GIANFRANCO MASCIA/ Chi è? Programma del giornalista ecologista candidato Sindaco di Roma. “Marino? Io non dimentico” (Primarie Pd Roma 2016, 6 marzo)

- La Redazione

Gianfranco Mascia, giornalista e blogger ecologista, è tra i candidati alle Primarie del Pd a Roma per decidere chi correrà per la poltrona di Sindaco della Capitale

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Roma, infophoto

Gianfranco Mascia, candidato alle primarie Pd Roma 2016, è arrivato al gazebo di piazza Biagio Pace a Monteverde in bicicletta in compagnia dell’inseparabile Orso di prima mattina. Come testiominiato da “La Repubblica”, in prossimità del seggio, il giornalista ecologista rappresentante dei Verdi è stato “accolto” da un sostenitore di Ignazio Marino, pronto ad elencare i risultati raggiunti dall’ex sindaco di Roma nei 28 mesi di governo al Campidoglio e desideroso di affermare uno degli hashtag che in questi giorni ha fatto più tendenza tra i supporters dell’ex primo cittadino della Capitale:#ionondimentico. A questo punto Mascia ha risposto:”Anche io non dimentico. Io sono qui per rappresentare tutto quello che Marino non ha fatto“. Vista il rifiuto a dialogare con lui da parte del “mariniano”, Mascia ha poi cercato di fare leva sul peluche “Orso”, sostenendo:”Anche lui sta con Marino, gli dia la mano!“. Ma anche in questo caso la risposta del fedelissimo di Marino non è stata di apertura:”Mi faccia il piacere, lui sta con Giachetti!“. 

Lasciatosi ormai alle spalle l’esperienza di Ignazio Marino, il Pd è alle prese con le primarie per eleggere il proprio candidato alle prossime elezioni comunali di Roma. Gli elettori del PD sono chiamati a esprimere la propria preferenza, in 195 seggi, tra 6 candidati che si sono presentati per offrire una valida alternativa ai candidati del Centro-destra, della Destra e del Movimento 5 Stelle. Gianfranco Mascia, tra gli altri candidati delle Primarie del Pd, ha un profilo tutto particolare. Tanto per cominciare è principalmente giornalista, scrittore e blogger. Non è, quindi, un politico di professione, ma anzi un fine conoscitore delle tecniche di comunicazione, che ha sempre usato per veicolare messaggi di profondo impegno civile. Si definisce, infatti, prima di tutto un ecologista: il suo impegno lo ha portato a essere protagonista in praticamente tutte le esperienze popolari di consapevolezza e lotta civile non-violenta, che hanno animato il dibattito in quegli anni in cui l’Italia era governata dalla coalizione di centro-destra capitanata da Berlusconi. Sul suo sito, romacambiaclima.it è infatti possibile consultare il suo curriculum, scritto come una biografia, un racconto detto a un amico-elettore; solo in ultimo, si definisce responsabile nazionale campagne dei Verdi, membro parte del Consiglio Federale Nazionale dei Verdi e coportavoce di Roma.

Ma non si deve dire che Mascia “scende in campo” per diventare sindaco di Roma. In un articolo dell’Huffington Post dichiara che non è l’espressione giusta per designare il suo impegno: tanto per cominciare, perché è dichiarazione berlusconiana, e Mascia ha combattuto strenuamente il cosiddetto “berlusconismo” in tutte le sue forme. E in secondo luogo, perché, dice Mascia, i temi dell’ecologia non sono ristretti in un “campo” minoritario in cui confinarli. Sono invece questioni universali che riguardano sia la gestione economica della cosa pubblica, che la moralità del singolo cittadino. L’impegno di Mascia si concentrerebbe, quindi, soprattutto sui temi ecologici: ha recentemente dichiarato che prima di tutto vorrebbe potenziare la raccolta di dati sull’inquinamento in città, potenziando le centraline Arpa, e in seconda battuta si cercherebbero strategia per diminuire l’impatto della mobilità sull’aria, per esempio aumentando i trasporti pubblici ibridi o elettrici.

In una recente intervista a romatoday Gianfranco Mascia insiste sugli aspetti ecologici quali la diffusione della raccolta differenziata porta a porta, cioè più capillare, e la predilezione per piccoli progetti mirati a rendere la vita nella Capitale più sostenibile. Basta, dunque, con grandi progetti magniloquenti e invece via libera a piccoli interventi atti a migliorare la gestione quotidiana della grande città. Di sé, infine, Gianfranco Mascia dice di essere “fuori controllo”, laddove per controllo si intende quello delle lobby e degli interessi dei cosiddetti “colletti bianchi”. Da molte aree indipendenti, però, la critica più comunemente mossa a Mascia è il suo presenzialismo: finita l’era dei partiti così come in Italia li si è conosciuti nei decenni scorsi, i movimenti come, appunto, Girotondi prima, e Popolo Viola poi, hanno visto molto consenso radunarsi intorno a concetti astratti quali giustizia e libertà, salvo poi non sapere sfruttare queste ondate per avviare un processo di strutturazione e affermazione in campo politico.

L’esperienza dei movimenti popolari è sicuramente un aspetto propulsivo per l’impegno politico di Mascia, che sfrutta le sue abilità comunicative apprese negli anni al fianco di personalità come Nanni Moretti o Ivan Scalfarotto. Non è dato sapere, prima della consultazione, se la vicinanza ai movimenti, la sua popolarità data dal giornalismo web, le apparizioni nei confronti con gli altri candidati con un orsacchiotto di peluche (giocando sul titolo del fortunato cartone animato per bambini “Masha e Orso”) anche in TV da Lucia Annunziata, e un hashtag forte come #fuoricontrollo siano sufficienti per convincere gli elettori romani, alle prese con problemi quotidiani quali corruzione, disservizi, mancanza di regole e difficoltà di ogni tipo in una città da molti considerata invivibile. Una maggiore attenzione ai temi ecologici, però, è e resta comunque auspicabile, che Mascia vinca o no (come molti si aspettano) queste primarie del Pd.

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