SCONTRI A ROMA/ Quei giovani “orfani” di una sinistra incapace di futuro

- int. Paolo Sorbi

Alta tensione ieri a Roma tra i manifestanti del movimento pro-casa e le forze dell’ordine. Due uomini delle forze dell’ordine sono rimasti feriti. Il commento del sociologo PAOLO SORBI

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In occasione dell’incontro a Roma tra il governo e l’Anci è scoppiata la protesta, in nome del “diritto dell’abitare”, dei manifestanti del movimento pro-casa. Lancio di oggetti, cassonetti rovesciati, lacrimogeni, bombe carta e scontri con gli agenti schierati in tenuta anti sommossa. Il bilancio, per il momento, parla di un poliziotto e un carabiniere rimasti feriti. Dopo la manifestazione dello scorso 19 ottobre (sempre a Roma) centinaia di attivisti si sono riuniti ieri mattina davanti a Montecitorio e, al grido di “la casa si prende”, si sono spostati verso Palazzo Chigi e la Galleria Sordi. Poco dopo si sono verificati tafferugli in via del Tritone. Alla Camera il Movimento 5 Stelle ha chiesto l’interruzione della seduta, negata dalla presidente Boldrini. Gli esponenti di Sel hanno fatto sapere di aver incontrato personalmente, fuori da Montecitorio, alcuni rappresentanti del movimento. Ilsussidiario.net ha chiesto un commento a Paolo Sorbi, sociologo dell’Università Europea di Roma. Il professore negli anni Settanta era in prima linea nelle manifestazioni promosse da una sinistra che oggi – dice – è “sbandatissima”.

Come commenta quanto è accaduto, professore?

Innanzitutto, mi meraviglio che ci siano così pochi movimenti di protesta da tre anni a questa parte (e sottolineo tre anni). Credo che questa (ieri, ndr) mattina la protesta sia stata fatta da sparuti gruppi estremisti assolutamente controllabili dalle forze di polizia. E se scontri di una certa intensità ci sono stati, non vanno enfatizzati e sono sicuramente negativi. Ma mi permetta un’altra considerazione…

Prego.

In Italia non ci possono essere manifestazioni realmente pericolose, perché manca la moltitudine di soggetti pericolosi. Ci sono pochissimi giovani in giro rispetto alla massa di 60 milioni di italiani. E’ la catastrofe demografica che stiamo vivendo. Ma questa è una grande responsabilità della sinistra, che ha fatto propria un’analisi della famiglia e dell’educazione estranea alla sfera dei valori. Il risultato è che non ha più i cortei.

Veniamo agli scontri. Secondo lei i giovani coinvolti hanno una precisa identità ideologica o protestano in nome di un rifiuto generalizzato alle istituzioni?

Identità ideologica? Gestiscono i frammenti radical-nichilisti di una sinistra completamente allo sbando. Questi poveri disgraziati è inutile che insistano, perché non ci sono più le condizioni per fare i cortei. Un rifiuto di poche centinaia di persone è una cosa ridicola, se si trattasse di un sommovimento di 200mila giovani allora sì che la cosa sarebbe interessante. Oggi invece le minoranze giovanili sono assolutamente emarginate: loro stesse sono coscienti che non possono trascinare un popolo di vecchi quale noi siamo a manifestazioni di strada bellissime come ci sono state negli anni Settanta, di cui ho nostalgia…

Qual è il punto allora?

L’ultrasinistra rimasta in Italia è qualcosa di assolutamente ridicolo poiché è fatta da poche persone. Non per colpa dell’ultrasinistra in sé, bensì per colpa di tutta la sinistra che ha distrutto la visione del futuro. La sinistra non ha nulla da dire sul futuro, questo è il punto. 

Ma questa, secondo lei, è una protesta motivata da un’emergenza reale? 

È una protesta giustissima e sacrosanta perché in Italia le case per i giovani non ci sono. Anche qui, il discorso è più generale.

 

Ci spieghi.

Parlano i dati Istat di quest’anno e degli ultimi anni. Sono numeri catastrofici: l’Italia è a crescita zero da oltre 15 anni; in soldoni significa che ci sono più morti che nati ogni giorno nel nostro Paese. Bisogna andar in piazza Tahrir in Egitto per fare un corteo. Lì sì che ci sono i giovani.

 

Ha citato le grandi manifestazioni degli anni Settanta, che ha vissuto in prima linea. E’ possibile fare un confronto con quei movimenti o siamo completamente lontani?

 Non è possibile ed è questo che mi mette tristezza. Noi eravamo tutti giovani, l’Italia era un Paese di giovani, oggi negli scontri ci sono 500 poveri ragazzi contro 500 altri poliziotti di 50 anni con i capelli bianchi.

 

Dunque…

Dunque non ci sono le premesse umane. Ci sono le condizioni politiche, ma mancano le premesse antropologiche; e non perché i giovani siano deboli o sfaticati, come si dice continuamente in tante analisi che sembrano fatte apposta per distruggere i ragazzi; non è per questo. Ma è perché non ci sono i giovani. E a proposito, se mi permette…

 

Ci dica.

Perché la sinistra tace? Perché Renzi non denuncia questa catastrofe demografica dei giovani invece di dire barzellette? Perché Cuperlo non parla della crisi radicale dell’educazione in Italia? E’ molto più facile dare la colpa a Berlusconi che guardare in faccia la catastrofe della sinistra.

 

In seguito agli scontri, il M5S ha chiesto la sospensione della seduta alla Camera, ma la Boldrini ha fatto continuare regolarmente i lavori. Cosa pensa in merito: è stato giusto o le istituzioni avrebbero dovuto fermarsi prestando ascolto? 

Brava la Boldrini, ha fatto benissimo. Sono totalmente d’accordo con lei: non bisogna cedere a queste piazzate. E il Movimento 5 Stelle fa sempre proposte senza né capo né coda.

 

(Fabio Franchini)

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