EDITORIALE/ Se il lavoro è nella partecipazione

Per l’amministratore delegato di Obiettivo Lavoro, GIUSEPPE BARBATO, gli attori del mercato del lavoro devono proporre soluzioni ma anche stimoli

24.01.2011 - Giuseppe Barbato
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La sede del ministero del Lavoro (fonte: Imagoeconomica)

Promuovere l’occupazione e il lavoro in tempi di congiuntura economica sfavorevole può sembrare più di una semplice missione aziendale, ed effettivamente ci interroghiamo spesso sulle soluzioni da proporre per la valorizzazione del lavoro in un momento nel quale sembra non funzionare in modo efficiente il collegamento tra domanda ed offerta. E le soluzioni non possono mai prescindere dal valore della centralità della persona e dall’espressione stessa della persona nel suo operare.

Una Agenzia del lavoro, per quanto efficiente, innovativa e attenta allo stile delle relazioni quale riteniamo di essere, partecipa alla vita della comunità, pensiamo nel caso specifico alla città di Roma e alla Regione Lazio, per accrescere indubbiamente la solidità dell’impresa , ma consapevoli che il nostro ruolo è e deve continuare ad essere quello di un attore del mercato del lavoro capace di partecipare alla vita della comunità locale proponendo soluzioni e stimoli.

Cercare lavoro e trovare lavoro, una domanda ed una risposta, ogni giorno, più e più volte al giorno, sapendo che i canali utilizzati dalle imprese sono ancora spesso canali informali, basati sulla conoscenza diretta, su segnalazioni di fornitori e conoscenti o ricorrendo alle proprie banche dati.
Bisogna fare di più per rendere maggiormente dinamico e al contempo trasparente il mercato del lavoro, e in questo è essenziale il ruolo delle istituzioni che devono potenziare i servizi pubblici per l’impiego e al contempo valorizzare la funzione ed il ruolo dei servizi privati autorizzati a farlo.

Cosa è una Agenzia del lavoro? Lo sanno tutti, lo sanno i giovani in cerca di lavoro? Lo sanno le imprese che con estrema difficoltà nel Lazio cercano e non trovano per assunzioni definitive meccanici e montatori, riparatori di infissi e assistenti domiciliari, generici operatori di ufficio e aiuto parrucchieri, baristi e panettieri, piuttosto che addetti marketing? Il percorso è ancora lungo, e ogni attore della comunità deve partecipare e svolgere un ruolo per intercettare opportunità e avvicinare i profili formativi dell’offerta di lavoro alla domanda, innanzitutto orientando ed informando.

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Inoltre una sfida che vogliamo accettare è quella di partecipare come attori di collegamento tra la formazione e il lavoro, insieme alle istituzioni formative e ai servizi per l’impiego per rilanciare l’apprendistato, per facilitare la transizione dalla scuola al lavoro, augurandoci che in questa direzione vengano indirizzate ed utilizzate le risorse della programmazione comunitaria nazionale e regionale , per favorire l’inserimento lavorativo e la stabilizzazione delle fasce deboli, prima di tutti i portatori di handicap, i giovani e le donne.

E per ridare al lavoro il valore dell’espressione vera della persona continueremo come Agenzia del lavoro ad attuare interventi di politiche attive del lavoro, auspicando che si progettino e si realizzino ulteriori interventi per il coinvolgimento delle imprese nei processi di ricollocazione dei lavoratori in cassa integrazione.

Nella Regione Lazio il trend della cassa integrazione è in calo negli ultimi mesi del 2010, ma ad oggi sono ancora autorizzate più di quattro milioni di ore, 800.000 di cassa integrazione ordinaria, quasi 2.200.000 di cassa integrazione straordinaria e oltre un milione di cassa integrazione in deroga. Se la cassa integrazione ha contribuito a contenere la disoccupazione e a mantenere le professionalità vicine alle aziende, dobbiamo pensare, anche individuando prestazioni aggiuntive, a misure che aiutino veramente il reinserimento in azienda o il ricollocamento individuale o collettivo con interventi formativi qualificati di riqualificazione professionale e con incentivi dotali, per poter riprendere  a fare nuova occupazione.

La dinamicizzazione degli attori del mercato del lavoro e  la sua  trasparenza ,gli interventi integrati per ridurre il disallineamento formativo dai bisogni formativi reali delle imprese e il reinserimento o la ricollocazione dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, cui ho brevemente accennato, sono solo alcuni dei titoli di traguardi possibili e realizzabili, a condizione chiaramente che anche altri attori partecipino nella nostra Regione a creare le condizioni per favorire la ricerca di soluzioni, ovviamente non in un  gioco dei ruoli.

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Il lavoro nella partecipazione vuole indicare, prima di tutto alle istituzioni regionali, ma parimenti ai centri orientamento al lavoro del Comune di Roma e alle istituzioni provinciali, che è arrivato il momento di competere cooperando insieme, misurandoci su proposte e strumenti, certamente nella diversità  e nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, ma proponendo iniziative legislative  ed attivando misure ed azioni di sistema che affidino agli attori privati del mercato del lavoro un ruolo e una funzione più ampia nella dinamicizzazione del mercato del lavoro.

Ovviamente non solo nella somministrazione, ma nel collocamento privato e nelle politiche attive del lavoro, nella presa in carico dei cassaintegrati, anche con interventi di carattere formativo oggi affidati quasi esclusivamente agli enti di formazione . E  non dimentichiamoci dei nostri ragazzi,  della necessaria facilitazione della transizione dei giovani dalla scuola al lavoro, per aiutarli ad uscire da un torpore che spesso si può interrompere promuovendo esperienze di lavoro nel corso degli studi o attivando contratti di apprendistato e tirocini formativi, ma anche più semplicemente  ascoltandoli in modo professionale, si direbbe tecnicamente “prendendoli in carico” per orientarli a scelte reali e possibili.

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