RIFORMA PENSIONI/ L’Inps e il digital divide che pesa sugli anziani (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, i sindacati ricordano che per gli anziani è sempre più difficile accedere ai servizi digitali dell’Inps visto il passaggio allo Spid

Sito Inps in tilt 1 aprile
Lapresse

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA DEI SINDACATI ALL’INPS

Lo Spi-Cgil della Basilicata evidenzia che “sono passati ormai sei anni da quando l’Inps ha deciso di sopprimere le comunicazioni cartacee con cui inviava ai cittadini le informazioni sui trattamenti pensionistici, rendendo le informazioni accessibili solo online dal sito dell’Istituto, dopo rilascio di apposito Pin”. Purtroppo “solo 4,5 milioni di pensionati su 16 milioni usano il Pin Inps e circa 12 milioni di pensionati oggi non riescono quindi a controllare importi ed eventuali variazioni delle loro pensioni e ad accedere ai propri cedolini, cosa quest’ultima che sarà resa ancora più difficile col passaggio da Pin Inps a Spid”. Infatti, dallo scorso 1° ottobre “è stato sospeso il rilascio di nuovi Pin Inps e dall’1 ottobre 2021 l’unica modalità di accesso al sito dell’Inps (insieme a Carta di identità elettronica 3.0 e a Carta nazionale dei servizi) sarà lo Spid”.

IL DIGITAL DIVIDE DELLA POPOLAZIONE ANZIANA

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno scritto una lettera aperta all’Inps per chiedere di garantire il diritto dei pensionati ad accedere al proprio cedolino di pensione, superando le difficoltà sia nell’utilizzo del Pin Inps in questa fase transitoria per coloro per i quali è ancora valido, sia nell’ottenimento e nell’utilizzo dello Spid. I sindacati dei pensionati hanno anche evidenziato la necessità di affrontare il tema del digital divide della popolazione anziana. Lo Spi-Cgil della Basilicata, come riporta sassilive.it, “chiederà ai rappresentanti sindacali nei comitati provinciali e regionali dell’istituto di approvare ordini del giorno sul tema e contemporaneamente avvierà campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”.

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