Riforma pensioni/ Sbarra (Cisl): “gli assegni sono un diritto, non un privilegio”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, i sindacati chiedono metodo partecipativo al Governo sul nodo previdenza: Sbarra (Cisl) “pensioni non sono un lusso ma un diritto”

Sindacati in piazza
Sindacati in piazza: Landini (Cgil), Sbarra (Cisl) e Bombardieri (Uil) - LaPresse, 2021

SBARRA, “PENSIONI SONO UN DIRITTO NON UN LUSSO”

Dal palco di Piazza San Giovanni ieri i tre sindacati – riuniti contro l’attacco dei facinorosi violenti di sabato scorso alla sede Cgil – hanno lanciato appelli sì contro il “pericolo fascista” ma hanno anche scandito l’agenda degli impegni sulle pensioni che il Governo è “intimato” a seguire.

Prendendo parola dopo il leader Cgil Landini, il n.1 della Cisl Luigi Sbarra si è soffermato sui temi della prossima riforma sottolineando come «serve un cammino di condivisione, partecipazione, confronto e dialogo. Dobbiamo abbassare i toni e far prevalere la responsabilità. C’è un Paese da ricostruire. La piazza di oggi chiede al Governo di aprire un confronto per discutere delle riforme, dal lavoro al fisco e alle pensioni». La richiesta è di un metodo “partecipativo” con il quale sindacati e Governo possano trovare la strada per la nuova riforma pensioni: «necessità di abbassare le tasse per i lavoratori e i pensionati», ma anche importanza della riforma previdenziale, perché «le pensioni non sono un lusso o un privilegio, ma sono un diritto. Non c’è solo la sostenibilità economica, c’è anche un problema di sostenibilità sociale». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, IL PROBLEMA DELLE RISORSE

Il Governo dovrà presto approvare la Legge di bilancio, che conterrà anche misure di riforma pensioni in vista del post-Quota 100. Sarà importante capire quante risorse verranno stanziate per il capitolo previdenza e le ultime indiscrezioni fanno supporre che siano poche, al massimo pari a 2 miliardi di euro. Nell’ultimo Consiglio dei ministri, inoltre, la Lega ha protestato contro il rifinanziamento del Reddito di cittadinanza avvenuto anche sottraendo risorse al pensionamento dei lavoratori precoci e di chi esegue lavori usuranti. Risorse che diversamente sarebbero potute rimanere utilizzabili per i medesimi fini oppure dirottate su altre voci relative a formule di pensionamento anticipato. Non sembra, insomma, che ci sia in visto un intervento ad ampio raggio, che sarebbe certamente oneroso.

LE PAROLE DI BONURA

In questo senso Giuseppe Bonura, Direttore generale del Patronato Inapi, espressione della Fenapi, la federazione nazionale piccoli imprenditori, ritiene che “gli eventuali provvedimenti ipotizzati dal Governo: Ape sociale, Opzione donna, quota 41 per i lavoratori precoci possono essere di interesse sociale a condizione che perdano la loro caratteristica di sperimentazione e assumano la connotazione di misure strutturali”. Intervistato da pensionipertutti.it, Bonura spiega anche di essere favorevole al principio che sottosta al lavoro della commissione tecnica sui lavori gravosi, ma ritiene necessario “che il beneficio venga esteso anche ai lavoratori autonomi con particolare riferimento agli artigiani e ai coltivatori diretti, dal momento che i due terzi delle imprese italiane sono microimprese dove la forza lavoro è rappresentata dal titolare e al massimo da 2-3 dipendenti”.

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