Riforma pensioni/ Carfagna rilancia Quota Mamma

- Lorenzo Torrisi

Mara Carfagna evidenzia come la proposta di riforma pensioni di Francesca Puglisi contenga la Quota Mamma proposta da Voce Libera

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Mara Carfagna (LaPresse)

LE PAROLE DI MARA CARFAGNA

“Se le dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi fossero confermate, il governo starebbe immaginando di fare propria la proposta che abbiamo avanzato con Voce Libera e che abbiamo chiamato QuotaMamma: uno sconto pensionistico di un anno ad ogni donna per ogni figlio avuto”. È quanto scrive su Facebook Mara Carfagna a commento dell’intervista in cui l’esponente dem ha delineato quella che potrebbe essere una riforma pensioni da portare al tavolo tra Governo e sindacati di lunedì prossimo, con l’accesso alla quiescenza a 64 anni con 35 di contributi e uno sconto appunto per le madri. L’ex forzista spiega che Quota Mamma è “una misura che abbiamo presentato più volte, attualmente anche come emendamento al Milleproroghe: sta lì, a disposizione, se la maggioranza decidesse di votarla insieme a noi, ne saremmo ben lieti. Non siamo gelosi se le buone misure a vantaggio dei cittadini diventano di tutti, ma se alle parole del sottosegretario non dovessero seguire i fatti, allora denunceremmo l’ennesima inutile prova di propaganda fine a se stessa”.

FORNERO: BISOGNA GUARDARE AI GIOVANI

Elsa Fornero non nasconde di essere “rimasta molto sorpresa e dispiaciuta del giudizio di Maurizio Landini” riguardo la sua riforma delle pensioni. Intervistata da linkiesta.it, l’ex ministra del Lavoro ricorda che “in un contesto dove tali giovani tendono a diventare meno numerosi della generazione anziana, hanno difficoltà lavorative, hanno redditi insufficienti, dire che bisogna salvaguardare le pensioni significa scaricare su di essi anche un onere che si aggiunge a quelli che già hanno per affrontare una situazione economica inadeguata. Il nesso tra lavoro e pensioni, consequenzialmente, dovrebbe spingere i governi a fare di tutto per allargare la base di lavoro di coloro che sono nella condizione di lavorare”. Dunque, quello che una riforma delle pensioni oggi “deve fare è guardare ai giovani, rispettare l’equità, guardare alla sostenibilità”. Per la Fornero, la sua legge “poteva essere migliorata grazie ai pilasti che la sorreggevano: introdurre flessibilità senza scaricare tutto l’onere sulle generazioni che hanno scarsissima voce in politica”.

LA REGOLA AUREA PER ITALIA VIVA

Gianfranco Librandi si dice “un convinto sostenitore del fatto che bisogna proteggere la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico, non è ammissibile fare promesse senza coperture, c’è da fare un distinguo tra previdenza e assistenza”. Dunque rispetto all’ipotesi di una riforma delle pensioni che consenta di accedere alla quiescenza a 62 anni con 20 anni di contributi e senza penalizzazioni, come di fatto chiesto dai sindacati, “la domanda che viene a chiunque sa far di conto è: chi paga?”. Il deputato di Italia Viva, stando a quanto riporta agenpress.it, sottolinea che “se a pagare dovranno essere i lavoratori con maggiori tasse, oppure i giovani a cui così finiamo per assicurare ancora minori risorse di welfare e prospettive future, la nostra risposta è ovviamente No”. Librandi evidenzia che “per noi la regola aurea è: chi avanza una proposta che comporta una spesa in più, deve dirci anche quale altra spesa improduttiva vuol tagliare. Altrimenti siamo alla solita demagogia”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PUGLISI

Nunzia Catalfo ha detto che in tema di riforma pensioni non si discuteranno coi sindacati soluzioni a pacchetto chiuso, ma Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro, intervistata da Repubblica ipotizza quella che potrebbe essere una proposta sul tavolo: “Uscire a 64 anni e 35 di contributi, senza penalizzazioni. Un anno di contributi in più alle madri per ogni figlio. E ai giovani una pensione di garanzia fino a 750 euro al mese, a integrazione dei contributi versati, a patto che abbiano almeno 20 anni di contributi”. L’esponente dem non nasconde che questa proposta è simile a quella del collega di partito Tommaso Nannicini, anche se non vi è il ricalcolo contributivo dell’assegno e non basterebbero 20 anni di contribuzione.

LA PROPOSTA DI QUOTA 99

Puglisi evidenzia che con questa proposta “Opzione donna, molto più penalizzante perché ricalcola tutto l’assegno col contributivo, a quel punto non avrebbe più ragione di esistere”. Per quanto concerne invece “i lavori gravosi e usuranti e i lavoratori precoci interverrebbe l’Ape sociale, potenziata e resa strutturale”. Quanto ai costi di questa Quota 99, “stiamo facendo i calcoli” e per le coperture “si deve senz’altro attingere alla minore spesa per Quota 100. E poi anche immaginare di rimodulare l’Iva”. Per Puglisi, in ogni caso, “non è più immaginabile procedere con interventi spot sulle pensioni. Occorre agire ora e riscrivere la legge Fornero secondo due principi: equità intergenerazionale e sostenibilità del sistema previdenziale”. Vedremo se la sua proposta sarà accolta o meno dai sindacati.

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