Salmonella ed escherichia coli: 8.000 casi l’anno in Italia/ Cosa sono e come evitarle?

- Josephine Carinci

Salmonella ed escherichia coli, ogni anno in Italia sono circa 8.000 i casi di infezioni di questo genere: cosa fare per evitare contaminazioni?

listeria Uova (Foto: Pixabay)

Ogni anno sono oltre 8mila i casi di tossinfezioni in Italia, con in pole la salmonella che fa contare 3.300 casi annui, seguita da campilobacter ed escherichia coli. Le infezioni provengono degli alimenti: per questo motivo è fondamentale sapere cosa mangiamo e controllare ogni cibo prima di ingerirlo. Marco Silano, esperto di alimentazione e direttore del Dipartimento di malattie cardiovascolari, endocrine-metaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto superiore di Sanità, parla all’Adnkronos proprio di tali infezioni, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare.

L’esperto sottolinea come quando mangiamo, gli alimenti vengano elaborati dal nostro apparato gastrointestinale: alcuni microrganismi riescono infatti a trovare l’ambiente ideale per proliferare e a volte produrre tossine che ovviamente possono risultare nocive per la nostra salute. Il batterio più comune in queste tossinfezioni è la salmonella, che possiamo trovare in vari alimenti come nelle uova poco cotte o crude o in alimenti proprio a base di uova, latte crudo o suoi derivati, carne, salse, gelato, frutta, verdura e altri ancora. Bisogna poi prestare particolare attenzione anche all’eventuale contaminazione di superfici o attrezzatura utilizzata in cucina: qualsiasi alimento venga manipolato da persone infette, infatti, può essere nocivo.

Salmonella e non solo: come evitare le infezioni

Tra le tossinfezioni troviamo anche l’escherichia coli. Come spiega Marco Silano all’Adnkronos, il problema “è legato ai ceppi in grado di produrre tossine che possono avere conseguenze di maggiore impatto per la salute, in particolare i soggetti fragili”. Come proteggersi, allora, da infezioni di questo genere, come la salmonella? Bisognerebbe evitare cibi crudi, cuocendo bene ciò che mangiamo, in particolare la carne: come ricorda infatti l’esperto, la cottura a 100 gradi abbatte la carica microbiotica. Vanno evitati, poi, anche i contatti tra cibi crudi e cotti né vanno utilizzate le stesse superfici e gli stessi utensili: allo stesso tempo vanno ben lavate le mani dopo aver toccato la carne cruda.

Secondo l’esperto di alimentazione dell’ISS un errore comune “è lavare la carne prima di cuocerla: non serve perché è la cottura che elimina la carica batterica. Lavandola, però, si contaminano le superfici. Altro errore è non fare attenzione ai rubinetti. Se ci si lava le mani, bene e con il sapone, dopo aver toccato la carne, ma poi si tocca di nuovo il rubinetto, il rischio rimane. Non a caso nei ristoranti, dove le preparazioni sono professionali, l’apertura dell’acqua è a pedale”.





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