Sanremo, canzoni famose che non hanno vinto: quali sono/ Da Mina ad Al Bano e Romina

- Dario D'Angelo

Sanremo, canzoni famose che non hanno vinto: quali sono? Da Mina ad Al Bano e Romina, quando l’Ariston non ha capito il grande successo che aveva ascoltato.

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Canzoni famose che non hanno vinto a Sanremo: la lista è lunga, lunghissima, e comprende tanti artisti che hanno fatto la storia della musica italiana, spesso e volentieri proprio grazie a quei brani, non capiti dall’Ariston ma apprezzati dalla gente, cantati, imparati a memoria al punto da diventare tormentoni iconici, colonne sonore di un’epoca. Lo avreste mai detto, ad esempio, che brani come “Le mille bolle blu“, presentato all’Ariston da Mina e Jenny Luna nel 1961, non vinse la kermesse? Stesso destino, un anno dopo, per “Quando, quando, quando” di Tony Renis: lo sappiamo, la state già canticchiando. E che dire de “Il ragazzo della via Gluck“: “Questa è la storia di uno di noi”, cantava Celentano nel 1966, intuendo che forse quella stessa sorte di incompreso al Festival di Sanremo sarebbe capitata anche ad altri. Pensiamo ad esempio a Lucio Battisti, che nel 1969 con “Un’avventura” non andò oltre il nono posto; ma anche ad un altro Lucio immenso della nostra tradizione musicale, Dalla, che con “Piazza Grande” nel 1972 si piazzò soltanto ottavo. Salì almeno sul podio, arrivando terzo, Rino Gaetano con “Gianna” nel 1978, mentre il 1981 fu l’anno delle sconfitte clamorose: “Maledetta primavera” di Loretta Goggi, seconda classificata, e “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, relegato in quinta posizione.

SANREMO, CANZONI FAMOSE CHE NON HANNO VINTO

Continuiamo la nostra carrellata di canzoni famose che non hanno vinto il Festival di Sanremo recriminando per il secondo posto alla coppia più sanremese di tutti: Al Bano e Romina, secondi con il loro brano manifesto, “Felicità“, nel 1982. Quell’edizione grida vendetta anche per Vasco Rossi: il suo “Vado al massimo” non venne probabilmente capito, così come non piacque il capolavoro di Mia MartiniE non finisce mica il cielo“. E cosa dire del 1983? Un Festival che non vide la vittoria né de “L’Italiano” di Toto Cutugno, né di “Vacanze romane” dei Matia Bazar, né di Vasco con “Vita spericolata“. Curiosi di sapere chi si impose? “Sarà quel che sarà” di Tiziana Rivale. Il 1985 invece è l’anno in cui Zucchero si piazza penultimo con “Donne“, ma il suo “du du du” è ancora cult. Nel 1985 non sfonda “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, né “Nostalgia canaglia” di Al Bano e Romina, e “Io amo” di Fausto Leali. L’89 è l’anno di “Almeno tu nell’universo“: nono posto per Mia Martini, ma almeno il premio della critica. Il 1994 invece vide “Signor tenente” di Giorgio Faletti fermarsi al secondo posto. Neanche Andrea Bocelli vinse l’anno dopo con il suo “Con te partirò“: stessa sorte per “La terra dei cachi” di Elio e le storie tese e “Laura non c’è” di Nek nei due anni successivi. In anni più recenti ricordiamo pezzi come “Salirò” di Daniele Silvestri nel 2002, “Mentre tutto scorre” dei Negramaro nel 2005, “Arriverà” di Emma e i Modà nel 2011 fino a “Una vita in vacanza” de Lo Stato sociale nel 2018. A conferma che a volte il Festival di Sanremo è soltanto un trampolino verso il successo, non un punto d’arrivo.

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