SALIF KEITA/ I suoi primi 70 anni festeggiati sul palco (La Notte della Taranta)

- Rossella Pastore

Salif Keita è sale sul palco della Notte della Taranta in qualità di ospite internazionale. Lui va fiero delle sue origini africane.

Salif Keïta
Salif Keïta sul palco della Notte della Taranta

Salif Keita è l’ospite internazionale della Notte della Taranta 2019. Dopo le esibizioni dai toni più pop di Elisa e Gué Pequeno, Salif contribuisce a ristabilire sul palco un clima che sa più di tradizione, più di famiglia. Ed è proprio della famiglia che i conduttori parlano per introdurlo. Gino Castaldo, Belen Rodriguez e Stefano De Martino fanno sapere che Keita è una persona illustre. L’artista, infatti, è uno dei discendenti diretti del fondatore dell’impero del Mali. La mise di Salif fa pensare che lui sia molto fiero delle sue origini. Stampato sul pezzo di sopra del suo completo, compare un disegno dell’Africa fatto con le perline. Dopo aver cantato Yamore, il suo pezzo più famoso, congeda rapidamente il pubblico per poi tornare presumibilmente più tardi. (agg. di Rossella Pastore)

SALIF KEITA, OSPITE DELLA NOTTE DELLA TARANTA 2019

Avere Salif Keita sul palco della Notte della Taranta vuol dire vedere l’Italia, e in particolare il Salento, che abbraccia tutta l’Africa. E unendosi a lei fa sue le sonorità, i ritmi di una terra – il Mali – che con la Puglia ha più cose in comune di quanto si pensi. Parola dello stesso artista: “Africa e Salento sono due Paesi del Mediterraneo e questo aspetto è determinante per la comune origine di sonorità e vibrazioni. La nostra origine è legata alla terra, per cui abbiamo lo stesso modo di sentire la musica e percepire la cultura”. Tra un soundcheck e l’altro, Keita spiega ampiamente le analogie tra il “suo” Paese e il “nostro” Paese, la cui arte perde i connotati propri e si mescola a nuove suggestioni più pop e meno folk. Dalle sue parti, Keita non è stato accolto come doveva. A causa del suo albinismo, infatti, è stato allontanato dalla famiglia e dalla comunità, perché il nascere bianchi sarebbe segno di cattiva sorte.

IL COMPLEANNO SUL PALCO

Nato a Djoliba il 25 agosto 1949, Salif Keita festeggerà 70 anni sul palco di Melpignano. Sarà lui l’ospite internazionale della 22esima edizione, affiancando colleghi del calibro di Elisa, Gué Pequeno, Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna. Keita ha provato ieri pomeriggio al Centro Polivalente di Zollino, in attesa di esibirsi alla Notte della Taranta. Il suo brano più rappresentativo, Yamore, verrà rimodulato con alcuni versi scritti e interpretati da Stefania Morciano, voce dell’Orchestra Popolare. Keita è stato nominato Golden Voice of Africa ed è noto anche per essere un discendente del fondatore dell’impero del Mali, Sundjata Keita. Restare nella sua terra natia avrebbe voluto dire rinunciare alla passione per la musica. Secondo il sistema delle caste maliano, non sarebbe dovuto diventare un cantante. Per questo, nel 1967, Salif lascia Djoliba per unirsi al gruppo Super Rail Ban di Bamako. In seguito, con i Les Ambassadeurs, si rifugia ad Abidjan (Costa d’Avorio) per sfuggire alle persecuzioni politiche. Quando i Les Ambassadeurs cambiano nome in “Les Ambassadeurs Internationales”, la loro fama si estende al mondo intero. Ciò gli permette di guadagnare un premio dal presidente della Guinea, Sékou Touré. Il 1984 è l’anno del trasferimento a Parigi, pensato per raggiungere ancora più persone. Nella sua musica, che presenta influenze dall’Europa e dalle Americhe, usa spesso balafons, djembes, chitarre, koras, organi, sassofoni e sintetizzatori.

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