Rosaria Lobascio, morta dopo intervento allo stomaco/ L’avvocato: “Errore medico”

- Alessandro Nidi

Rosaria Lobascio è morta nel 2018 dopo un intervento di riduzione dello stomaco: oggi risultano indagati medici e personale ospedaliero

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Rosaria Lobascio (Storie Italiane, 2021)

La morte di Rosaria Lobascio è stata trattata nel corso della puntata di oggi, martedì 19 ottobre 2021, della trasmissione di Rai Uno “Storie Italiane”, condotta da Eleonora Daniele. La ragazza è deceduta a soli 22 anni nel 2018 a seguito di un intervento di riduzione allo stomaco, effettuato con l’obiettivo di dimagrire. Per l’accaduto sono indagate undici persone (tra cui alcuni medici) di due diversi ospedali.

In studio ha preso la parola il padre della giovane, il signor Domenico, visibilmente e comprensibilmente commosso, ripercorrendo quei giorni drammatici: “Prima dell’operazione abbiamo fatto un percorso di due anni, con nutrizionisti e psicologi, al termine del quale è stato deciso di operarla. Lei ha subito iniziato a lamentarsi dopo l’intervento. Appena beveva un goccio d’acqua, vomitava. L’hanno dimessa il lunedì, nonostante stesse male. Arrivata a casa, non è stata mai bene ed è deceduta l’8 giugno, a una settimana dalle dimissioni. Quando le si è alzata la febbre, l’abbiamo portata in due differenti nosocomi”.

ROSARIA LOBASCIO, PARLA L’AVVOCATO: “AVEVA DISTURBI IMPORTANTI”

L’avvocato della famiglia Lobascio, Angelo Paladino, in collegamento audiovisivo ha spiegato che Rosaria è ufficialmente morta per polmonite ab ingestis, subentrata dopo l’intervento subìto (materiale gastrico inalato dal polmone): “Noi chiediamo che si faccia chiarezza in maniera seria, perché il pm ha dato incarico ai periti di eseguire accertamenti, che si sono fermati alla polmonite ab ingestis. Tuttavia, i periti non hanno detto che l’ab ingestis è avvenuta per via di un’ernia strozzata”.

Dopo il nuovo ricovero, Rosaria Lobascio era già grave ed era priva di conoscenza. Soltanto allora, ha riferito il legale difensore a “Storie Italiane”, è stata eseguita una Tac sulla paziente: “Ha avuto complicanze che sono state evidenziate nel consenso informato prima dell’intervento. Si sarebbero potuti verificare un’ernia strozzata, un blocco intestinale o altri problemi che avrebbero potuto rendere necessaria una nuova operazione. La vera causa della morte di Rosaria è quindi connessa ai mancati esami di accertamento, che dovevano essere per forza eseguiti prima, quando la giovane lamentava tutti questi sintomi”.

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