Sam Smith e Kim Petras, “inno a Satana ai Grammy”/ Critiche: “Un tributo al diavolo”

- Josephine Carinci

Sam Smith e Kim Petras si sono esibiti sul palco dei Grammy con uno spettacolo che ha destato scalpore e attirato critiche: "Un inno a Satana"

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Sam Smith e Kim Petras, critiche dopo l’esibizione ai Grammy

Sam Smith e Kim Petras hanno destato scalpore sul palco dei Grammy, la notte di domenica, diventando i primi artisti dichiaratamente non binari e trans a vincere un premio. I due hanno trionfato nella categoria Best Pop Duo/Group Performance con il brano “Unholy”. A presentarli è stata Marotta: i due hanno dato spettacolo per un’esibizione da urlo che non è passata inosservata e ha attirato molte critiche. Il cantante si è infatti presentato con un mantello, un cappello a cilindro e le corna da diavolo, mentre Kim si è esibita in una gabbia: il tutto, in una spettacolare scenografia di un palco in fiamme.
Ai conservatori non è piaciuto lo spettacolo dei due artisti. Ted Cruz, senatore repubblicano per lo Stato del Texas dal 2013, ha twittato: “Questo… è… il male“. La commentatrice conservatrice Liz Wheeler, sui social ha scritto: “Non combattete le guerre culturali, ci dicono. Nel frattempo, i demoni stanno insegnando ai tuoi figli ad adorare Satana. Potrei vomitare”. Critiche anche da parte di Ben Kew, redattore della rivista conservatrice Human Events, che ha scritto: “So che probabilmente noi a destra usiamo la parola satanico troppo spesso, ma questa performance di Sam Smith è letteralmente un tributo a Satana”.

Kim Petras: “La religione non mi accetta”

Dopo il trionfo ai Grammy, Kim Petras ha spiegato il proprio punto di vista sulla religione: “Penso che molte persone, onestamente, abbiano etichettato ciò che rappresento e ciò che rappresenta Sam come religiosamente parlando poco cool. Personalmente sono cresciuta interrogandomi sulla religione e volendo farne parte, ma poi mi sono lentamente resa conto che erano loro a non volere che io ne facessi parte”.

Per l’artista, dunque, la scelta è stata obbligata. Ha infatti proseguito: “Quindi è una presa di coscienza sul non essere in grado di scegliere la religione che tu vuoi, e non essere in grado di vivere nel modo in cui le persone potrebbero volere che tu viva, perché, sai, come persona trans, non mi vogliono in ambito religioso“. Kim ha parlato anche sul palco dei Grammy, emozionando tutti e rendendo omaggio a Sophie, musicista e produttrice trans.







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