Roma, scuola divide alunni per reddito/ “Qui la media borghesia, lì gli stranieri…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Roma, scuola divide alunni a seconda del reddito “Qui l’alta borghesia, lì alunni prevalentemente immigrati”. Ecco cosa si legge sul sito

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Scoppia la polemica nei confronti dell’Istituto Comprensivo di via Trionfale, a Roma. Il caso è deflagrato dopo che la stessa scuola ha deciso di dividere i propri studenti in sedi diverse, a seconda della fascia di reddito di appartenenza. E così basta andare sul sito della stessa scuola per scoprire che, in un plesso situato nei pressi della scuola, studiano i ragazzi “dell’alta borghesia”, nonché i figli “di colf e badanti che lavorano per le loro famiglie”. Nella sede, invece, che si trova “nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario” si trovano alunni di “estrazione sociale medio-bassa”. Fra gli iscritti di questa ultima ‘categoria’, si legge ancora sul sito, “il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana”. Mario Rusconi, presidente dell’associazione nazionale dei presidi, regione Lazio, si è detto indignato, e commentando quanto si legge sul sito dell’istituto ha spiegato: “La scuola è un luogo educativo ed inclusivo, no a forme di categorizzazioni superficiali e inutili”.

ROMA, SCUOLA DIVIDE ALUNNI IN BASE AL REDDITO: “NON SI POSSONO FARE QUESTE DIFFERENZE”

Rusconi ha poi proseguito e aggiunto: “La scuola non può evidenziare eventuali differenziazioni socio-culturali degli alunni iscritti poiché, tra l’altro, oltre a dare una cattiva rappresentazione di se stessa agli occhi di chi legge corre anche il rischio di originare idee o forme classiste. La complessità sociale odierna può essere superata grazie anche all’inclusione scolastica, che diventa quindi la chiave del successo formativo per tutti compreso la scuole”. Il numero uno dei presidi del Lazio ha quindi concluso il proprio discorso dicendo: “Non si possono fare affermazione parasociologiche di alcun genere con ricadute sulla scuola se non vengono supportate da dati statistici fondati e ben calibrati. Oltretutto non sono di alcun interesse ai fini scolastici, rischiando di lasciar passare un messaggio sbagliato e fuorviante”.



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