Riforma processo civile: cosa cambia/ Bonafede “da 3 riti a 1”: querele e tempi

- Niccolò Magnani

Processo civile, la riforma del Governo Conte-2: l’accordo in CdM, ecco cosa cambia. “Da tre riti a uno”, novità anche su querele, tempistiche e espropri

Conte e Bonafede, riforma processo
Riforma processo civile, Conte e Bonafede a P. Chigi (LaPresse, 2019)

Ci si aspettava l’accordo del Governo sulla prescrizione in arrivo dal 1 gennaio, e invece nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri di ieri il Premier Conte e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede hanno presentato alla stampa la nuova riforma sul processo civile. Mentre le liti e lo scontro su Manovra, la stessa prescrizione, Ilva e Decreto Fiscale proseguono sull’asse Renzi-Pd-M5s, l’accordo è arrivato completo sulle nuove tempistiche e regole del processo civile: si tratta ovviamente di una minima parte della vasta riforma della giustizia che servirebbe all’Italia da anni, eppure qualcosa di nuovo e di cambiamento avverrà nel breve proprio sul settore dei processi civili. «È una riforma considerata prioritaria dal 90% degli italiani», ha spiegato Bonafede mentre illustrava assieme al Presidente del Consiglio la nuova legge che verrà portata in Aula sul processo civile: la novità più sostanziale è il passaggio da tre riti ad uno solo. «Un solo atto introduttivo, il ricorso, e il ricorso a sanzioni per chi intraprende cause temerarie»: in sostanza, chi querela senza soldi presupposti rischia fortemente di pagare non solo il risarcimento ma anche un’ammenda aggiuntiva, spiega Bonafede.

COME FUNZIONE LA NUOVA RIFORMA SUL PROCESSO CIVILE

Nel largo comunicato di Palazzo Chigi che inquadra la legge delega al Governo per l’efficienza del processo civile (e anche per la  revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, ndr) si legge come le nuove fasi processuali saranno altamente modificate sul fronte delle tempistiche, fermo restando ovviamente il rispetto delle garanzie del contraddittorio. Per poter arrivare alla compressione dei tempi, spiega il Governo, vi sarà l’obbligo, da parte del giudice, quando provvede sulle istanze istruttorie, «di predisporre il calendario delle udienze nonché, per le parti, l’obbligo di deposito dei documenti e degli atti esclusivamente con modalità telematiche». Sul fronte del contenzioso, si applica il catalogo delle controversie in cui diverrà obbligatorio il preventivo sentivo di risoluzione alternativa (escluso invece in alcuni settori dove non ha funzionato, secondo Bonafede, come la responsabilità sanitaria; contratti finanziari, bancari e assicurativi). «Meno norme e poche regole che valgono per tutti i gradi del processo, questo nell’ottica della semplificazione, della speditezza e della razionalizzazione delle procedure», spiega Conte in conferenza stampa, aggiungendo come in questo modo si attrarranno più investitori in Italia visto che «Assicureremo la ragionevole durata dei processi ma la norma sulla prescrizione in vigore dal 1 gennaio va mantenuta». Tornando infine alla riforma del processo civile, sul tema di espropriazione immobiliare, vengono aggiunte nuove norme che mirano a maggior tutela del debitore e riduzione dei tempi e dei costi a vantaggio del creditore; vi è però anche la previsione che il debitore possa essere autorizzato dal giudice a vendere direttamente il bene pignorato.



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