Sabrina Blotti/ Uccisa da Nino Delle Foglie, stalker invaghito di lei poi suicida

- Emanuela Longo

La storia di Sabrina Blotti, la donna uccisa dal suo stalker Nino Delle Foglie dopo essere stato rifiutato, lasciando la figlia Diletta “orfana di femminicidio”

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Sabrina Blotti

La storia drammatica di Sabrina Blotti e della figlia Diletta sarà al centro della puntata in replica di Amore Criminale, in onda nella seconda serata di oggi di Rai3. Sabrina aveva appena 45 anni quando fu brutalmente assassinata a Cesena dal suo stalker, Gaetano Delle Foglie, detto Nino. L’uomo, un pensionato sessantenne, si era invaghito di lei. Il 31 maggio 2012 però decisi di mettere fine alla sua vita e dopo sei lunghe ore di trattative con le forze dell’ordine si suicidò. Mamma di due bambini, socievole ed amata da tutti, Sabrina segue il marito Gianni Capobianco fino a Cesena ma dopo 16 anni di matrimonio, la coppia vive una crisi profonda fino alla decisione, nel 2012, di separarsi.

Proprio in seguito alla separazione Nino, padre di una sua cara amica e conosciuto due anni prima durante una festa, inizia ad insinuarsi sempre di più nella vita di Sabrina, certo di poterla conquistare. L’uomo, sulla sessantina, è rimasto vedovo da qualche tempo ma per la 45enne sembra aver letteralmente perso la testa. Tra loro c’è solo una breve frequentazione ma quando Sabrina si rende conto della sua possessività decide di troncare i rapporti. Da quel momento però, ha inizio il suo incubo che la porterà verso la morte.

Sabrina Blotti, perseguitata dal suo stalker

Chiamate, messaggi e col tempo anche minacce: Nino Delle Foglie non accetta il rifiuto di Sabrina Blotti (che vive nella casa della figlia dell’uomo) ed inizia così a darle il tormento. Minaccia addirittura di suicidarsi ma anche in tal modo non riesce ad attirare l’attenzione della donna che a quel punto la minaccia di morte. Al suo medico curante il sessantenne confidò il motivo del suo grave stato di agitazione, come rammenta Fanpage: “Si tratta di una donna. Un’amica di mia figlia. Mi ha scaricato e non doveva permettersi di farlo. Le scarico la pistola addosso. Quella donna morirà per mano mia davanti a suo figlio, così si renderà conto anche lui di quello che è sua madre. Lo devono vedere tutti cosa non si fa a Nino”.

La dottoressa mette al corrente la figlia e la stessa Blotti dell’atteggiamento maniacale de suo paziente, prima di recarsi dai carabinieri. Nel frattempo Nino, trasformatosi in un vero e proprio stalker, tormenta continuamente Sabrina informandola di avere con sé una pistola: “Vengo su e ti sparo. Ovunque ti trovi e chiunque ti stia vicino morirà con te. Trascorri tranquilli questi ultimi due o tre giorni con i tuoi figli perché saranno gli ultimi”. Poco più di un mese prima dell’omicidio, Sabrina, accompagnata dalla figlia di Nino, lo denuncia per stalking. Preoccupata per la sua stessa vita, è perfino pronta a sparire, come confidato ad alcuni colleghi.

Il suicidio di Delle Foglie e il ricordo della figlia Diletta

E’ la mattina del 31 maggio 2012 e Sabrina Blotti si trova in auto quando Nino inizia a seguirla, riuscendo a bloccarla. Una lite, poi lui estrae la pistola ed esplode tre colpi prima di darsi alla fuga su una vettura precedentemente presa a noleggio. Sabrina morirà durante il trasporto in ospedale. Nino, intanto, si barrica nel Duomo di Cervia dove viene rintracciato dalle forze dell’ordine e minaccia di uccidersi con la stessa pistola. Ha così inizio una lunga trattativa che però si rivelerà vana: “O mi uccidete voi o lo faccio io. Non volevo ucciderla ma solo intimorirla. La mia vita è finita. Voglio raggiungere in cielo mia moglie Silvana, l’unica donna che mi abbia amato veramente”. Delle Foglie si toglierà la vita sparandosi un colpo di pistola al cuore.

Quando Sabrina Blotti fu uccisa a soli 45 anni, la figlia Diletta di anni ne aveva 14. Ospite di Amore Criminale ha spiegato quanto sia stato difficile e doloroso per lei conoscere nei dettagli la tragedia che ha colpito la madre e prendersi cura del fratello minore. Oggi si definisce “orfana di femminicidio” e dopo la tragedia familiare ha preso parte a varie manifestazioni e progetti contro la violenza di genere portando la sua testimonianza. Parlando della madre ha spiegato: “Lei era così veloce e silenziosa nell’agire, ma potente e determinata nel risultato. Sono dell’idea che ogni vita lascia il suo segno fino all’ultimo respiro perché lei lo ha lasciato in me. Adesso la distanza tra cielo e terra è quella che separa una mancanza così profonda. Se il mio angelo di nome Sabrina fosse stato ascoltato ora non mi starebbe guardando da lassù, ma mi starebbe abbracciando”.

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