SCENARI/ Francia e Grecia vs. Turchia, attenti alle ambizioni di Macron

- Giuseppe Gagliano

Due nuovi accordi tra Fracia e Grecia, uno per la fornitura di armamenti e l’altro di profilo strategico. È la politica estera “europea” di Macron. E mina la Nato

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Sulla portaerei francese Charles De Gaulle (LaPresse)

Come sappiamo, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato il nuovo accordo di difesa all’Eliseo di Parigi, in Francia, il 28 settembre 2021. Questo accordo di difesa – che include un ordine per tre fregate francesi Belharra e tre corvette Gowind 2500 per la marina ellenica, 5 miliardi di euro – insieme all’ordine di 18 aerei da combattimento Rafale fabbricati da Dassault lo scorso anno, hanno aggiunto benzina sul fuoco alle già tese relazioni tra Grecia e Turchia.

La Grecia ha anche chiesto altri sei aerei Dassault Fighter che forniscano ulteriore impulso al suo programma di modernizzazione delle armi. Il nuovo accordo di difesa tra i due alleati della Nato ha fatto infuriare la Turchia, poiché migliorerebbe la capacità navale della Grecia, ma ha anche irritato gli Stati Uniti e la Nato, perché questo accordo non rispetta le clausole dell’Alleanza.

Sulla scia dell’accordo sulla difesa firmato il mese scorso, i legislatori greci hanno ratificato un nuovo accordo di difesa con la Francia il 7 ottobre 2021 sull’istituzione di un partenariato strategico per la cooperazione in materia di difesa e sicurezza che consentirebbe a Grecia e Francia di aiutarsi in caso di minaccia esterna. L’alleanza strategica e militare tra i due paesi ha suscitato molto scalpore nel panorama politico del Mediterraneo e del Mar Egeo, intensificando le tensioni tra Grecia e Turchia e agitando anche le tensioni nelle acque del Mediterraneo orientale sui diritti di esplorazione energetica e quindi incidendo sulla sua dinamiche geopolitiche. Anche le dinamiche e la matrice politica europea sono state scosse, dal momento che il presidente francese ha citato l’alleanza militare tra Francia e Grecia come primo passo per una maggiore autonomia strategica dell’Ue, sfidando apertamente la Nato. Questo accordo può tuttavia ulteriormente aumentare le divisioni all’interno della Nato. Per la Turchia, l’alleanza militare potrebbe essere il casus belli nel Mar Egeo e nel Mediterraneo tra Turchia e Grecia.

Di particolare importanza il fatto che vi sia in questo accordo una clausola specifica di mutua assistenza che implica che le due parti si soccorrano reciprocamente con tutti i mezzi appropriati a loro disposizione e, se necessario, con l’uso della forza armata, una volta che venga accertato un attacco armato contro il territorio di uno dei due. Nelle parole del presidente francese Macron, per la prima volta viene fornita una clausola di assistenza militare esplicita e inequivocabile in caso di attacco di terzi a uno qualsiasi degli Stati.

Con il patto di difesa in vigore, entrambi i Paesi potranno sostenersi vicendevolmente, compiere azioni congiunte a tutti i livelli, utilizzare i reciproci porti e aeroporti marittimi, avviare forze di spedizione comuni e allinearsi sulle questioni di politica estera, migrazione, terrorismo, energia e sicurezza marittima in Medio Oriente.

Cosa significa l’accordo di difesa per la Grecia?

La Grecia, che ha combattuto con la recessione finanziaria dal 2008 e ha quasi dimezzato la spesa per la difesa, ha fatto un  balzo in avanti con la firma dell’accordo sulla difesa con la Francia. Innanzitutto, la Grecia ha mostrato la sua assertività nell’aumentare la spesa per la difesa; in secondo luogo, ha mostrato la sua volontà di dotarsi di navi da guerra all’avanguardia per potenziare la sua potenza marittima, prendendo atto della sua mancanza di capacità navale nelle acque blu, in particolare nel Mediterraneo e nel Mar Egeo. La Francia è stata al fianco della Grecia nell’estate del 2020, quando la Grecia ha avuto uno stallo con le forze armate della Turchia per salvaguardare i suoi diritti marittimi ed energetici. La Francia ha schierato le sue forze navali per rafforzare la potenza militare della Grecia e ha quindi mostrato la sua solidarietà.

Con tre fregate e tre corvette, le forze marittime greche saranno in grado di sorvegliare acque che si estendono dalla punta settentrionale del Mar Egeo fino all’estremo sud del Mar Mediterraneo. E con 18 caccia Rafale (aumentati a 24), la capacità di protezione e dominio dello spazio aereo aumenterà notevolmente. Le tre fregate saranno consegnate entro il 2026, con la prima fregata ad essere consegnata entro il 2024. Naval Group e Lockheed Martin hanno avuto una dura concorrenza per aggiudicarsi l’accordo.

Grazie a questo accordo la Grecia sarebbe in grado di scongiurare le minacce alla sua integrità territoriale e marittima, contrastare le sfide della Turchia sulle questioni delle isole contese nel Mar Egeo, garantire i suoi interessi sui diritti energetici.

Per quanto riguarda la Francia, Macron insiste da tempo sul fatto che l’Europa deve sviluppare le proprie capacità di difesa e non dipendere più dagli Stati Uniti. Tuttavia la conclusione dell’accordo sulla difesa e la firma del patto di cooperazione strategica per la difesa con la Grecia è arrivato nel momento in cui la Francia ha avuto una sconfitta diplomatica a causa del patto Aukus. Secondo Macron, questo accordo sarebbe il primo passo verso l’autonomia strategica europea. Infatti secondo il presidente francese, l’autonomia strategica europea implica l’indipendenza tecnologica, la prontezza al combattimento senza dipendere dagli Stati Uniti. Se quindi da un lato la Francia incrementa i propri guadagni nel settore militare, dall’altro lato pone l’enfasi sul fatto che la difesa europea non potrà che essere a guida francese.

Quanto alla reazione turca, questa era assolutamente scontata: il ministro degli Esteri turco infatti ha affermato che la politica greca è ormai diventata problematica e minaccia sempre di più la pace e la stabilità regionale e finirà per minare  la coesione all’interno della stessa Unione Europea.

Indipendentemente da queste polemiche prevedibili e scontate, non si può non osservare, non senza ironia, che sia la Francia, sia la Grecia sia la Turchia sono tutti i membri della Nato e ciò dimostra ancora una volta quanto questa alleanza sia al suo interno profondamente divisa, divisione questa che certo non contribuisce a rafforzarne la credibilità. Infatti non dobbiamo dimenticare che l’articolo 5 della Nato specifica che un attacco ad un suo membro è considerato un attacco a tutti e quindi la clausola di mutua assistenza franco-greca costituisce semplicemente una duplicazione dell’articolo 5. Ma la Grecia a sua volta ha sottolineato come la Nato abbia assunto una posizione ambigua – perché fondamentalmente neutrale – nei confronti delle dispute con la Turchia.

In ultima analisi questo accordo di cooperazione rafforzerà la fiducia della Grecia e contribuirà alla sua deterrenza contro l’escalation degli armamenti e la militarizzazione della Turchia, oltre a garantire la sua integrità territoriale e salvaguardare le sue rivendicazioni marittime. Marina ed esercito meglio equipaggiati rafforzeranno i diritti di esplorazione e le rivendicazioni energetiche della Grecia nel quadro giuridico internazionale delle acque profonde sull’argomento. Ma mentre la Grecia, la Turchia e la Francia si muovono per difendere i loro interessi sia del Mar Mediterraneo che nel Mar Egeo, che cosa fa l’Italia?

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