Sandro Curzi/ Diaco:”Ti chiedo perdono per tutte le volte in cui ti ho deluso”

- Matteo Fantozzi

Sandro Curzi, nel 1995 l’uomo è stato decisivo per l’esplosione di Pierluigi Diaco. Il conduttore di Io e Te è arrivato a dire di vederlo come un vero e proprio padre.

Pierluigi Diaco
Pierluigi Diaco ospite a Non disturbare

Sandro Curzi e l’incontro con Pierluigi Diaco

Sandro Curzi è stato subito attirato dalla grinta di Pierluigi Diaco, oggi giornalista di punta anche sul piccolo schermo ed all’epoca appena diciottenne. Siamo nel ’95: Curzi lo sceglie per il debutto in tv su Telemontecarlo e gli dà quella spinta necessaria per avere un futuro radioso. I due però si incontrano poco tempo prima, grazie alla decisione di Diaco di convocarlo al suo Liceo. “Ogni cosa l’ho cercata”, svela infatti a Today in una lunga intervista. In quel momento fra Curzi e Diaco si instaura un certo legame, tanto che il giovane giornalista in erba verrà invitato dal futuro mentore a visitare la redazione del Tg3. Quando Curzi si sposterà su Telemontecarlo, Pierluigi inizierà a lavorare per un progetto giovani legato all’emittente. “Scrissi alla Telecom, che me lo sponsorizzò”, spiega per giustificare quell’improvvisa opportunità. Pierluigi Diaco parlerà di Sandro Curzi anche nella puntata di Non disturbare che verrà trasmessa oggi, martedì 6 agosto 2019, concentrandosi sul rapporto con l’indiscusso mentore. All’epoca in realtà si parlerà più che altro di una forte raccomandazione ricevuta dalle personalità di spicco del piccolo schermo, Bruno Vespa e Giuliano Ferrara compresi. “Non sono ‘figlio di’ e non ho protettori”, si difende invece Diaco parlando a Radio Cusano Campus. Nessuna raccomandazione di ferro o agevolazione, ma tanto impegno e iniziativa.

Sandro Curzi è stato un faro per la vita e carriera di Pierluigi Diaco

A dimostrare il ruolo di Sandro Curzi nella vita di Pierluigi Diaco c’è anche l’ultimo messaggio inviato in seguito alla scomparsa del mentore, avvenuta nel novembre del 2008. “Ti devo la passione per la politica”, scrive infatti il giornalista in un articoletto pubblicato sul suo blog. “Ti chiedo perdono per tutte le volte in cui ti ho deluso”, aggiunge noltre pensando forse a quante volte si è allontanato dalle sue orme, da quell’ala protettrice che gli permetterà di lanciarsi dal trampolino di TeleMontacarlo appena maggiorenne. Diaco e Curzi tra l’altro firmeranno a quattro mani Il mestiere di giornalista: una conversazione, il libro pubblicato dalla casa editrice Transeuropa nel ’95, ricorda La Repubblica. Anni di doppio lavoro per Diaco, che riuscirà a raggiungere il mondo della televisione solo dopo aver ottenuto uno spazio tutto suo su Il Foglio grazie a una rubrica. Per questo il giornalista dirà sempre in molte interviste che i suoi punti di riferimento nel lavoro e nella vita sono sempre stati Giuliano Ferrara e Curzi. Nonostante ad un certo punto abbia scelto di allontanarsi dalla politica, sottolineando anche di non volere schieramenti, nessuna tessera elettorale ma solo realtà, dice a Il Tempo diversi anni or sono. “Nessun modello”, dirà inoltre per smentire la voce di corridoio che lo vede ispirarsi ai big del giornalismo, inginocchiare la propria individualità per diventare l’erede perfetto dei tanti nomi rimasti orfani di un degno rampollo.



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