Alzheimer, scoperta area del cervello immune/ Lo studio porta a una cura definitiva?

Uno studio sull’Alzheimer ha svelato come esisterebbe una zona del cervello immune a questa patologia. Una novità incredibile che potrebbe portare a delle svolte nelle cure del morbo.

11.02.2019 - Matteo Fantozzi
Alzheimer, scoperta area del cervello immune

Uno studio sull’Alzheimer ha svelato come esisterebbe una zona del cervello immune a questa patologia. Una novità incredibile che potrebbe portare a delle svolte interessanti anche in vista del futuro della medicina e dunque di possibili cure. La ricerca arriva dall’Università di Manchester con tanto di pubblicazione sulla rivista specializzata Communications Biology. Il gruppo di ricercatori ha notato come nel cervelletto ci sia una incredibile capacità di autodifesa e questo permetterà molto presto di studiare delle strategie all’avanguardia per riuscire a rendere efficaci finalmente le cure contro questo pericoloso morbo. Nell’organismo umano il cervelletto svolge un ruolo davvero importante visto che controlla i movimenti. Ha inoltre alcune funzioni cognitive molto interessanti come l’attenzione, il linguaggio e la memoria. Inoltre risulta decisivo anche nella regolazione delle risposte a piacere o paura.

cerve: il ruolo fondamentale del cervelletto

Il cervelletto potrebbe avere un ruolo fondamentale nel rendere immune il cervello dall’Alzheimer. A scoprirlo è un gruppo di ricercatori dell’Università di Manchester. Il team ha scoperto come questa parte del nostro organo principe subisca dei cambiamenti a causa del morbo, ma che questi siano molto limitati. Già in passato era stato azzardato che questa parte del cervello fosse quasi immune alla malattia, ma nessuno studio lo aveva provato con certezza come in questo momento. Si tratta di una svolta importante perchè apre nuove strade anche per la medicina. Questa particolare zona del cervello infatti potrebbe essere utile nella lotta alla patologia cercando di limitarla o quanto meno di farla muovere nella maniera più lenta possibile. Da questa importante scoperta poi dovranno avvenire degli studi approfonditi che sicuramente ci daranno delle risposte altrettanto importanti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA