Ritira il figlio dal liceo per farlo giocare a Fortnite/ “Così avrà mln di dollari”

Un padre ha ritirato il figliod dal liceo per farlo diventare un asso di Fortnite: la curiosa vicenda

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Fortnite

David Herzog ha deciso di ritirare suo figlio Jordan dal liceo, per permettere allo stesso di allenarsi a Fortnite e divenire un asso nel mondo dei videogame e degli eSports. La sua vicenda è riportata dall’edizione online di TgCom, citando il Boston Globe. Fino ad oggi Jordan ha incassato circa 60mila dollari vincendo vari tornei, ma secondo il padre, la strada è solo all’inizio, visto che nel futuro del figlio vede “fama, prestigio e un conto da un milione di dollari”. Per permettere all’adolescente di investire il suo tempo al meglio, il padre gli ha costruito una postazione da gaming da 30mila dollari, un pc da cui il ragazzo non si stacca praticamente mai durante il giorno. La sua giornata inizia infatti con le lezioni, circa 4 ore di studio di modo che lo stesso possa diplomarsi da autodidatta. Quindi si parte con la sessione di gioco di Fornite, che prevede dalle 8 alle 14 ore giornaliere.

RITIRA IL FIGLIO DAL LICEO PER FARLO GIOCARE A FORTNITE

Anche durante la pausa pranzo, compresa la cena, Jordan non si stacca dal suo monitor, visto che il ragazzo mangia davanti al pc, visionando filmati per apprendere nuove tecniche e strategie, sempre riguardanti il fortunato gioco targato Epic Games. «Se avessi fatto una cosa del genere – sostiene David Herzog al Boston Globe – per supportare altri interessi, come il pianoforte, il tennis o la recitazione, tutti avrebbero lodato la mia scelta, ma trattandosi di videogiochi, la mia decisione viene vista come un abuso su un ragazzo». Herzog senior ha obbligato suo figlio anche a saltare le partite di tennis con la madre per evitare eventuali infortuni: «Non permetterò una cosa simile – commenta David – magari dopo il World Cup di Fortnite, ma per il momento non se ne parla. Potrebbe cadere, farsi male o infortunarsi al polso». Obiettivo di David Herzog, portare il figlio a divenire un asso degli eSports, e nel contempo, realizzare una “team house”, una struttura in cui vivono, mangiano, dormono a si allenane, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dei giocatori facenti parte della stessa squadra videoludica.



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