RIFORMA PENSIONI/ L’auspicio di Damiano sulla manovra

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Cesare Damiano auspica che durante l’iter parlamentare nella Legge di bilancio ci siano le modifiche sui lavori gravosi che accedono all’Ape social

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Cesare Damiano (Lapresse)

LE PAROLE DI DAMIANO

In un’intervista all’edizione palermitana di Repubblica, Cesare Damiano ricorda che con la ripartenza dell’economia dopo il Covid, grazie anche al superbonus al 110% che ha fornito una grande spinta all’edilizia, “sono decine i casi di lavoratori caduti dai ponteggi, muratori con più di 60 anni di età”. Anche per questa ragione, la commissione tecnica sui lavori gravosi da lui presieduta aveva proposto una misura di riforma delle pensioni per “allargare da 67 a 215 le categorie di lavori usuranti per i quali ridurre da 36 a 30 gli anni di contributi necessari per accedere all’Ape sociale a 63 anni di età”, fra cui i muratori. L’ex ministro del Lavoro evidenzia che “il Governo finora non ha recepito queste indicazioni, ma spero che il Parlamento intervenga durante l’esame della Legge di bilancio”. Secondo Damiano, oltre ai controlli sulla sicurezza per evitare incidenti sul lavoro è molto importante la prevenzione, prevedendo per esempio una riduzione del costo delle assicurazioni per le imprese che certificano zero infortuni.

PENSIONI, SALVINI CONTRO I SINDACATI

Dopo lo strappo profondo tra i sindacati (Cgil e Uil) e il Governo sulla Manovra, la riforma fiscale e la riforma delle pensioni, è duro l’intervento del leader della Lega Matteo Salvini.

«È inspiegabile e irresponsabile la scelta della Cgil di indire uno sciopero poco prima di Natale, dopo che il governo ha tagliato le tasse anche per i dipendenti e i pensionati. Ringrazio la Cisl per il senso di responsabilità che dimostra», attacca il segretario del Carroccio a margine di un evento pubblico. Più disponibile al dialogo il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, pur sorpreso dalla spaccatura con le sigle sindacali sulla nuova Finanziaria: «Io spero e credo che ci sia ancora lo spazio per un dialogo». Per il presidente della Commissione Finanze e deputato di Italia Viva Luigi Marattin non è la politica che può discutere una scelta di sciopero da parte dei sindacati, «Saranno i lavoratori a valutare quanto sia opportuno scioperare contro una legge di bilancio che spende più di 30 miliardi senza tagliare un euro, e che riduce le tasse di 7 miliardi, quasi tutte concentrate su lavoratori dipendenti e pensionati». (agg. di Niccolò Magnani)

TRIDICO CHIEDE RIFORMA PENSIONI PER GIOVANI E DONNE

In un’intervista alla Stampa, Pasquale Tridico ricorda che per le pensioni “ci sarà un adeguamento pari all’1,7% lordo dell’importo dell’assegno mensile, una rivalutazione piena che non accadeva da anni e che è stata attivata in modo tempestivo per far arrivare l’integrazione alle persone il prima possibile”. Il Presidente dell’Inps ha anche auspicata che il 2022 sia “l’anno del salario minimo, che favorirebbe soprattutto donne e giovani, e di forti politiche per le donne, nella legalità contributiva, che è la vera leva per la sostenibilità del sistema previdenziale, a beneficio anche delle pensioni future”. Per Tridico servirebbero anche misure di riforma delle pensioni rivolte ai giovani “che sempre di più avranno un percorso lavorativo composito, a tratti frammentato e spesso autonomo. In questa direzione andrebbero realizzate due riforme giuste come la pensione di garanzia e il riscatto gratuito della laurea per i laureati dopo il 1996 che sono pienamente nel modello contributivo”.

SCIOPERO CGIL E UIL, CISL NON CONDIVIDE

Cgil e Uil hanno deciso di proclamare uno sciopero generale nazionale dei lavoratori per il 16 dicembre, con astensione dal lavoro di 8 ore, in sostegno alle proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco, lavoro e per la modifica della Legge di bilancio. Da parte sua, la Cisl “considera sbagliato ricorrere allo sciopero generale e radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese, ancora impegnato ad affrontare una pandemia che non molla la presa e teso a consolidare i segnali positivi di una ripresa economica e produttiva che necessita di uno sforzo comune per essere resa strutturale. Tanto più considerati i rilevanti passi avanti fatti nell’ultimo mese sui contenuti della legge di bilancio”. La Cisl, infatti, valuta positivamente, tra le altre cose, gli avanzamenti sulla riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati e l’impegno “assunto dal Governo di aprire al più presto un confronto con il sindacato sulle rigidità della Legge Fornero”. Tra le organizzazioni dei lavoratori sembra quindi esserci una visione molto diversa anche sul fronte delle misure di riforma delle pensioni.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI TRIDICO E PERFETTO

Il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, secondo quanto riportato da Adnkronos, ha ricordato ieri che c’è “una bella notizia per i pensionati: dall’1 gennaio 2022 ci sarà una rivalutazione delle pensioni dell’1,7%, riprendendo l’inflazione intercorsa’’. Secondo Claudio Maria Perfetto, tuttavia, l’aumento delle pensioni è “solo una illusione monetaria. In termini reali non ci sarà alcun aumento. Le banche e gli operatori telefonici (giusto per fare un esempio), vedendo che le persone entreranno in possesso di maggiore denaro, aumenteranno i canoni di gestione dei conti correnti e delle linee telefoniche. Pertanto, l’aumento delle pensioni (ma anche l’aumento degli stipendi) verrà eroso dagli aumenti dei prezzi dei servizi”.

L’ATTESA PER LA RIDUZIONE DELLE TASSE

In questi giorni si sta parlando anche di una riforma dell’Irpef che porterà anche all’innalzamento della no tax area per i pensionati, ma, intervistato da pensionipertutti.it, l’esperto previdenziale spiega anche che “chi crede che sia possibile ridurre le tasse, soprattutto con un elevato debito pubblico come quello che oggi abbiamo, pecca di ingenuità. Certo, il Governo può benissimo ridurre le tasse ‘centrali’, ma aumenteranno quelle ‘locali’ di Regioni e Comuni”. Dal suo punto di vista, inoltre, “è un grave errore da parte del Governo ridurre le tasse nelle condizioni di elevata incertezza in cui oggi ci troviamo. Infatti, la maggiore liquidità degli italiani, a causa di un forzato arresto dei consumi dovuto al Covid, andrà solo ad aumentare i depositi sui conti correnti”.

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