Riforma pensioni/ La richiesta di aumento delle minime

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Anp-Cia e Cia evidenziano la necessità di aumentare l’importo delle pensioni minime attualmente fissato a 515 euro

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LaPresse

LA RICHIESTA DI AUMENTO DELLE MINIME

L’Anp-Cia ritiene insoddisfacente Quota 102, perché “penalizza enormemente i lavoratori e le lavoratrici”. Viene vista invece positivamente la misura di riforma delle pensioni che proroga Opzione donna, “provvedimento che andrebbe, tuttavia, riformato ad ulteriore vantaggio delle lavoratrici”. Come riporta corrierepeligno.it, “L’Associazione Nazionale Pensionati di Cia Agricoltori Italiani, unitamente alla Cia Agricoltori Italiani d’Abruzzo”, hanno scritto una lettera ai parlamentari, senatori e politici abruzzesi” relativa alle priorità da inserire nel nuovo confronto istituzionale al fine di ridare certezze ai tanti anziani”. “In cima alla lista la richiesta di aumento delle pensioni minime, ferme a 515 euro, e percepite da oltre un milione e mezzo di anziani, in prevalenza ex-agricoltori. Un’ingiustizia che l’Anp Abruzzo aveva esposto con una petizione di 100.000 firme dando un contributo notevole per chiedere l’aumento delle pensioni basse, a partire da quelle minime da equiparare progressivamente al 40% del reddito medio nazionale, oggi 650 euro”.

RIFORMA QUOTA 102 E LAVORO OCCASIONALE

Con il passaggio da una riforma ad un’altra – dalla Quota 100 alla 102 – il rapporto tra mondo pensioni e lavoro occasionale subisce alcuni lievi cambiamenti introdotti dall’ultima Manovra di Bilancio (salvo ulteriori modifiche in sede di conversione in Parlamento).

Come sottolinea il b, la pensione Quota 102 è il trattamento ottenibile con minimo di 64 anni di età; almeno 38 anni di contributi, purché però entrambi i requisiti siano maturati entro il 31 dicembre 2022. Alla pensione quota 102 si applicano le stesse disposizioni valide in merito alla quota 100, anche in merito alla possibilità di lavorare in costanza di percezione del trattamento: Come già avveniva con la quota 100, anche per l’anno 2022 il trattamento pensionistico delle “quote”, sino al compimento dell’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni), «non è cumulabile con la percezione di redditi di lavoro, sia subordinato che autonomo, ad eccezione: dei redditi espressamente previsti come non influenti; dei compensi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo occasionale, nei limiti di 5mila euro annui». (agg. di Niccolò Magnani)

LA RICHIESTA DI MARIA CECILIA GUERRA

Secondo Maria Cecilia Guerra, la legge sulla parità retributiva recentemente approvata dal Parlamento è sì importante per ridurre il gender gap presente nel mercato del lavoro, ma non basta. Intervistata da Repubblica, la sottosegretaria dell’Economia evidenzia che “bisognerebbe introdurre elementi di premialità per le aziende che non discriminano e di sanzione per i comportamenti scorretti. Dobbiamo rafforzare strumenti come il congedo obbligatorio per gli uomini, che adesso è diventato di 10 giorni contro i 5 mesi delle donne. La scommessa è quella di cominciare a introdurre criteri trasversali, come stiamo cercando di fare con il Pnrr: interpretare le politiche pubbliche attraverso la valutazione dei diversi effetti che hanno su uomini e donne. Comprese le pensioni: se continuiamo a pensare alle pensioni in modo neutro premiamo le carriere contributive lunghe, che sono quelle degli uomini, e non certo chi è dovuto stare a casa per accudire i figli”. Dunque un altro segnale della necessità di una misura di riforma pensioni che valorizzi il lavoro di cura delle donne.

I RISCHI CON L’AUMENTO DELL’INFLAZIONE

L’aumento dell’inflazione desta preoccupazioni per il potere d’acquisto dei pensionati. Alfred Ebner, Segretario provinciale dello Spi-Cgil Agb, come riporta altoadige.it, chiede un intervento “a tutela degli anziani più poveri e del loro potere d’acquisto”. “Per noi è fondamentale che gli anziani non vedano eroso il proprio potere d’acquisto quindi l’adeguamento delle pensioni all’inflazione deve essere una priorità. Non si possono più chiedere ulteriori sacrifici ai pensionati”, spiega il sindacalista, evidenziando che a Bolzano il maggiore incremento congiunturale dell’inflazione si registra nella divisione abitazione, acqua, energia e combustibili (+5,3%), seguita da spese per la salute (+0,8%) e trasporti (+0,6%). “Il costo della vita è altissimo proprio in settori essenziali. La Provincia si tenga pronta ad intervenire con agevolazioni adeguate. In questo momento chi ha un reddito fisso non riesce a recuperare questo divario e preoccupa la sistematicità di queste differenze”, aggiunge Ebner.

RIFORMA PENSIONI, L’ANALISI DI BONANNI

In un articolo pubblicato su formiche.net, Raffaele Bonanni ricorda che “molti governi si sono indeboliti a causa del tema riforma pensioni” e che “ormai è consuetudine nel dibattito italiano che ogni qualvolta che ci si dispone ad una scelta da fare sulla previdenza, si tira in ballo la giusta e fondata questione giovanile molto esposta nel futuro a pensioni da fame, a causa di una vita lavorativa spesso condizionata da ritardi di ingresso al lavoro, da interruzioni e da bassi salari e dunque striminzite contribuzioni”. Secondo l’ex Segretario generale della Cisl, è cinico “paventare spesso una vecchiaia grama per loro, senza trarne le conclusioni”. La prima delle quali è quella di adoperarsi per la stabilità occupazione e la buona retribuzione salariale.

LA SCELTA NETTA A FAVORE DEI GIOVANI

Secondo Bonanni nel confronto che partirà sulla previdenza, “il Governo potrebbe rispondere positivamente alle richieste sindacali per la uscita anticipata dal lavoro di alcune categorie di persone impegnate in lavori pesanti e disagiati, attenuando la perdita relativa al calcolo economico. Si potrebbero in aggiunta incentivare contributivamente scelte contrattate tra imprese e lavoratori, per spostare in mansioni meno impegnative lavoratori anziani provenienti da lavori per rendere più agevole la loro permanenza nelle attività lavorative. Ma una scelta netta a favore dei giovani va fatta nel rassicurarli che nella peggiore delle condizioni in cui potranno incappare, comunque non percepiranno meno di mille euro mensili come pensione di garanzia”.

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