Salmaso/ “Politica agisce dicendo ‘è la scienza che ce lo dice’: lo trovo ingiusto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Stefania Salmaso in collegamento con il programma di Rai Tre, Agorà: ecco le sue dichiarazioni sul green pass e sulle strane scelte della Gran Bretagna

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Salmaso ad Agorà

La dottoressa epidemiologa, Stefania Salmaso, ha parlato stamane in collegamento con il programma di Rai Tre, Agorà, condotto ogni mattina dalla giornalista Luisella Costamagna. Si parla di green pass e di vaccini, e a riguardo la Salmaso specifica, facendo una premessa: “Molto spesso la politica prende decisioni come deve fare, ma con la frase sotto, ‘è la scienza che ce lo dice’, è una cosa non molto corretta, chi fa il politico ha una responsabilità, chi studia argomenti scientifici si muove in un settore di incertezze, poi sembra che sia colpa degli scienziati…”

Quindi più specificatamente sul green pass, che in molti paesi dell’Unione Europea non è d’obbligo come invece in Italia o in Francia ad esempio: “Dire che in altri paesi non usano il green pass, perchè lo facciamo noi, secondo me vuol dire essere conformisti, nel Regno Unito hanno fatto cose che noi non abbiamo fatto quindi…”. Sulla probabile estensione del green pass anche ai lavoratori di bar e ristoranti, e non solo: “A me sembra abbastanza legittimo che se si chiede il green pass per andare al ristorante o al bar, a sua volte chi ci lavora deve averlo”.

SALMASO: “GREEN PASS? SI VA VERSO COPERTURA COMPLETA”

“Da un punto di vista di metodo – ha proseguito la professoressa Salmaso – è un percorso che può essere discutibile ma è uno spostamento progressivo per una copertura completa, dal punto di vista della sanità pubblica mi sembra assolutamente sensato, mettiamo che ce l’abbiamo tutti così siamo tranquilli”.

Sui dati inglesi che sembrano un po’ preoccupare, la Salmaso spiega: “Questo dimostra quanto detto prima, che si tratta di una scelta politica differente su dati che indicherebbero un’altra strada. Non capisco la logica di imporre una terza dose e non usare il green pass che chiedeva alle persone di averne almeno due (di dosi ndr), mi sembra quasi un discorso del tipo, se non riesco a fare la terza dose o le cose vanno male, allora ritorno sul green pass. Mi sembra che il green pass sia un filtro prima di imporre una terza dose”.



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