Riforma pensioni/ La proposta di Morra per un taglio alle baby pensioni

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Nicola Morra propone un taglio alle baby pensioni. “Basta poco, ma sono segnali”, spiega il Senatore M5s

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LA PROPOSTA DI MORRA SULLE BABY PENSIONI

Nicola Morra, in un’intervista a fanpage.it, propone una misura di riforma pensioni che andrebbe a colpire i baby pensionati. Ricordando che “la nostra Costituzione sposa il principio della progressività fiscale”, il Senatore del Movimento 5 Stelle chiede “che i baby pensionati, che hanno ottenuto questo trattamento che all’epoca lo Stato ribadiva esser giusto, oggi diano una parte della loro pensione. Basta poco, ma sono segnali. Se io dovessi chiedere oggi a una persona che ha un rateo di pensione di 1.500 euro al mese lo 0,7%, l’1%, il 2% non credo si spalancherebbero le porte dell’inferno. Magari chi ha goduto di tutto questo potrebbe anche con orgoglio sentirsi parte di un tutto. Noi dobbiamo lavorare per la coesione sociale”. Dal suo punto di vista, “con la demografia attuale anche i baby pensionati dovrebbero essere chiamati ad uno sforzo di solidarietà, con una decurtazione del rateo di pensione dell’1%, del 2% o del 3%”. Vedremo se queste parole si tradurranno in una proposta concreta da parte del Movimento 5 Stelle.

DURIGON SU QUOTA 100 E CONTRATTO DI ESPANSIONE

Claudio Durigon accoglie con soddisfazione le parole scritte sulla bozza del Piano nazionale di riforma circolata nelle ultime ore a proposito di Quota 100. Come riporta Il Tempo, infatti, secondo l’ex sottosegretario al Lavoro, “i giallorossi sono costretti ad ammettere la validità di Quota 100 e a portarla avanti fino alla fine della sperimentazione. È evidente che con 246mila approvate e oltre 300mila domande presentate non siamo davanti a un ammortizzatore sociale ma a uno strumento di cui aveva bisogno l’intero mercato del lavoro per ripartire dopo i disastri macchinati proprio dai governi Pd”. “Quota 100 sta avendo ed avrà ancora più un ruolo determinate, in questa fase andrebbe potenziata, in speciale modo verso le donne. Solidarietà espansiva nata per aziende con 1000 dipendenti ora si può sviluppare anche in aziende più piccole”, sono invece le parole scritte da Durigon sul suo profilo Facebook a commento della notizia secondo cui il Governo, d’accordo coi sindacati, potrebbe ampliare l’utilizzo del contratto di espansione.

ALLARME QUOTA 100 NELLA PA

Secondo gli ultimi calcoli di FPA entro il 2021 l’Italia potrebbe avere un serio problema con la Pubblica Amministrazione e le pensioni: «la Pa italiana potrebbe avere più pensionati che dipendenti, per il continuo calo del personale e un equilibrio fra ingressi e uscite che, nonostante lo sblocco del turnover, non è ancora stato raggiunto». Già oggi sono 3 milioni i pensionati a fronte di 3,2 milioni di lavoratori dipendenti: nei prossimi mesi però, complice la riforma pensioni di Quota 100 e le normali pensioni di vecchiaia senza turn over, la situazione potrebbe velocemente peggiorare: «La pensione anticipata è stata parzialmente accelerata da Quota 100, nel 2019 sono uscite anticipatamente dalla PA 90 mila persone, ma è comunque prassi comune: il 57,7% dei pensionati pubblici attuali ha optato per il ritiro anticipato, solo il 13,7% per raggiunti limiti di età», riporta il report “Forum Pa 2020 – Resilienza Digitale” organizzata dalla FPA, società del Gruppo Digitale360. I lavoratori pubblici italiani oggi sono pochi, anziani e poco qualificati, afferma Gianni Dominici, Direttore Generale di Fpa alla Rai: «Sono positive le nuove norme che accelerano i concorsi, ma se si opterà su un semplice rimpiazzo del personale invece che su assunzioni basate sull’individuazione dei fabbisogni c’è il rischio di sprecare un’occasione irripetibile: è importante assumere presto, ma soprattutto bene». (agg. di Niccolò Magnani)

PNR: QUOTA 100 FINO ALLA FINE

Nella bozza del Programma nazionale di riforma, che oggi potrebbe essere portata in Consiglio dei ministri per l’approvazione, si parla anche di riforma pensioni. Nello specifico, si evidenzia che “il Governo ha già intrapreso un confronto con le parti sociali in vista della conclusione della sperimentazione di ‘Quota 100’, che la legislazione vigente fissa per fine 2021, e valuterà le scelte in materia alla luce della sostenibilità anche di lungo periodo del sistema previdenziale e del debito pubblico garantendo al contempo il rispetto per l’equità intergenerazionale e il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica”. Parole che, considerando il fatto che il Pnr è un documento che viene trasmesso a Bruxelles, sembrano voler rassicurare la Commissione europea che l’Italia, per il post-Quota 100, non utilizzerà molte risorse, stante anche il fatto che il debito pubblico è destinato a crescere molto in rapporto al Pil a causa della crisi da coronavirus e delle misure messe finora in campo per contrastarla.

MELONI CONTRO M5S

In un post sulla sua pagina Facebook, Giorgia Meloni critica il Movimento 5 Stelle e la sua campagna social con cui esprime soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento al decreto rilancio che prevede l’aumento delle pensioni di invalidità. “Il M5S che sta pubblicando post per rivendicare il provvedimento che nel Decreto Rilancio stanzia risorse per aumentare a 516 euro le pensioni agli invalidi totali, dovrebbe almeno avere la decenza di dire che l’emendamento è a mia prima firma e che nel fondo istituito ci sono attualmente solo le risorse (50 milioni) sulle quali Fratelli d’Italia ha potuto dire la sua. Il M5S ha destinato al fondo pensioni di invalidità ZERO euro, pur avendo a disposizione MILIARDI che ha preferito utilizzare per marchette, regali e amenità varie. Fratelli d’Italia continuerà lo stesso a battersi per i diritti dei più fragili, nonostante il cinismo di chi ci governa”. Parole, quelle della leader di Fratelli d’Italia, che probabilmente porteranno a una replica da parte dei pentastellati.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DEI PENTASTELLATI

Sembra esserci una soddisfazione trasversale per l’approvazione dell’emendamento al decreto rilancio che aumenta le pensioni di invalidità. “Dopo diversi anni di assoluto immobilismo, abbiamo dimostrato che, se c’è la volontà politica, è possibile cambiare le cose in meglio”, sono le parole dei deputati del Movimento 5 Stelle membri della commissione Affari sociali, che ricordano come M5s “è sempre stato vicino a chi è in difficoltà e continueremo  a legiferare per dare una mano concreta a chi in questi anni si è sentito troppo spesso abbandonato dalla politica. È questa la nostra missione e andremo avanti con impegno e determinazione  per realizzare gli obiettivi che ci siamo prefissati”.

LE PAROLE DI GIORGIA MELONI

Valentina Palmisano, deputata pentastellata, come riporta ostuninews.it, aggiunge che si tratta di “un risultato importante ottenuto lavorando in silenzio. Senza urla, ma con l’impegno quotidiano”, “un contributo in questo momento storico di enorme difficoltà che ha come unico obiettivo quello di alleviare, seppur in parte, le sofferenze di chi vive in una situazione di disagio”. Giorgia Meloni, come riporta lamicittanews.it, ha sferzato invece il Governo e la maggioranza dal palco della manifestazione del centrodestra che si è tenuta a Roma sabato, ricordando anche il tema delle pensioni di invalidità: “I tribunali sono chiusi. Ma loro pensano al bonus per i monopattini. O alla liberalizzazione della cannabis. Noi invece vogliamo aumentare le pensioni per gli invalidi. 274 euro al mese, una vergogna. Meno di un quarto di quanto ci costa un immigrato”.

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