Circoncisione, cos’è e quando è rischiosa/ Video, l’intervento e le complicanze nei rituali religiosi

Circoncisione, cos’è e quando è rischiosa: video. L’intervento e le complicanze nei rituali religiosi, quando viene fatta per motivi medici

23.12.2018 - Silvana Palazzo
chirurgia_ospedale_pixabay
Siena, neonata muore poche ore dopo parto(Pixabay)

Il caso di Monterotondo, dove due gemelli di due anni sono stati sottoposti a circoncisione rituale, ha riacceso i riflettori su questa metodica chirurgica. Che cosa è e in cosa consiste? Oggi è soprattutto una scelta religiosa che può rivelarsi pericolosa se improvvisata. Prevede la rimozione totale o parziale del prepuzio, il lembo di pelle scorrevole che riveste il glande. Con questa antichissima pratica chirurgica il glande resta completamente scoperto. La circoncisione è molto diffusa tra gli ebrei e in diverse popolazioni africane. Non si tratta di una pratica diffusa nel mondo occidentale, se non quando viene richiesta per risolvere un problema di salute. La stragrande maggioranza dei musulmani maschi è circoncisa per rispetto alla propria religione. Per loro la circoncisione è una sorta di cerimonia iniziatica di appartenenza ad una cultura. Nel mondo ogni anno si stima che circa 13milioni di persone si sottopongano a questa metodica chirurgica che se imposta rappresenta un trauma, soprattutto nei bambini.

CIRCONCISIONE, COS’È E QUANDO È RISCHIOSA

La circoncisione viene effettuata da urologi o chirurghi plastici in day hospital. Il paziente viene anestetizzato direttamente nei nervi del pene mentre nel bambino è preferibile l’anestesia generale. Dopo si procede con la rimozione chirurgica del lembo di pelle che riveste il glande, con laser o bisturi. L’intervento dura circa un’ora, ma dipende dalle condizioni cliniche. I punti di sutura cadono spontaneamente dopo un paio di settimane. La pericolosità di questa pratica è rappresentata dall’inesperienza di chi la pratica nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, non viene effettuata in luoghi perfettamente sterili, quindi il rischio di infezioni post operatorie è molto alto. Infezioni, emorragie, ulcere al frenulo e setticemia sono tra le complicanze più frequenti. Nel caso del bambino di Monterotondo lo è stata l’emorragia. Per questo si è sempre raccomandato di sottoporsi a circoncisioni solo in cliniche ed ospedali con personale qualificato.

Ma la circoncisione non viene fatta solo per motivi religiosi. Questa pratica sembra utile per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale, anche se si tratta di una scelta ancora discussa. Alcuni uomini si sottopongono a questo intervento per risolvere disturbi anatomici genitali (fimosi, restringimento dell’orifizio prepuzilae) o per il trattamento dell’eiaculazione precoce. Come riportato dal Corriere della Sera, è indubbio che la circoncisione riduca notevolmente l’incidenza di infezioni croniche del glande e del cancro alla testa del pene.



© RIPRODUZIONE RISERVATA