Sabrina Salerno: “Miguel Bosè era il mio amore impossibile”/ “L’ho conosciuto e…”

- Anna Montesano

Sabrina Salerno, in un’intervista a Novella2000, confessa: “Miguel Bosè era il mio amore impossibile. L’ho incontrato a Napoli…”

Sabrina Salerno
Sabrina Salerno (Instagram)

Sabrina Salerno è la protagonista della cover del nuovo numero di Novella2000. Nella lunga intervista, la showgirl e cantante, tra i protagonisti della nuova edizione di Ballando con le stelle, racconta di aver avuto un amore ‘impossibile’ dal nome più che noto: Miguel Bosè. “Noi tutte avevamo un debole. Come tutte le adolescenti, anche io avevo questa passione per Miguel, era il nostro amore impossibile e immaginario”, ha esordito la Salerno.

In realtà tra i due c’è stato più di un incontro: “L’ho conosciuto a Napoli, in occasione di un programma televisivo di Massimo Ranieri. E poi, qualche tempo dopo, l’ho rivisto a Città del Messico, dove ci trovavamo entrambi per motivi lavorativi”. Solo lavoro, dunque, e nulla di sentimentale. Quella per Bosè rimane una cotta di gioventù, anche perché oggi, nella vita di Sabrina, c’è il marito Enrico Monti.

Sabrina Salerno, il suo grande amore si chiama Enrico Monti

È proprio di questo grande amore col marito, a cui è legata dal 1994, che racconta poi nelle pagine del settimanale diretto da Roberto Alessi: “In questo periodo storico, i rapporti interpersonali sono messi a durissima prova. Mi rendo conto che il mio sia un caso – come dire? – eccezionale.”, fa notare la showgirl. Che spiega: “Conosco mio marito e stiamo insieme da ventinove anni, ma credo sia sempre necessario avere uno scopo comune. Secondo me, non devono mai mancare il dialogo, il confronto e la stima, quella deve restare immutata. Se una persona ti delude, vengono a mancare i presupposti per la coppia”. Sabrina ed Enrico hanno un figlio, Luca Maria, che oggi ha 17 anni. Sul loro rapporto, infine, la Salerno ha dichiarato: “Io sono una madre che non sta né davanti né dietro al proprio figlio, ma gli sta al fianco. Il compito di una madre, di un genitore, è quello di essere un appoggio, ma la vita è la loro. Devono essere in grado di camminare sulle proprie gambe e commettere i loro errori”.



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