COMUNE/ A Roma una via per Ronald Reagan?

- La Redazione

Libertiamo, l’Occidentale e Tocqueville, con il supporto di Antonio Martino, propongono di intitolare una strada a Ronald Reagan

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Il cartello virtuale di via Reagan

A Roma si possono percorrere via Stalin, via Palmiro Togliatti, via Unione Sovietica.
E allora perché non dedicare una strada a quello che viene considerato da buona parte della destra il padre del conservatorismo moderno? Se lo sono chiesti i fondatori di Tocqueville.it, il portale punto di riferimento dei blogger di centrodestra, di Libertiamo, associazione vicina a Benedetto Della Vedova e alla galassia di istituti simpatizzanti di Futuro e Libertà, e dell’Occidentale, quotidiano online vicino alle posizioni del Popolo della Libertà.

Proprio Della Vedova e Giancarlo Loquenzi, direttore dell’Occidentale, presenteranno l’iniziativa lunedì nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati. “Via Ronald Reagan, rivoluzionario”, è la targa provocatoriamente proposta dai promotori dell’iniziativa, che lanceranno una raccolta di firme online da presentare poi all’amministrazione municipale.
«Riteniamo – spiegano i promotori – che la figura del presidente Reagan costituisca da trent’anni uno dei simboli dell’Occidente libero e vincitore della guerra fredda, travalicando le divisioni partitiche al di qua e al di là dell’oceano».

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All’incontro parteciperanno anche Andrea Mancia e Umberto Mucci, di Tocqueville. Sostegno da parte del mondo politico. Saranno infatti presenti Giuseppe Moles, segretario pidiellino della commissione Difesa della Camera, e Antonio Martino, tra i padri nobili del partito di Berlusconi, da sempre promotore di quella “rivoluzione liberale” promossa dal premier Berlusconi e mai compiutamente realizzatasi.

 

«È un’iniziativa che vede partecipare think tank futuristi, pidiellini e fusionisti – spiegano dalla redazione di Tocqueville – Auspichiamo che il mondo del centrodestra torni a fondere i propri sforzi su questioni di interesse comune. Quella di una via per Reagan è una piccola iniziativa, che potrebbe però generare frutti inaspettati».

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