riforma pensioni spiegando che “Quota 100 è stata una misura iniqua, oltre ad essere costata tanti soldi che sarebbe stato molto meglio dare ai giovani”. “Chi ha usufruito di quota 100 all’80% sono stati uomini, quindi è una misura discriminatoria per le donne. Per il superamento di quota 100 il tema è il tipo del lavoro che si è fatto, il tema è che tipo di lavoro usurante”, ha aggiunto Letta, specificando che “il tema non va affrontato non nella logica che c’è stata fino ad adesso, ma mettendo al centro la logica del lavoro usurante. E invito il governo a parlare con i sindacati per superare le criticità di quota 100”.

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