FARNESE/ Il cinema argentino per i 150 anni dell’Unità d’Italia

- Arturo Illia

ARTURO ILLIA presenta la rassegna dedicata al cinema argentino in programma dal 1 al 4 giugno al cinema Farnese Persol a Roma, con nove titoli proiettati in lingua originale sottotitolati

registar400
Il regista Juan Carlos Desanzo (Ansa)

Preceduta da un’inaugurazione dove si proietterà in anteprima la pellicola “Belgrano” del regista Sebastian Pivotto, dall’1 al 4 giugno, si terrà presso il cinema Farnese Persol una rassegna dedicata al cinema Argentino.

E’ indubbio come la “settima arte” abbia goduto in questo Paese di un’enorme considerazione che si è enormemente sviluppata nella seconda metà degli anni 40 , in coincidenza con l’ascesa al potere del Generale Juan Domingo Peron. L’Argentina è stata tra le prime nazioni al mondo ad accogliere l’invenzione dei fratelli Lumierè, i cui celebri “corti” vennero proiettati al Teatro Odeon di Buenos Aires il 18 Luglòio 1896. Un anno prima aveva fatto la sua apparizione (a dir la verità senza molto successo) il kinetoscopio di T. A. Edison, un prototipo del cinema attuale.

Ma è a partire dall’inizio della stagione democratica (anni Ottanta) che il  cinema inizia a essere conosciuto anche fuori dei Patrii confini, ed è vincitore del suo primo premio Oscar nel 1986 con la pellicola “La storia ufficile” di Luis Puenzo, film dedicato alla triste vicenda dei desaparecidos durante l’ultima dittatura militare.

Successivamente è tutto un inanellarsi di pellicole importanti che dimostrano spesso come la vera creatività sia lontana dall’uso di mezzo altamente tecnologici. Ricordiamo le pellicole di Solanas (Il Viaggio, Sur, Le nubi), ma anche “L’abbraccio perduto” di Daniel Burman, “Il figlio della sposa” di Jan Josè Campanella, lo stesso regista  che nel 2010 vincerà l’Oscar con “Il segreto dei tuoi occhi”  “Mondo gru”, una toccante pellicola sui disatri della politica liberista degli anni Novanta, di Pablo Trapero. Tanto per citare alcuni titoli…

Il vero problema della cinematografia Argentina, vera Hollywood del Sudamerica, risiede nella difficoltà di diffusione al di fuori dei confini nazionali. Secondo una dichiarazione dell’attuale Ambasciatore in Italia, Torcuato Di Tella, “All’opinione pubblica Italiana non interessa molto l’Argentina e più in generale l’America Latina”.

Pur nel rispetto di questa opinione mi sembra che la problemática investa anche la Spagna, tradizionalmente legata al Sudamerica, dove per esempio la geniale pellicola “Nove regine” di Fabian Belinsky, nel 2000 risultò essere il film più visto nella penisola Iberica, ma a causa di un imponente passaparola.

Ben vengano quindi manifestazioni come quella illustrata in questo articolo, il cui imperdibile programma è il seguente :

Mercoledì 1 Giugno, ore 18.30: “Aniceto” Di Leonardo Favio – ore 20.30 “Un novio para mi mujer” di Juan Taratuto.

Giovedì 2 Giugno, ore 18.30: “Si sos brujo” – Una historia de tango di caroline.W.Neal – ore 20.30 “Intramontabile effervescenza” di Marcos Carnevale.

Venerdì 3 Giugno, ore 18.30: “La mirada invisible” di Diego Lerman – ore 20.30 “Igialita a mi” di Diego Kaplan.

Sabato 4 Giugno, ore 18.30: “Eva Peron” di Juan Carlos Desanzo – ore 20.30 “ El hombre de al lado” di Mariano Cohon e Gaston Duprat.

A eccezione de “L’intramontabile effervescenza” che è doppiata in Italiano , le altre pellicole sono sottotitolate.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori