RIFORMA PENSIONI/ Emma Bonino su Quota 100 e i giovani

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le parole di Emma Bonino su Quota 100 e le politiche che non aiutano i giovani adottate in Italia anche nella previdenza

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Emma Bonino (LaPresse)

EMMA BONINO SU QUOTA 100

Emma Bonino, come segnala linkiesta.it, è da poco sbarcata su Instagram e il suo primo post è stato dedicato ai giovani e alla scarsa considerazione che hanno avuto nei provvedimenti per affrontare la crisi relativa alle conseguenze del coronavirus. L’ex ministra ha anche ricordato al quotidiano online una peculiarità italiana in tema di riforma pensioni. “Quando è iniziata la legislatura l’Italia era già, a parte la Grecia, il Paese che spendeva di più in pensioni rispetto al Pil. E il Governo giallo-verde ha varato come prima legge ‘quota cento’, cioè ha deciso di aumentare la spesa pensionistica di 63 miliardi per i successivi 18 anni per mandare in pensione anticipata qualche centinaio di migliaio di 62enni, in larghissima misura occupati e tutt’altro che poveri. Quando sono arrivati al governo i giallo-rossi, hanno subito confermato questa legge. Anzi il ‘nuovo’ Governo si è costituito giurando che non l’avrebbe toccata”. Difficile che Quota 100 venga cancellata ora prima della sua scadenza naturale alla fine del 2021.

LE PAROLE DI BASSETTI

Gualtiero Bassetti, Cardinale di Perugia, nonché Presidente della Cei, ha rilasciato un’intervista al neo direttore del settimanale La Voce e di Umbria Radio InBlu, Daniele Morini, nel corso della quale ha toccato anche i temi della riforma pensioni e della crisi che riguarda i giovani. “Il lavoro non può rimanere uno slogan perché io lo paragono alla salute, che non è un accessorio. La salute è la persona stessa e così il lavoro. Io qui mi accaloro perché lo dico col cuore. Se un giovane viene e dice: ‘ho 30 anni, non lavoro, sono disoccupato, non ho prospettive, non mi posso fare una famiglia’, vuol dire che abbiamo messo una persona in congelamento. È una responsabilità grande perché questa persona, che oggi ha 30-35 anni, è quella che dovrà sostenerti quando sarai anziano. Ma se la gente non lavora, domani chi pagherà le pensioni? Non pensiamo abbastanza al caos che questa situazione genera”, sono le parole del Cardinale riportate da umbria24.it. “Politici, sindacati, istituzioni varie e anche la Chiesa, per ciò che le compete. devono concentrare tutta la loro attenzione sul lavoro”, ha aggiunto.

RIFORMA PENSIONI, L’ANALISI SULLA SPESA

Al termine di un’analisi sulla spesa pensionistica relativa a tutte le gestioni previdenziali, Mara Guarino, su ilpuntopensionielavoro.it, evidenzia che sarà molto interessante valutare “i dati riferiti al 2019, anno per il quale sarà verosimile aspettarsi un piccolo scossone, dovuto sia al programmato sblocco del turn over sia all’impatto di Quota 100 che, dato il prevedibile ed elevato numero di richieste, avrebbe forse meritato – come dimostrato peraltro anche dal “caso sanità” scoppiato nel pieno dell’emergenza COVID-19 – maggiore attenzione preventiva in termini di gestione di tempistiche, avvicendamenti e concorsi”.

L’INCOGNITA SUL 2020

Per l’autrice, ovviamente, saranno da guardare con maggiore interesse “i dati 2020, su cui al momento pendono previsioni piuttosto funeste: se la crisi 2008 portò a una perdita di circa 378.000 occupati, la perdita di Pil ancora superiore indotta dal coronavirus, da una parte, e le filiere maggiormente colpite dalla pandemia, dall’altra, lasciano presagire una perdita di almeno 600mila posti di lavoro; almeno 1 milione i disoccupati in più tenendo conto di liberi professionisti e autonomi”. Numeri a cui guardare con attenzione anche pensando ai temi di riforma pensioni, dato che “difficilmente non scuoteranno il sistema di welfare considerato sia il maggior numero di prestazioni assistenziali erogate sia l’inevitabile maggiore propensione al pensionamento da parte dei lavoratori più ‘a rischio’ che potrebbero preferire anticipare la pensione, anche a fronte di una rendita più bassa (ma certa e duratura nel tempo), all’incognita di restare senza occupazione o ammortizzatore sociali”.

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