Roberto Vecchioni/ “Milano? Città che fa invidia perchè trascina il resto d’Italia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Roberto Vecchioni è convinto che la sua Milano saprà rialzarsi anche dopo il coronavirus, ma la vita deve andare avanti: le sue parole

Roberto Vecchioni
Roberto Vecchioni (Rai, 2020)

Roberto Vecchioni difende Milano, difende la città in cui è nato e cresciuto ed è diventato grande dal punto di vista artistico: «Milano non può fare a meno della sua vita sociale, della sua rete di relazioni. Milano è la forza delle sue persone e dovrà andare avanti, seguendo il suo motto di sempre “tiremm innanz’”, andiamo avanti». In piena Fase 2, dopo aver superato il lockdown e i numeri drammatici delle scorse settimane, il grande cantautore è convinto che i milanesi riusciranno a rialzare la testa: «I milanesi avranno la capacità di riprendersi – afferma Vecchioni a Il e Radio 24 – ma come tutti i lombardi hanno anche la capacità di rischiare. Sanno di dover andare avanti, anche accettando qualche rischio. Sulla bilancia, ci sarà da una parte la possibilità di una malattia, dall’altra la necessità di riprendere loro vita». Una Milano che è “stata colpita al cuore” prosegue Vecchioni, “è rimasta tra vita e morte. L’arte, l’economia, il lavoro, il pensiero: quando si ferma il cuore, si ferma circolazione”.

ROBERTO VECCHIONI: “A MILANO LA VITA SOCIALE E’ COME IL MARE A GENOVA”

Fondamentale il lavoro, l’arte, l’economia e la cultura, ma la vita sociale è un altro caposaldo del capoluogo lombardo: «Non può mancare – dice a riguardo l’artista – è come se uno si svegliasse a Genova senza mare. Per Milano, il suo mare è il suo lavoro, la sua capacità ergonomica, la sua capacità di confronto dal vivo. Sarebbe come per Genova o Napoli perdere il mare, o come se Roma non avesse più le sue chiese. L’altezza di Milano è la forza attiva delle persone. E la possibilità di prendersi una malattia – rispettando ora tutte le misura di sicurezza – pesa meno delle conseguenze di non muoversi. Chi è fermo, è finito». In queste settimane di emergenza qualcuno ha quasi sorriso di fronte alla “caduta” di Milano: «Si chiama invidia – commenta infine Vecchioni – è l’invidia davanti ad una città così grande e così capace di trascinare il resto d’Italia. È come se fosse la favola della formica e la cicala al contrario».

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