SALVINI, “NEONAZISTI VOLEVANO UCCIDERMI”/ Fonti Digos, “nessun riscontro attentato”

- Silvana Palazzo

Missile sequestrato a Torino con arsenale da guerra, Salvini rivela: “Estremisti volevano uccidermi. Armi scoperte dopo minaccia di morte nei miei confronti”

missile sequestrato torino yt
Missile sequestrato a Torino

L’arsenale di armi sequestrate ad un gruppo neonazista filoucraino a Torino, di cui faceva parte anche un missile Matra, è stato scoperto nell’ambita di un’inchiesta sulla preparazione di un attentato contro Matteo Salvini. Lo ha detto lo stesso ministro dell’Interno, come riportato da Tgcom24:”L’ho segnalata io. Era una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l’arsenale di qualche demente. Penso di non aver mai fatto niente di male agli ucraini, ma abbiamo inoltrato la segnalazione e non era un mitomane. Non conosco filonazisti e sono contento quando beccano filonazisti, filocomunisti o filo chiunque”. Fonti consultate dall’Ansa hanno riferito che fu un ex agente del Kgb a segnalare l’esistenza di un progetto di un attentato contro Matteo Salvini per mano di un gruppo di filonazisti ucraini. Dalle indagini della Digos e della procura di Torino, secondo quanto viene riferito, non furono però trovati riscontri a questa ipotesi. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI, “ESTREMISTI PREPARAVANO ATTENTATO CONTRO DI ME”

Le indagini della Digos che hanno portato alla scoperta di un arsenale da guerra a Torino sono partite da una minaccia di morte nei confronti di Matteo Salvini. Lo ha svelato il ministro dell’Interno, spiegando che un anno fa una persona si è presentata in questura a Torino per svelare un progetto di attentato nei suoi confronti. «Sono contento di essere stato utile per far scoprire la cosa, trovare questo missile», il commento del vicepremier, riportato da Repubblica. «La segnalazione riguardava un gruppo ucraino che avrebbe voluto attentare alla mia vita», ha aggiunto. Quindi, è partita la segnalazione e di conseguenza l’inchiesta, coordinata dalla procura di Torino. Sono state intercettate le telefonate di un gruppo di miliziani andati a combattere in Ucraina e dai loro contatti è spuntato il nome di un 60enne di Gallarate, Fabio Del Bergiolo. L’uomo nascondeva la sua ideologia filo-nazista, come dimostrano i simboli e le armi trovate ovunque. «Sono contento e ringrazio le forze dell’ordine quando fanno il loro lavoro contro filo-comunisti, filo-nazisti, filo-chiunque», ha concluso Salvini.

SALVINI “MISSILE SEQUESTRATO? ESTREMISTI VOLEVANO UCCIDERMI”

Intanto questa mattina è ripresa la perquisizione nell’hangar all’interno dell’aeroporto di Voghera a Rivanazzano, dove è stato trovato il missile sequestrato dalla Digos di Torino. Una ditta specializzata è stata ingaggiata per svuotare gli scavalli alti 10 metri e pieni di materiale bellico che dovrà essere analizzato con l’esercito italiano. Servirà almeno una settimana per analizzare tutto, visto che è stato trovato altro materiale militare. Giovedì invece è fissato l’interrogatorio di Fabio Del Bergiolo, accusato di essere l’intermediario incaricato della vendita del missile. Sono quattro gli indagati nella costola di indagine sui mercenari italiani partiti per combattere nella regione ucraina del Donbass. Ora le indagini, che coinvolgono quattro procure diverse, si stanno concentrando sulla provenienza del missile, acquistato da un milanese che non risulta indagato che a sua volta lo aveva comprato in Italia. Del Bergiolo comunque ha spiegato che il missile e le altre armi erano stati spostati circa due mesi prima da Oriolo, sempre vicino Voghera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA