Espelle pezzo di polmone dopo colpo di tosse/ Il caso clinico sul New England Journal of Medicine

Usa, espelle parte del polmone dopo un violento attacco di tosse: 36enne muore una settimana dopo per scompenso cardiaco. Ma non è l’unico caso…

06.12.2018, agg. il 08.12.2018 alle 00:15 - Silvana Palazzo
Usa, espelle parte del polmone dopo attacco di tosse

Continua a fare clamore la tragica notizia che ha visto come protagonista un 36enne americano, morto dopo aver tossito e sputato un pezzo di polmone. Si tratta di un caso clinico pubblicato sul New England Journal of Medicine dai medici chirurghi dell’Università californiana che avevano in cura il paziente. Secondo quanto emerso, il trentaseienne sarebbe stato colpito da una rarissima carenza di frazione di eiezione, ovvero il parametro in cui il sangue viene distribuito ad ogni contrazione. Per quanto riguarda il caso del paziente americano era la metà rispetto alla norma. Dati allarmanti che avevano costretto i medici a tenerlo sotto controllo, poi è accaduto l’impensabile: la tosse violenta avrebbe causato una forte lacerazione con conseguente espulsione di un pezzo del polmone. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

MORTO DOPO AVER SPUTATO UN PEZZO DI POLMONE

E’ morto dopo aver tossito e sputato un pezzo di polmone. Un 36enne americano è il protagonista di quest’assurda vicenda, riportata dal New England Journal of Medicine. Il ragazzo si trovava presso l’ospedale Medical Center di San Francisco, accusando attacchi violenti di tosse, difficoltà respiratorie, e problemi cardiaci, quando ad un certo ha appunto sputato un pezzo del polmone, precisamente un albero bronchiale, quei tubi che servono per distribuire l’aria. I medici, ripresisi dopo lo shock iniziale, hanno cercato di salvarlo, ma le sue condizioni erano ormai compromesse e ad una settimana dal ricovero è morto. I dottori parlano di carenza di frazione di eiezione, una patologia rara che colpisce coloro che non riescono a pompare in maniera adeguata il sangue: la “potenza” del paziente era di circa il 50% in meno rispetto agli standard. Già nei giorni precedenti il ricovero aveva espulso sangue e muco, ma il tutto sembrava essere nella “norma”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TOSSISCE E SPUTA PARTE DI POLMONE

Per un attacco di tosse espelle parte del suo polmone. È successo negli Stati Uniti ad un uomo di 36 anni che era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva al Medical Center di San Francisco a causa di una insufficienza cardiaca. Il caso clinico è stato ricostruito sulle pagine del New England Journal of Medicine dai chirurghi dell’Università della California che aveva in cura il paziente. L’uomo, con seri problemi cardiovascolari, era portatore di pacemaker. Nella prima settimana di ricovero ha tossito sangue e muco, poi durante un violento attacco di tosse ha espulso addirittura l’albero bronchiale destro. Subito soccorso, il paziente è deceduto una settimana dopo da questo episodio per uno scompenso cardiaco. Non si tratta del primo episodio di questo tipo. Proprio sul New England Journal of Medicine è stato riportato nel gennaio del 2012 il caso di una donna di 40 anni ricoverata a Birmingham: anche lei tossì in maniera così violenta da espellere parte del suo polmone.

ESPELLE PARTE DEL SUO POLMONE DOPO ATTACCO DI TOSSE

Sul New England Journal of Medicine è stata pubblicata anche una foto dell’albero bronchiale destro espulso dal 36enne americano. Dopo quell’episodio il paziente è stato intubato. Estubato dopo due giorni non ha avuto altri episodi, ma una settimana dopo è morto. Ma come è possibile tossire in maniera così violenta da espellere parte del proprio polmone? Questo caso non deve sorprendere, e non solo perché non è il primo. I polmoni umani, come ricorda il Corriere della Sera, sono troppo grandi per adattarsi alla trachea, quindi chiaramente non è possibile tossire un intero polmone. Ma si può tossire in maniera così forte da spingere il polmone negli spazi delle costole. In eventualità rarissime, può accadere che alcune parti vengano espulse attraverso colpi di tosse molto forti. Proprio come accaduto al 36enne e anni fa alla 40enne nei casi descritti sulle pagine scientifiche.