Roberto Petrella, arrestato medico no vax/ Cure coi funghi: paziente grave deceduto

- Davide Giancristofaro Alberti

Roberto Petrella, 74enne ginecologo no vax di Teramo, è stato posto ai domiciliari per aver consigliato delle cure alternative ad un paziente che poi è morto

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Controlli di sicurezza al G20 di Roma (Foto: LaPresse)

Il ginecologo no vax, Roberto Petrella è stato arrestato ai domiciliari, accusato di aver prescritto cure alternative domiciliari ad un paziente, che poi è morto, così come riporta Leggo.it. La vittima aveva contattato telefonicamente il medico, e lo stesso lo aveva invitato più volte a non farsi ricoverare in ospedale, e alla fine non ce l’ha fatta ed è deceduto. Roberto Petrella ha 74 anni ed opera in quel di Teramo, ed è stato posto ai domiciliari dal personale della Digos di Catanzaro con l’accusa di omicidio colposo, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura catanzarese.

Il medico ginecologo, destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici, avrebbe suggerito ad un paziente residente in Campania, affetto da più patologie (non si sa se avesse anche il covid), degli intrugli a base di funghi, sconsigliandone appunto il ricovero presso una struttura ospedaliera. A chiamare il dottore, il giorno prima del decesso dell’uomo, era stata la moglie, ma fino all’ultimo il medico, come scrive l’edizione ancora online di Leggo, avrebbe suggerito una cura alternativa.

ROBERTO PETRELLA, MEDICO NO VAX ARRESTATO: HA PROPOSTO CURE SENZA VALENZA SCIENTIFICA

Una volta appurati i fatti la Procura di Catanzaro ha chiesto l’emissione di un provvedimento urgente per evitare la reiterazione del reato, ed il gip l’ha accolta pur dichiarandosi incompetente territorialmente. L’arresto ai domiciliari è giunto a seguito di un’altra attività intercettiva svolta nei confronti sempre del dottor Pretella, e le ultime accuse riguardano la diagnosi errata e il fatto che non abbia fornito il giusto trattamento terapeutico su un paziente con cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata, poi morto per un infarto del miocardio.

Le cure proposte sono state considerate prive di qualsiasi validità scientifica, non riconosciute quindi dalla scienza medica, e procrastinando il ricovero ha impedito che lo stesso paziente ricevesse le idonee terapie salvavita: in poche parole, se lo stesso fosse stato ricoverato forse sarebbe ancora vivo, anche se ovviamente non vi è la prova certa.





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