TRIGORIA/ Il “Trapezio”, tra i Campi della Roma e il Campus Universitario

CLAUDIO DI LUZIO ci parla della posa della prima pietra del nuovo edificio del Campus Biomedico, denominato “Il Trapezio” dalla caratteristica forma planimetrica di progetto

04.11.2011 - Claudio Di Luzio
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Vista aerea del Campus Bio-Medico

Trigoria era un territorio antichissimo alle porte di Roma, se si pensa che verso il 300 avanti Cristo venne costruito l’attuale tracciato della via di Trigoria, come via suburbana che collegava alla litoranea via Severiana.

Nel territorio c’erano numerosi luoghi di culto e ville patrizie: oggi, infatti, si trovano i resti di queste ville e di templi, cisterne e pietre miliari.  Ma la vera storia della borgata inizia negli anni ‘60 con l’arrivo di famiglie che comprano i terreni agricoli e costruiscono la casa.

Fino a qualche anno fa quindi era solo nota come borgata periferica della zona sud orientale di Roma, poco distante dal Grande Raccordo Anulare, situata in prossimità della  Via Laurentina e comprendeva case sparse, aree agricole, piccole industrie.

Ma dagli anni ‘80 ad oggi la vecchia borgata di Trigoria è divenuta famosa, prima per la realizzazione del Centro sportivo Fulvio Bernardini, vale a dire i campi di allenamento della Roma, tipo Milanello o la Pinetina, poi più di recente per la costruzione del Polo Ospedaliero e Universitario del Campus Biomedico, con le facoltà di Medicina e Chirurgia, tra cui anche Scienze Infermieristiche, di Ingegneria Biomedica e Chimica e Industriale.

Ed è passato poco più di un mese, quando, all’interno del Campus, è stata posta la prima pietra di un ulteriore nuovo edificio per la didattica.

Un po’ di storia recente di questa zona, descrivendo il complesso della Roma e il Campus universitario.

Nel ‘78 l’allora presidente della Roma, Gaetano Anzalone inaugurava i campi sportivi di allenamento della squadra di calcio, su terreni acquistati l’anno precedente, e la nuova struttura edilizia per giocatori e dirigenti. L’impianto veniva  poi ristrutturato e ampliato dal presidente Dino Viola nel 1984, l’anno dopo aver vinto lo scudetto, grazie ai fondi ottenuti dal primo sponsor ufficiale, la Barilla.

Il centro si estende su 20 ettari di terreno e dispone di numerosi campi da calcio regolamentari. All’interno del centro sorgono quattro edifici principali collegati tra loro e circondati da un ruscello artificiale. L’edificio centrale è strutturato su tre piani e dispone di 26 stanze, il secondo edificio per ordine di grandezza è quello riservato ai giocatori: comprende il centro medico, con i locali della fisioterapia e della riabilitazione, la palestra e il bagno turco; gli spogliatoi per la squadra, per l’allenatore e il magazzino. Al piano superiore, invece, ci sono 18 stanze doppie per accogliere i calciatori.

Il terzo è quello adibito a bar e ristorante, che si affaccia sulla piscina; al piano superiore si trovano invece 7 stanze doppie, pronte ad accogliere i ragazzi delle giovanili, e una sala studio. L’ultima delle quattro costruzioni, realizzata nel 1998 da Franco Sensi, include al suo interno anche la Cappella Salus Populi Romani (dedicata a Papa Giovanni Paolo II); quest’ultima inaugurata durante il Giubileo del 2000.

Dopo la morte di Viola, il complesso è stato intitolato a Fulvio Bernardini, capitano giallorosso degli anni trenta,  mentre Il piazzale antistante il centro sportivo è stato intitolato proprio a Dino Viola.

Ma le trasformazioni più significative del tessuto edilizio non sono dipese dai campi di calcio, bensì dalle costruzioni dell’Università e dell’Ospedale, tanto che la popolazione è cresciuta in tre anni del 30 per cento e sono raddoppiati gli esercizi commerciali.

C’è il Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria (PRABB) il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, il Centro per la Salute dell’Anziano (CESA) e un centro residenziale, denominato Casale Primo Centro per docenti, studenti e personale amministrativo.

Ma nei giorni passati ci siamo commossi, assieme ai tanti presenti, a vedere dal vivo la posa della prima pietra del nuovo edificio del Campus Biomedico, denominato “Il Trapezio” dalla caratteristica forma planimetrica di progetto.

