TARIFFA RIFIUTI/ De Palo: Il Comune scommette sulle famiglie per uscire dalla crisi

Per GIANLUIGI DE PALO, “l’introduzione del quoziente familiare per la tariffa rifiuti è importante non solo perché va a creare una misura di equità, ma anche un cambiamento di mentalità”

20.03.2012 - int. Gianluigi De Palo
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Foto: InfoPhoto

“L’introduzione del quoziente familiare per la tariffa rifiuti, con sconti tra i 250 e i 370 euro per le famiglie con figli, è importante non solo perché va a creare una misura di equità fiscale ed economica, ma anche un cambiamento di mentalità in una direzione più family friendly”. E’ il commento di Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia del Comune di Roma, sul nuovo provvedimento introdotto dalla giunta Alemanno. In tutto si tratta di un investimento da 27 milioni di euro che garantirà a 90mila famiglie sgravi significativi sulla più onerosa tra le imposte comunali.

Assessore, per quale motivo il Comune di Roma ha deciso di introdurre il quoziente familiare per la tariffa rifiuti?

In primo luogo perché la tariffa rifiuti è quella più iniqua, in quanto paradossalmente va a penalizzare i nuclei familiari in modo che chi ha più figli paga di più. Negli incontri con l’associazionismo familiare ci era stata segnalata questa tariffa come problematica. Il Comune di Roma in passato aveva introdotto agevolazioni per le famiglie anche in altri settori. Per quanto riguarda le tariffe di asili nido e mense scolastiche, noi siamo assolutamente concorrenziali con qualsiasi altra città d’Italia. Per gli asili abbiamo le tariffe più basse in assoluto, con 146 euro di media contro i 232 euro di Milano e i 394 di Torino. Inoltre dal terzo figlio in poi, a prescindere dal reddito, l’iscrizione è gratuita. Quindi qualunque quoziente avessimo inserito, avrebbe comunque peggiorato la situazione. Lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda le mense, in quanto le tariffe di Roma sono tra le più basse in assoluto, con una qualità migliore in quanto il 69% dei nostri prodotti sono biologici. Anche in quanto caso i prezzi tengono conto del numero dei figli, nel senso che il terzo figlio paga il 50%, il quarto figlio il 25%, il quinto il 20%, dal sesto in poi c’è l’esenzione totale. La tariffa rifiuti era quindi l’unica che non era concorrenziale e proprio per questo motivo abbiamo deciso di applicare il quoziente familiare.

La scelta del Comune di Roma ha anche un valore simbolico?

Il quoziente familiare è una svolta per una città come Roma, ma anche per tutto il Paese. Innanzitutto perché ciò che si fa a Roma lo si può fare ovunque. Un conto è un piccolo Comune, un altro è la capitale d’Italia, e quindi questa applicazione ha una valenza storica. Il quoziente familiare inoltre è uno di quei meccanismi che una volta introdotti è molto difficile togliere, indipendentemente da chi si alternerà ad amministrare la città. E’ importante perché va a creare non soltanto una misura di equità fiscale ed economica, ma anche un cambiamento di mentalità in una direzione più family friendly in una città grande come Roma. Il sindaco Gianni Alemanno di recente ha parlato delle difficoltà per il bilancio arrivando a evocare l’allarme liquidità.

 

Per quale motivo in una situazione così grave vale la pena investire sul quoziente familiare?

 

Perché si ha la consapevolezza del fatto che la famiglia è una delle risorse e delle materie prime del nostro Paese. E in momenti di crisi uno non deve tirare i remi in barca, ma investire su quello che realmente conta. Non a caso in Francia l’allora presidente Charles De Gaulle istituì il quoziente familiare all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, in un momento se vogliamo molto più complicato di quello che stiamo vivendo noi oggi. La crisi economica in Italia non è stata ancora sconfitta, stiamo reggendo grazie alle famiglie. Il Comune di Roma ha quindi la volontà politica di aiutare le famiglie perché c’è la consapevolezza del fatto che dalle famiglie si può ripartire.

 

Concretamente quali saranno gli sconti sulla tariffa rifiuti per le famiglie con figli?

 

Il Comune ha investito 27 milioni di euro, introducendo un’esenzione per circa 90mila famiglie. L’entità è molto diversa da caso a caso. Per esempio, una famiglia con un reddito da 19mila euro, una casa di proprietà di circa 80 metri quadrati in una zona semiperiferica e un mutuo da 100mila euro, con le tariffe Isee nazionali non avrebbe l’esenzione, mentre con il Comune di Roma ha un’esenzione totale pari a circa 370 euro annui. Il range varia quindi a seconda della situazione della famiglia, e può andare dai 250 ai 370 euro, a seconda del numero dei componenti e delle dimensioni della casa.

 

(Pietro Vernizzi)

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