ALITALIA/ L’esperto: vi spiego come la concorrenza cambia il futuro di Roma e Fiumicino

- int. Oliviero Baccelli

I vertici di Alitalia fanno sapere che non verrà chiesta una ripetizione della deroga alla normativa antitrust concordata nel 2008 sulla tratta Roma-Milano. Ne parliamo con OLIVIERO BACCELLI

alitaliar400
Un aeromobile Alitalia (Foto Ansa)

Alitalia non chiederà la proroga sulla deroga alla normativa antitrust accordata alla Compagnia aerea italiana nel dicembre del 2008 sulla tratta Milano-Roma. Lo ha dichiarato lo stesso Amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, spiegando di aver già esposto queste intenzioni anche al presidente dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, Antonio Catricalà: «Eravamo sereni allora – ha aggiunto – e a maggior ragione oggi in un mercato ulteriormente aperto» con l’arrivo della concorrenza sull’Alta Velocità, «difenderemo la nostra posizione» sul mercato.

Dopo il fallimento della vecchia Alitalia e la nascita della nuova compagnia, il governo aveva approvato per legge una deroga alla normativa antitrust per tre anni per favorire il decollo della compagnia appena nata, in modo da tutelare la tratta fra le due principali città italiane della quale Alitalia deteneva circa il 90% degli slot dopo la fusione con AirOne.

Sabelli ha anche spiegato che Alitalia conta di chiudere l’anno in pareggio, in modo da affrontare il 2012 con l’obiettivo dell’utile operativo. Il 26 ottobre saranno diffusi i dati economici del terzo trimestre dell’anno, il più positivo per le compagnie aeree, dato il numero di viaggi aerei durante l’estate. Per il momento comunque si può già prevedere che il fatturato 2011 crescerà a doppia cifra per il secondo anno consecutivo.

Riguardo alla decisione dei vertici Alitalia di non chiedere una proroga della deroga alla normativa antitrust decisa nel 2008, IlSussidiario.net ha contattato Oliviero Baccelli, vicedirettore Certet (Centro di economia regionale dei trasporti e del turismo dell’Università Bocconi) e docente di Economia dei trasporti, che spiega nel dettaglio la situazione di Alitalia e dell’aeroporto di Fiumicino: «All’atto della privatizzazione di Alitalia è stata data una deroga ai meccanismi di gestione degli slot della compagnia e sulla tratta Milano-Roma. Con la situazione di crisi del vettore in quel momento, si è evitato di riassegnare gli slot che Alitalia non utilizzava, altrimenti ogni stagione tutti gli slot delle compagnie aeree sarebbero dovuti essere rimessi in discussione». Baccelli ci spiega che lo slot «è quella finestra di tempo entro il quale un aeromobile ha il permesso di decollare o atterrare, che dura solitamente un quarto d’ora. Gli slot di norma vengono rimessi in discussione ogni anno, perché se non vengono utilizzati sono assegnati a un altro vettore. Durante il periodo di “ristrutturazione” di Alitalia, questa riassegnazione non è avvenuta, dando così la possibilità alla compagnia di poter rinascere, dandole più tempo e mettendo barriere all’entrata per eventuali concorrenti. Questo ovviamente in un aeroporto importante dove gli slot sono molto ambiti, è un blocco incredibile, soprattutto sulla Milano-Roma, dove nessuna compagnia ha potuto introdurre servizi frequenti».

Oliviero Baccelli spiega poi che a Linate «Alitalia ha in gestione un gran numero di slot, quindi quelli disponibili per i concorrenti sono così pochi che è difficile ipotizzare l’entrata un concorrente sul mercato con un servizio comparabile per frequenza e collegamenti. Questa indicazione viene quindi accettata perché non potrebbero fare altrimenti, e perché tutti gli slot che hanno lasciato liberi, in particolar modo nell’ultimo anno, della tratta Milano-Roma sono stati occupati attraverso le varie alleanze, per esempio con Air France, e quindi utilizzando i cinque codici di volo del gruppo. Rimangono alcuni slot liberi nelle ore centrali, ma sono decisamente meno richiesti, soprattutto sulla tratta Milano-Roma.Possiamo quindi dire che all’atto pratico non cambierà nulla. Tenendo poi conto che l’Alta Velocità nei prossimi anni aumenterà la propria capacità di fare concorrenza, con la riduzione a due ore e venti del viaggio Milano-Roma, la realizzazione dei tunnel di Bologna e Firenze e la produzione di nuovo materiale rotabile. Il trasporto aereo avrà sempre mena appeal per chi deve viaggiare tra Milano e Roma come già mostrato dalle statistiche, che hanno evidenziato come la principale tratta in Italia sia diventata la Roma-Catania».

Riguardo al ruolo di Fiumicino per Alitalia, Baccelli spiega che si tratta dell’aeroporto che «la compagnia aveva scelto come base operativa e quindi come hub di riferimento. Su questo aeroporto sono ora in corso una serie infinita di negoziazioni per renderlo più efficiente, perché allo stato attuale non lo è, in particolar modo per quanto riguarda la gestione dei passeggeri in transito. Per il futuro comunque non dobbiamo aspettarci niente di particolare, perché le possibilità concrete per un operatore di fare concorrenza all’Alitalia sulla Roma-Milano sono praticamente nulle, se non in un’eventuale ipotesi di ingresso in orari non di punta».

 

(Claudio Perlini)

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori