Riforma pensioni/ I rischi per i lavoratori dello spettacolo

- Lorenzo Torrisi

In tema di riforma pensioni va anche segnalata la richiesta di Sandra Savino per garantire la continuità contributiva dei lavoratori dello spettacolo

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IL RISCHIO PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

In tema di riforma pensioni va anche segnalata la richiesta di Sandra Savino, deputata e coordinatrice regionale del Friuli Venezia Giulia di Forza Italia, che si rivolge al Governo chiedendo che “garantisca la continuità contributiva dei lavoratori dello spettacolo che, per quasi tutto il 2020 e probabilmente per buona parte del 2021, non hanno potuto svolgere la propria attività per la sospensione delle attività culturali”, sono le sue parole riportate da triestecafe.it. La deputata, infatti, evidenzia che “non avere contributi previdenziali per un intero anno determinerebbe ricadute pesantissime sia sull’età di accesso alla pensione che sulla consistenza dell’assegno. Migliaia di iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo quest’anno non hanno potuto far fronte agli obblighi contributivi perché impossibilitati dalle norme adottate dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus. L’esecutivo si ricordi allora di queste persone prevedendo, già nel prossimo decreto ristori, contributi previdenziali figurativi per l’intero periodo di emergenza sanitaria”.

AUMENTATE LE RISORSE PER ESONERO CONTRIBUTIVO AUTONOMI

Com’era già stato previsto al momento del varo della Legge di bilancio, il fondo per l’esonero contributivo dei lavoratori autonomi verrà ampliato a 2,5 miliardi di euro grazie allo scostamento di bilancio approvato in settimana in Parlamento. Il Sole 24 Ore riporta le parole di Marco Leonardi, consigliere economico del Mef, che ha spiegato che “l’intervento fa parte della strategia complessiva dei ristori in cui i lavoratori autonomi sono parte importante”. Il quotidiano di Confindustria segnala anche il commento di Alberto Oliveti, Presidente dell’Adepp, a seguito dell’incontro avuto ieri con il Governo, durante il quale la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo “ha assicurato che l’esonero contributivo verrà coperto interamente dalla fiscalità generale, anche in considerazione del fatto che il sistema previdenziale dei liberi professionisti in Italia è sottoposto a doppia tassazione e già contribuisce molto alle entrate dello Stato”. Dunque anche gli iscritti alle casse privatizzate potranno godere dell’esonero come gli autonomi iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

LE DOMANDE SULLE CRITICHE DI RENZI A QUOTA 100

In una lettera al direttore del Fatto Quotidiano, Francesca Fornario si chiede se Matteo Renzi abbia ragione in tutte le sue critiche mosse all’esecutivo che ha sostenuto fino alla scorsa settimana. Tra di esse anche quella alla misura di riforma pensioni nota come Quota 100. “Renzi chiede di migliorare il provvedimento, riducendo l’età pensionabile di tutti e non solo dei pochi fortunati della lotteria-Salvini. Chiede di non rinnovarlo e lasciare la riforma Fornero intatta come l’ha lasciata Salvini. Ha ragione? È sensato, nel Paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, mandare in pensione più tardi i vecchi?”, scrive la Fornario. Il sito di Ipsoa, intanto, ricorda che anche per il 2021 l’accesso a Opzione donna è condizionato alle “finestre mobili di 12 (dipendenti) e 18 mesi (autonome). Si confermano, inoltre, il metodo di calcolo contributivo che apre la strada al riscatto agevolato della laurea. È possibile infine fruire della Naspi fino alla prima decorrenza utile successiva alla presentazione della domanda di pensione con Opzione donna”.

LANDINI, APPELLO AL GOVERNO

Mentre è cominciato poco prima di mezzogiorno l’incontro in videoconferenza tra sindacati e Governo sul Recovery Plan, il tema delle pensioni si conferma tra i principali punti all’ordine del confronto con l’esecutivo. Il segretario nazionale Cgil Maurizio Landini alla vigilia del vertice ha spiegato che la convocazione è un primo segnale importante, «ora bisogna non perdere questa occasione: bisogna definire progetti precisi e accompagnare il piano con delle riforma come quella del fisco, della Pa, degli ammortizzatori sociali, delle pensioni». Per Landini, come pure per Furlan (Cisl) e Bombardieri (Uil) occorre però aprire «una fase nuova in cui il coinvolgimento delle parti sociali ha l’obiettivo non solo di gestire l’emergenza ma di progettare davvero un nuovo modello di paese». Il tutto nell’anno, il 2021, dove la riforma pensioni dovrà essere inevitabilmente un caposaldo in vista della scadenza di Quota 100 il 31 dicembre prossimo.

LA RICHIESTA ALL’INPS SUI LAVORATORI ESPOSTI ALL’AMIANTO

L’edizione di Pistoia della Nazione riporta le parole del consigliere comunale Giovambattista Grasso, appartenente a Italia Viva, che chiede all’Inps di velocizzare “le procedure per consentire ai lavoratori coinvolti di accedere rapidamente al loro diritto pensionistico” in base alla norma di riforma pensioni contenuta nella Legge di bilancio che mira a sbloccare il riconoscimento dei benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, alcuni dei quali sono dipendenti dell’Hitachi Pistoia. Intanto Il Sole 24 Ore, in un articolo dedicato all’isopensione ricorda che, in base a quanto comunicato dall’Inps, “la versione estesa a sette anni sarà accessibile non per gli esodi di chi cessa il rapporto di lavoro anche al 31 dicembre 2023 (collocandosi così la prima mensilità di prepensionamento nel gennaio 2024, fuori dal perimetro della normativa della Legge di bilancio), ma entro il 30 novembre 2023 con decorrenza della isopensione al 1° dicembre dello stesso anno”. Un dettaglio importante che sarà bene non dimenticare.

RIFORMA PENSIONI, IL RUOLO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

In un articolo pubblicato su Affari & Finanza, inserto settimanale di Repubblica, Giovanna Melandri evidenzia la necessità di una svolta nel ridisegnare i rapporti tra Stato e mercato che potranno arrivare con il Recovery fund. Per l’economista “un ruolo chiave nell’ecosistema dell’Impact economy lo ricoprono gli investitori istituzionali e, in particolare, i fondi pensione e le casse previdenziali. Per mettere a disposizione il risparmio investito in previdenza costruendo protezione sociale, guardando non solo al futuro proprio e della propria famiglia, ma quello di tutti, della collettività”. Anche per queste ragioni in passato si è insistito per cercare di varare misure di riforma pensioni in grado di potenziare la previdenza complementare e ampliarne il ruolo benefico di investimento nell’economia reale.

LA LEVA FISCALE DA UTILIZZARE

Secondo l’ex ministra “i fondi pensione possono avere un ruolo nell’ecosistema Impact e devono essere sostenuti e incentivati anche attraverso la leva fiscale. Lo abbiamo imparato bene con la crisi Covid: un welfare rafforzato assicura meglio la salute pubblica, il diritto al lavoro, l’equità intergenerazionale, il contrasto alle povertà educative e alla dispersione scolastica (drammaticamente crescente. Ed è su tutto questo che gli strumenti Impact lavorano”. Vedremo quindi se ci saranno anche delle misure specifiche o degli interventi che possano incentivare questo ruolo più che costruttivo della previdenza complementare sul sistema socio-economico di un Paese che ne avrebbe particolarmente bisogno come l’Italia.

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