RIPRESA E POLITICA/ Le troppe incognite su Bce e regole Ue che frenano il Pil

- Carlo Pelanda

Sono necessari dei chiarimenti sulle regole che l’Ue chiederà di rispettare in futuro e sull’atteggiamento della Bce per dare uno stimolo all’economia

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La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen con la cancelliera tedesca Angela Merkel (LaPresse)

La postura espansiva di eurogoverni, Commissione e Bce è stata finora un formidabile pilastro della fiducia economica che è riuscito a compensare l’incertezza causata dalla pandemia. Ora, però, cominciano a sorgere dei dubbi. Dopo la fine dell’emergenza verranno ripristinate le regole dell’Ue che impongono priorità del rigore sullo sviluppo, oppure queste verranno revisionate per favorire più sviluppo stesso? La Bce manterrà una politica monetaria super-espansiva?

Alla prima domanda non c’è alcuna risposta mentre dovrebbe già esserci un esplicito indirizzo preliminare. La sua mancanza genera incertezza. L’immagine del futuro retroagisce sul presente e più la prospettiva è rassicurante più il ciclo contingente del capitale viene dinamizzato. Pertanto il non chiarire ora la direzione futura – il fumoso Recovery fund non basta – avrà un impatto negativo sulla ripresa.

Fino a quando, poi, la Bce continuerà a comprare i debiti delle nazioni permettendo loro di farne per quanto serve a basso costo? Quanto debito pubblico tratterrà nel proprio bilancio, sterilizzandolo? E fino a quando? Per esempio, se la Bce tenesse in bilancio un tot rilevante del debito italiano per 20-30 anni, questo verrebbe di fatto cancellato. Gli interessi del debito, inoltre, verrebbero trasferiti dalla Bce a Banca d’Italia che a sua volta li verserebbe al Tesoro italiano. Tale “monetizzazione del debito” è vietata dai trattati, ma la Bce la sta facendo per mantenere la stabilità dell’euro. E non da qualche mese perché tale strumento serve a invertire la deflazione, cosa che la Bce stessa non è riuscita a fare negli ultimi anni. Ma la Bundesbank ha già avvertito che appena possibile spingerà la Bce a un ritorno al rigore, facendo intendere “il prima possibile”, mentre tutte le analisi mostrano che ci vorrà un periodo lungo di super-stimolazione economica e monetaria per riequilibrare l’economia europea.

La Banca centrale statunitense (Fed) ha già annunciato una postura super-espansiva e prolungata che implicitamente comporta una svalutazione competitiva del dollaro contro l’euro a danno del nostro export se la Bce tornasse restrittiva. Non solo ci vuole una chiarimento, ma questo deve essere rapido.

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