Commossi perché non sono molte le inaugurazioni di nuovi edifici in Italia, visto che non si costruisce più come un tempo. Ed è ancora più difficile vedere la posa di una prima pietra, che avviene quando si inizia a costruire un’opera di valenza sociale e pubblica.

Mi ricordo quando ero ragazzo, ancora studente, mi piacevano già molto i cantieri perché mio padre, che aveva imprese edili, ci teneva che fossi assieme a mio fratello vicino a lui ai pranzi di copertura del tetto delle nuove costruzioni. Era un’occasione unica in cui stavano insieme in allegria operai, tecnici, fornitori, imprenditori. La bandiera dell’Italia si issava alla copertura del cemento armato del tetto e poi tutti a mangiare e bere in segno di buon auspicio per il completamento del cantiere e dell’iniziativa imprenditoriale.

Oggi è più facile vedere le bandiere quando gioca l’Italia, ma molto meno sui tetti in costruzione!

Eppure il progetto del  “Trapezio” è ambizioso, poiché si estenderà su 4.500 metri quadrati per tre piani.  Sarà dotato di 13 aule che garantiranno 1.400 posti a sedere, una biblioteca con 120 postazioni di lettura e un’ampia terrazza con affaccio sul Parco di Decima Malafede. L’ingresso dell’edificio costituirà il nuovo accesso principale alle strutture didattiche e di ricerca del campus universitario.

La progettazione architettonica, il project management e la direzione dei lavori sono stati affidati agli architetti Santiago Hernandez, Eduardo Lopez e Ambrogio Risari.  La consegna dell’edificio è prevista per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2012/2013 .

“Oggi siamo in grado di dimostrare che in Italia si può costruire un polo di eccellenza universitaria e sanitaria economicamente sostenibile”. Così il Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Paolo Arullani, ha salutato l’avvio ufficiale dei lavori di costruzione del nuovo edificio per la didattica, che l’ateneo ha deciso di realizzare a soli tre anni dall’inaugurazione del campus universitario a Trigoria.

Alla  posa della prima pietra era presente anche il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Questo polo di eccellenza si colloca in quell’aerea periferica, che spesso viene vista come il grande problema della città di Roma, con una forte azione di riqualificazione. Il Campus Bio-Medico è entrato in questa zona, con problemi di ogni genere, e l’ha riqualifica profondamente non solo per studenti e professori che vivono dentro la realtà universitaria, ma anche per i cittadini, che hanno trovato nuovi spazi sociali e culturali. Oggi tutti possono sapere che alle porte di Roma non c’è la periferia degradata, ma un polo di eccellenza competitivo”.

Il Sottosegretario Gianni Letta è così intervenuto : “In un momento in cui tutto sembra volgere al pessimismo, in cui tutti invocano una crescita che stenta a riapparire, in cui pochi fanno atto di fiducia nel futuro e pochi investono, qui inauguriamo il completamento di una struttura che mostra la capacità, la volontà di andare avanti per sviluppare, a beneficio di Roma e del Paese, un settore così importante come quello della formazione, dell’educazione, dello studio, della ricerca”.

La prima pietra è stata benedetta da  Mons. Rino Fisichella nel primo anniversario dell’incarico ricevuto di presiedere il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione: “Oggi ricorre il primo anno dell’istituzione. Sono contento di poter vivere questo anniversario con voi, ma soprattutto di benedire questa prima pietra, auspicando che possa essere autenticamente segno di una nuova evangelizzazione”.

Alcuni  dati sull’ateneo. Dall’inaugurazione del nuovo campus universitario a Trigoria nel 2008 il numero di studenti iscritti all’Università Campus Bio-Medico di Roma è cresciuto del 35,8 per cento, l’attivazione di nuovi corsi di laurea, ma soprattutto il 90 per cento di laureati in corso e l’80 per cento di occupati entro un anno dalla conclusione degli studi.

Anche le infrastrutture di Trigoria ne hanno beneficiato, dal raddoppio di via Laurentina, realizzato dalla Provincia di Roma, e le opere di urbanizzazione già compiute dall’Università Campus Bio-Medico di Roma nel 2008 insieme alle strutture del nuovo campus stanno risolvendo i problemi di viabilità che attanagliavano da anni la zona. 

In tempi di crisi economica, questi esempi di imprenditoria pubblica e privata, non sono di poco conto!

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