Riforma pensioni/ Le leve del Governo per cancellare Quota 100

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, difficile che Quota 100 possa essere cancellata, ma il Governo potrebbe riuscirci con due mosse, tra cui una nuova misura di riforma pensioni

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RIFORMA PENSIONI, LE LEVE PER CANCELLARE QUOTA 100

In un articolo sul Quotidiano Nazionale viene ricordato che la cancellazione di Quota 100, caldeggiata da Italia Viva e da una parte del Pd, non sembra possibile. Anche se il ministro dell’Economia Gualtieri potrebbe fare leva su due interventi per cercare di ottenere questo risultato. Il primo “è la definizione fin da quest’anno di un meccanismo di uscita flessibile che eviti il cosiddetto scalone (un salto di 5 anni) che si avrebbe tra il 2021 e il 2022, in assenza di interventi”. Il secondo “è la previsione di una sorta di integrazione al minimo per le pensioni future dei giovani”. Secondo il QN, quindi, “a queste condizioni, la partita per il superamento di Quota 100 potrebbe essere aperta fin dalla manovra in arrivo. Anche per dare un segnale all’Europa che ha sempre visto male la soluzione voluta dal Governo giallo-verde”. Per sostituire Quota 100 si potrebbe a quel punto introdurre un meccanismo di flessibilità con uscita anticipata dai 62-63 anni con 36-38 di contributi, requisiti non molto diversi da quelli di Quota 100, ma con una penalizzazione “del 2-3% per ogni anno mancante ai 67”.

RIFORMA PENSIONI, IN CALO L’ETÀ DI ACCESSO PER ANTICIPO

In un’analisi pubblicata su startmag.it, Giuliano Cazzola mette in evidenzia come nel nostro Paese, forse per via delle diverse misure di riforma pensioni che si sono succedute nel tempo dopo la Legge Fornero, “si va ancora in quiescenza a un’età media effettiva alla decorrenza di poco superiore a 60 anni”. I dati del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti dell’Inps, infatti, mostrano come il numero di pensioni anticipate nei flussi è di parecchio superiore a quello delle pensioni di vecchiaia. Anche a livello di stock gli assegni derivanti da trattamenti di anzianità stanno raggiungendo quelli dei trattamenti di vecchiaia. L’ex deputato fa notare che “nel 2019 il flusso delle pensioni anticipate è stato di circa quattro volte superiore a quello dei trattamenti di vecchiaia, con una netta prevalenza dei lavoratori rispetto alle lavoratrici”. Per tornare all’età di accesso alla quiescenza, nel caso delle pensioni anticipate si è arrivati nei primi sei mesi del 2020 a 61,5 anni contro i 62 del 2019.

RIFORMA PENSIONI, PER SALVINI IMPOSSIBILE SENZA VOTO ANTICIPATO

Matteo Salvini nel corso dei recenti comizi elettorali nelle diverse regioni in cui si andrà a votare tra dieci giorni ha ricordato come la Lega farà di tutto per evitare il ritorno alla Legge Fornero. Parole che sono state anche criticate da chi ha voluto evidenziare che Quota 100 è una misura sperimentale che scadrà alla fine dell’anno prossimo e che quindi la riforma pensioni del 2011 non è stata abrogata. Ospite in televisione, come ricorda Askanews, il leader del Carroccio ha voluto però sottolineare come il prossimo appuntamento elettorale sarà importante sul fronte previdenziale anche per un’altra ragione. “Dopo il referendum con un Parlamento che sarà ancora più delegittimato, con la metà della gente in Parlamento che pensa solo alla sua sopravvivenza e una maggioranza sfilacciata, non riuscirai a fare le riforme della giustizia, delle pensioni, della burocrazia…”, ha detto Salvini, facendo quindi di fatto capire che non sarebbe possibile, senza elezioni anticipate, varare una serie importante di interventi, tra cui quello in cantiere per individuare la misura previdenziale post-Quota 100.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAZZOLA

In un articolo sul Quotidiano del Sud, Giuliano Cazzola evidenzia come Governo e sindacati, in attesa di incontrarsi di nuovo il 16 settembre per parlare di riforma pensioni, confermino che Quota 100 non verrà cancellata. Per l’ex deputato “è lecito chiedersi se questa misura potrebbe diventare un classico ‘casus belli per errore’”, visto che l’Europa e i cosiddetti Paesi frugali l’hanno sempre criticata sostenendo la necessità per il nostro Paese di tornare sul sentiero tracciato dalla Legge Fornero. Cazzola ricorda tuttavia che Quota 100 non è stata usata quanto si immaginava al momento del suo varo e ora “si è trasformata in un ammortizzatore sociale, da utilizzare in vista dei problemi di esuberi che si apriranno una volta superato il blocco dei licenziamenti”.

L’ABBASSAMENTO DEI REQUISITI IN CANTIERE

L’ex vicepresidente della commissione Lavoro della Camera evidenzia che Quota 100 potrà essere utilizzata dopo la sua scadenza da quanti avranno maturato i requisiti necessari a usufruirne alla data del 31 dicembre 2021. Quindi “sarebbe bene tenere d’occhio, da Bruxelles, ciò che si sta preparando in Italia per ‘superare’ la riforma Fornero”, soprattutto perché sembra che si vada verso “un pensionamento a 62 anni di età e 20 anni di contributi, senza penalizzazioni”, abbassando quindi l’età anagrafica ora prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni), oppure con “41 anni di contributi indipendentemente dall’età”, abbassando quindi i requisiti per la pensione anticipata di anzianità ora fissati a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne).

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